
Mirtilli, ribes, fragole… Gli ultimi dati scientifici
Hanno una marcia in più. Sono un concentrato di nutrienti superiore ad altri prodotti della natura. E le nuove ricerche confermano il loro ruolo preventivo per malattie del fegato, cardiovascolari e diabete
Di Gudrun Dalla Via
Recenti studi scientifici hanno evidenziato ulteriormente il notevole contributo dei frutti di bosco nella prevenzione di malattie acute, croniche e degenerative. Come per esempio la ricerca pubblicata recentemente sulle pagine dell’European Journal of Clinical Nutrition, che segnala come un consumo adeguato di bacche e frutti di bosco protegga dal rischio d’infiammazione, malattie del fegato e dalla sindrome metabolica (un insieme di fattori di rischio metabolici che aumentano la possibilità di sviluppare malattie cardiache, ictus e diabete, ndr), tipica del nostro stile di vita cittadino e occidentale.
Inoltre, alcuni ricercatori finlandesi del Dipartimento di biochimica e chimica alimentare presso l’università di Turku hanno condotto uno studio analizzando gli effetti dei frutti di bosco, tra cui mirtilli, ribes e olivello spinoso, e hanno scoperto che un consumo quotidiano di questi riduceva del 23 per cento i livelli di un enzima detto alanina amino transferasi (Alt), noto per essere un marker (permette di identificare) di un disturbo del fegato, la steatosi epatica non alcolica che può condurre fino all’epatite.§
Consideriamo più da vicino questi preziosi frutti.
Mirtilli (Vaccinium oxycoccus)
La medicina popolare sottolinea da secoli che i mirtilli sono utili per la salute dell’intestino e degli occhi. Numerosi studi di laboratorio e clinici hanno confermato che i mirtilli – freschi, in succo o surgelati – sono in grado di combattere la diarrea (senza tuttavia provocare stitichezza in persone soggette a questo disturbo) e infezioni virali, e a proteggere attivamente vasi sanguigni e capillari. La diarrea generalmente segnala la necessità dell’organismo di liberarsi di un agente tossico, ma se prolungata o ricorrente può essere debilitante. In questi casi, piuttosto che prendere farmaci sintomatici, oppure a integrazione di questi, può essere utile consumare regolarmente dei mirtilli.
In Scandinavia viene apprezzata una zuppa a base di mirtilli per prevenire e combattere i raffreddori; gli sciatori ne sono talmente entusiasti che le località di sport invernali riportano la ricetta nei loro menù.
Per avere i mirtilli sempre a portata di mano, nei paesi dove sono maggiormente diffusi si usa anche essiccarli. 5-10 g di mirtilli secchi sono sufficienti per preparare una zuppa per una persona: mettere in ammollo in acqua fredda o tiepida per una decina di minuti, poi aggiungere altra acqua o latte e scaldare a 40°C su fiamma dolce. Aggiungere miele a piacere e consumare subito.
Nei mirtilli, la presenza di sostanze che bloccano o inattivano sia batteri che virus è decisamente alta. Ciò si è potuto dimostrare sia per i frutti freschi schiacciati sia per quelli secchi nonché per il succo, anche se diluito. Secondo i ricercatori, il merito è soprattutto di determinati tannini; tuttavia è più probabile che sia un insieme di fattori a fare la forza dei mirtilli, come per esempio gli antociani. È per questo che il frutto lasciato il più completo e naturale possibile è più efficace rispetto a un suo estratto che mira solo al «principio attivo».
Inoltre, si ritiene che i mirtilli giovino alla vista, alla memoria e in generale alle funzioni cerebrali. In effetti, uno dei meriti è probabilmente ancora degli antociani (ma anche di altri elementi presenti in questo delizioso frutto). Diversi studi eseguiti in Francia e Ungheria hanno dimostrato che i mirtilli proteggono le pareti dei vasi sanguigni dai depositi che rischiano di indurirli. Secondo i ricercatori, i mirtilli potrebbero quindi rappresentare un valido alimento ipocolesterolemizzante.
Del resto, gli estratti di mirtilli sono un ingrediente apprezzato dai formulatori di cosmetici a base erboristica, proprio per la loro azione benefica sul microcircolo del sangue, quindi per combattere l’inestetismo della couperose, cioè dei capillari dilatati che conferiscono un costante rossore ad alcune parti del viso.
Ribes, l’uva in miniatura
L’aspetto del ribes è molto simile all’uva: grappoli di frutti rotondi, anche se la famiglia botanica è diversa; ribes nigrum e ribes rubrum appartengono infatti alla famiglia delle saxifragaceae.
L’effetto salutistico però è molto simile in queste bacche che possiamo trovare selvatiche ma soprattutto negli orti delle persone più avvedute. Le bacche del ribes possono essere bianche, rosse o nere. La resa del raccolto è maggiore nelle varietà meno colorate, ma con l’intensità del colore aumenta il valore salutistico. Quest’ultimo è attualmente attribuito soprattutto agli antociani, i quali hanno un reale effetto antibatterico, soprattutto nei confronti degli Escherichia coli, principali responsabili delle diarree.
Non stupisce quindi l’usanza di ricorrere a confetture o succhi di ribes per prevenire o combattere raffreddori, disturbi intestinali e diarree. Molte persone trovano gradevole una tisana calda di ribes. In inverno, quando non si dispone di bacche fresche, si può versare marmellata o gelatina di ribes in un frullatore con acqua a 38-40°C, eventualmente con l’aggiunta di una puntina di miele, per una bevanda lenitiva del mal di gola e che scioglie bene il catarro.
