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Colazione Da (piccoli) Campioni

Colazione da (piccoli) Campioni

I cereali più diffusi per il primo pasto spesso contengono troppi zuccheri e grassi non nobili. I bambini sono i bersagli principali di pubblicità che invogliano a consumarne costantemente. Ma le alternative sono altre. E facili da mettere in pratica

Una certa parte dei miei pazienti sono bambini. Insisto sempre perché fin da piccoli siano abituati a fare una prima colazione degna di questo nome, composta da alimenti di qualità e consumata con calma e distensione. Quando indago sulla composizione della colazione, quasi sempre apprendo che i «cereali» sono consumati regolarmente. All’inizio tutto ciò mi sembrava rassicurante. Solo un po’ più tardi ho capito che i cereali che io avevo in mente (fiocchi di avena, pane integrale, gallette di riso integrale soffiato) erano ben diversi dai cereali per colazione che si trovano sullo scaffale della grande distribuzione.
Si tratta sostanzialmente di prodotti assai simili ai biscotti, preparati industrialmente per estrusione a partire da un miscuglio composto da farine raffinate, grassi (vegetali, ma saturi), zucchero, sale, aromi, ecc.
Occorre dire subito che iniziare la giornata consumando questi prodotti non è per niente sinonimo di buona colazione. Anzi, c’è il rischio di scambiare per salutare una scelta che è invece determinata soprattutto dalla pubblicità e dalla golosità (e non solo) dei bimbi. La golosità è indubbiamente solleticata dalle abbondanti dosi di zucchero, grassi e sale che questi preparati contengono.

Giochi e regalini
La strategia di vendita, dunque, è quella dell’attacco a tenaglia. Centinaia di spot pubblicitari al giorno, quaderni e materiale scolastico «siglati», gadget appesi ovunque (cartolerie, edicole, benzinai, grandi magazzini) e, finalmente, i personaggi dei cartoni televisivi oppure i protagonisti dell’ultimo film per ragazzi che occhieggiano dalle confezioni dei cosiddetti cereali.
Un consiglio. Non fatevi accompagnare dai figli piccoli al supermercato: sono perfettamente in grado di buttare all’aria i vostri buoni propositi nel giro di pochi minuti. Portateli piuttosto a fare la spesa ai mercati contadini o dal vostro ortolano di fiducia, a vedere che le carote hanno le foglie, che le patate crescono sotto terra (e non stanno solo nei sacchetti dei surgelati) e che le pere non sono solo un succo dentro una scatola con la cannuccia.

L’ottimo dottor Kellogg
Aveva certamente ottime intenzioni il dottor John Harvey Kellogg  quando, per i suoi pazienti della clinica avventista di Battle Creek, nel Michigan (Usa), inventò a metà dell’Ottocento i fiocchi di grano, un alimento sano e salutare, ideale per fornire all’organismo la giusta dose di carboidrati complessi a lento assorbimento, fibre, proteine, minerali e vitamine. Tutti nutrienti che caratterizzano, in effetti, anche i fiocchi di avena, orzo, ecc.
Oggi, tuttavia, se il dottor Kellogg si recasse in qualsiasi supermercato non riconoscerebbe i flakes (fiocchi). I cereali per la prima colazione (alimenti destinati prevalentemente ai ragazzi) contengono troppo zucchero (33-42 per cento), parecchi grassi (fino al 14 per cento e spesso di origine dubbia) e sale in quantità troppo elevate. Questi prodotti non possono dunque essere presentati come un alimento sano per il primo pasto della giornata. Tra l’altro, da un esame delle confezioni emerge che anche la chiarezza delle indicazioni presenti sulle scatole lascia a desiderare. Quasi sempre, per esempio, si leggono scritte che esaltano la presenza di vitamine e ferro, elementi nutritivi marginali in questo tipo di prodotti (dove invece abbondano zuccheri semplici e grassi).

Qualche proposta non dogmatica
Cercate, prima di tutto, di non adottare uno schema fisso per la prima colazione. I bambini per loro natura perdono rapidamente interesse nei confronti delle proposte monotone e l’appetito svanisce. I bambini, per crescere, hanno bisogno di stimoli sempre nuovi e diversificati e anche una buona colazione può contribuire in questo senso.
Ecco quindi una proposta di impostazione generale che poi ciascun genitore avrà evidentemente cura di adattare alla propria famiglia e alle proprie ritualità. In ogni caso, tenete sempre conto della possibilità o necessità di cambiare di tanto in tanto. Insomma, anche nell’organizzazione della prima colazione, metteteci un po’ di cuore.

La tavola preparata
Cominciate con la tavola. Un desco che si presenti gradevole e ordinato predispone meglio a mangiare con appetito (domandatevi perché in vacanza o in hotel tutti fanno colazione, anche coloro che di solito affermano che appena svegli non riescono assolutamente a mangiare). È ovvio che i tempi al mattino sono stretti. Meglio, dunque, già dalla sera prima disporre ordinatamente sul tavolo della cucina tovaglia, piatti, posate, miele, pane e quant’altro dovesse servire. Il mattino dopo non dovrete far altro che scaldare il latte di soia oppure preparare il tè o la tisana. Lo faccio in famiglia da 30 anni e mi pare abbia prodotto buoni risultati.

A cura di Paolo Pigozzi, Medico nutrizionista e fitoterapeuta


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