Alcuni studi eseguiti in Gran Bretagna hanno messo in rilievo il fatto che il succo di ribes, almeno negli sperimenti animali, ha prolungato la vita notevolmente. Secondo i ricercatori, ciò sarebbe dovuto grazie all’alto contenuto di flavonoidi.
Olivello spinoso
Questa bacca (Hippophae rhamnoides) si trova ancora spontanea in molti boschi. È uno dei frutti più ricchi di vitamina C, quindi sicuramente utile per la prevenzione di malattie stagionali e di infiammazioni, ma anche per la struttura del collagene, quindi per una pelle sana e bella. Difficilmente troveremo il frutto fresco in commercio. Nei negozi specializzati possiamo invece trovare succhi di olivello spinoso, da solo o in combinazione con altri, oppure marmellate o integratori.
Fragola
La fragola di bosco (Fragraria vesca) è decisamente più interessante, sotto il profilo terapeutico, rispetto a quella coltivata: infatti è rimasto un vero «frutto di bosco», cresciuto all’ombra degli alberi, in un ambiente armonioso e complesso. Anche della fragola coltivata, sono state dimostrate proprietà antivirali, diuretiche, blandamente lassative nonché astringenti.
Un fatto curioso: fu già Linnaeus, il grande botanico, a descriverne le proprietà antigottose. Oggi a volte vengono sconsigliate le fragole a chi soffre di gotta o reumatismi, ma semplicemente per il motivo che questo dolce frutto, mentre aiuta l’organismo a liberarsi dai depositi tossici, può accentuare temporaneamente i dolori articolari.
La medicina popolare ha sempre usato le fragole per schiarire la pelle e i denti, per combattere le ulcere e le scottature. La scienza moderna ha evidenziato soprattutto l’inibizione della crescita dei virus.
Interessante in ogni caso la ricchezza di polifenoli e altri antiossidanti, oltre che la capacità di bloccare la formazione di nitrosamine, un potenziale fattore scatenante di cancro intestinale.
Come Fare
Eclettici in cucina
Le possibilità di utilizzo delle bacche, a tavola, sono davvero tantissime. L’ideale è, ovviamente, usarle fresche, quando sono di stagione. Inoltre lamponi e more non sono certamente da meno, rispetto ai frutti di bosco qui descritti. Quando sono raccolti al momento della giusta maturazione e consumati in tempi brevi, tutti questi frutti hanno un sapore dolce naturale tale da prestarsi ottimamente al consumo così come sono, senza aggiunte di zuccheri (sconsigliato) oppure anche mescolati insieme.
Macedonie. Se si desidera preparare una macedonia per gli ospiti, la si può presentare in modo più coreografico, per esempio in coppe o sopra foglie verdi. In questo caso si possono frullare alcuni frutti di bosco con un po’ di miele e versare il liquido sopra i frutti. Oppure si posa qualche pallina di gelato a fianco.
Cocktail. Una delizia per gli occhi e il palato sono le bevande a base di frutti di bosco. Basta frullare i frutti prescelti con acqua, eventualmente aggiungendo un po’ di miele e qualche goccia di limone.
Congelati. Si prestano bene ad essere congelati: la loro mole è ridotta, rispetto alla superficie, con un tenore minore di acqua, e questo li rende più resistenti all’impatto del freddo. Potete pulirli con delicatezza, asciugarli molto bene e poi confezionarli in sacchetti o in vaschette, da riporre nel congelatore. In questo modo li avrete sempre a disposizione, per macedonie, bevande, decorazioni o altro.
Confetture. Sono ottime le confetture di frutti di bosco. Alcune ditte, anche italiane, ne offrono di eccellenti. Se le volete preparare in casa tenete presente che i frutti di bosco sono delicati: più è breve l’esposizione al calore, e meglio è. Dal momento che il loro tenore di acqua è relativamente ridotto, essi si cuociono in breve tempo. Se versate la confettura, ancora bollente, in vasetti sterili, fino al bordo, e chiudete immediatamente, si conserva piuttosto bene, anche per mesi. Nel dubbio però, conservate i vasetti nel frigorifero.
Fitoterapia
Fate la scorta
- Mirtillo. In fitoterapia, si usano i frutti e le foglie. Le sostanze principali nei frutti sono: antocianosidi, glucosidi vari, tannini, pectine, acidi organici. Nelle foglie: triterpeni, acidi, fitosteroli, idrochinone, arbutina, tannini, flavonoidi. L’estratto o i soli antociani sono utilizzati per le loro proprietà astringenti, antinfiammatorie, antisettiche, diuretiche, ipoglicemizzanti, vasoprotettive.
- Ribes nero. Si impiegano foglie, frutti, semi, gemme, boccioli dei fiori. Le sostanze principali nei semi sono lipidi e trigliceridi ricchi di acido gammalinolenico; nei frutti vari acidi organici, antociani e vari flavonoidi nonché tannini. L’olio, l’estratto e il succo vengono usati per le proprietà emollienti, restitutive, nutritive, diuretiche, vasoprotettrici, antinfiammatorie. Il ribes rosso è meno usato in fitoterapia, anche se è ricco di acidi organici, antociani e oli essenziali, con proprietà aromatizzanti, diuretiche e antinfiammatorie.
- Olivello spinoso. Si usano i frutti tal quali, in medicina popolare, per le proprietà astringenti e antidiarroiche. Ricco di acidi organici, come ascorbico e malico, nonché di flavonoidi.
- Fragola. Vengono utilizzate le foglie, il rizoma e i (falsi) frutti (infatti i frutti sono quelli che noi consideriamo i «semini»), in succo o estratto. Apprezzati per l’aroma, la presenza di antociani, flavonoidi, zuccheri e acidi organici.


















