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DIETA AL LIMONE

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Eliminare tossine e «materiale» in eccesso che appesantiscono l’organismo. Con questo agrume si ottengono risultati eccellenti. Ma occorre conoscere tutte le condizioni favorevoli per raggiungerli

Di Paolo Pigozzi*

Siete stanchi a causa di digestioni difficili, alito cattivo, pelle sporca, muscoli irrigiditi, articolazioni dolenti, qualche chilo di troppo? Ma anche per il sonno poco riposante, la stanchezza mentale e scarsa concentrazione? Una bella cura di limoni fa al caso vostro. Il limone, infatti, è un vero e proprio alimento-medicina che, utilizzato nel modo giusto, vi consentirà di fare un bel passo avanti sulla strada del benessere.

Antiscorbutico. E non solo
Il limone ha una lunghissima storia come frutto pregiato e indispensabile, soprattutto per le popolazioni mediterranee. Tuttavia, un deciso impulso al suo impiego terapeutico fu dato all’inizio del 1800, in seguito alla scoperta che il succo di questo agrume risultava utilissimo nella cura e nella prevenzione dello scorbuto, una grave malattia (si manifesta con emorragie e ulcerazioni della cute, delle mucose e degli organi interni) dovuta alla mancanza nella dieta di vegetali freschi, ricchi di vitamina C.
Il limone possiede inoltre numerose altre proprietà benefiche: è battericida e antisettico, antireumatico e antiurico, diuretico e dimagrante, antiemorragico, antidiarroico e antisclerotico, ipotensivo ed epatoprotettore. Il succo di limone si rivela prezioso in tutte le infezioni (respiratorie, urinarie, vaginali, ecc.), in tutte le patologie che colpiscono le articolazioni (come, ad esempio, le artriti, le artrosi e la gotta), nelle ritenzioni idriche, nel sovrappeso e nell’obesità, nella fragilità capillare e nella tendenza alle emorragie, nel diabete e nell’arteriosclerosi, nell’ipertensione arteriosa, nelle manifestazioni cutanee come gli eczemi, l’acne e la seborrea, ecc.
Nessuna meraviglia, dunque, che un frutto dotato di grandi potenzialità riequilibranti e preventive sia diventato il fulcro di rilevanti pratiche igieniche definite come “cura del limone”.

La cura di Burroughs
La dieta depurativa a base di limone più famosa è sicuramente quella proposta dal terapeuta igienista statunitense Stanley Burroughs (1903-1991) che la divulgò al grande pubblico in un suo famoso libro The Master Cleanser (che significa più o meno Il detergente migliore o Il grande pulitore) pubblicato negli anni Cinquanta. La cura di Burroughs consiste nell’assumere durante la giornata da 6 a 12 bicchieri di una bevanda preparata miscelando acqua (anche tiepida), succo di limone, sciroppo di acero (ricavato dalla linfa degli aceri che crescono nell’America settentrionale) e un pizzico di peperoncino. Sono ovviamente esclusi tutti gli altri alimenti, soprattutto quelli solidi, mentre sono concesse bevande come spremute di arancia, succhi di mela, infusi di camomilla, menta, rosa canina, tiglio.
A un periodo di cura di durata variabile (1-2-3 giorni fino a 10), deve seguire un’attenta fase di transizione per riavvicinarsi gradualmente all’alimentazione consueta. Infatti, l’errore più comune, dopo la cura disintossicante del limone, è quello di ritornare a mangiare troppo e, soprattutto, troppo velocemente. Nel primo giorno dopo il termine della cura è bene limitarsi a sorbire lentamente succhi di frutta freschi; nel secondo giorno è possibile aggiungere un passato di verdure a pranzo; nel terzo giorno si possono consumare anche verdure crude o cotte a vapore, evitando ancora carne, pesce, uova, pane, pasta e dolci. Dal giorno successivo si può ricominciare a consumare una dieta «normale», ma equilibrata e di buona qualità. Occorre infine tener conto che durante questa cura è possibile che si presentino sintomi fastidiosi come diarrea, feci sfatte, mal di testa, eruzioni cutanee, sudorazioni abbondanti e sgradevoli, alito cattivo, lingua patinata. Si tratta di reazioni normali per un organismo in fase di depurazione.
Prima di intraprendere la cura di Burroughs è bene parlarne con il proprio medico o naturopata per valutarne preventivamente la fattibilità e l’utilità.

La cura secondo Costacurta
Luigi Costacurta (1921-1991) è stato un noto naturopata, studioso di scienza della nutrizione terapeutica (trofoterapia). Nelle sue proposte curative, la «cura dei limoni» ha sempre avuto un ruolo importante. Costacurta la consigliava soprattutto a chi soffriva di artrosi e gotta, arteriosclerosi, aumento del colesterolo sanguigno, calcoli nella cistifellea, irritazioni croniche della pelle, ipertensione arteriosa. Eccola descritta in breve.
Diluite il succo di mezzo/un limone in un bicchiere di acqua tiepida e bevetelo al mattino a digiuno. È opportuno aspettare quindici minuti prima di consumare la colazione. Ogni tre giorni aumentate la dose di un altro limone fino a raggiungere la quantità massima di 3-7 limoni, variabile in relazione alla vostra costituzione e alle vostre necessità. Dopo altri tre giorni potete iniziare il percorso inverso (ogni tre giorni eliminate un limone) per ritornare gradatamente al consumo del succo di un limone al giorno. Costacurta consigliava di proseguire con la dose minima ancora per trenta giorni.

Le controindicazioni
Come ogni farmaco che si rispetti anche il limone, utilizzato intensamente, presenta alcune controindicazioni.
Considerato che la sua tendenza è quella di sciogliere gli addensamenti, alleggerire gli ingorghi, togliere in definitiva l’eccesso di «materia» presente nell’organismo, è ovvio che chi è di corporatura esile, si affatica rapidamente e tende a perdere peso con troppa facilità dovrà consumare il limone in modo saltuario e scegliere, per gli spuntini giornalieri, preferibilmente la frutta decisamente più dolce. Cioè, in relazione alla stagione: pesche, meloni, fichi, uva, mele, pere, ecc.
In ogni caso, se soffrite dei disturbi sopra citati, potrebbe essere consigliabile praticare questa cura intensiva una volta all’anno.
È bene ripetere ancora che queste «cure», quella di Costacurta come quella di Burroughs, vanno ovviamente graduate in relazione alle proprie caratteristiche e alle proprie sensibilità. In definitiva, anche in questo campo è preferibile evitare il fai da te. Molto meglio consigliarsi preventivamente con un medico esperto che saprà valutare l’eventuale necessità o utilità di questa o quella modalità di assunzione del limone.

*Medico fitoterapeuta

Valida per situazioni a rischio
A ben vedere, una sorta di filo rosso lega tutte le proprietà del limone. Un filo conduttore che consiste nella sua capacità di contrastare e ammorbidire l’eccessivo accumulo di tossine e di materiali che appesantiscono e limitano il regolare e fluido svolgersi delle reazioni metaboliche. In definitiva, il succo di limone è un vero e proprio soffio leggero e vivificatore che attenua la pesantezza dell’organismo e ne stimola il rinnovamento.
Ecco perché beneficeranno del suo consumo regolare e delle cure del limone soprattutto le persone corpulente, con il colesterolo sanguigno elevato, con una certa tendenza alla rigidità dei vasi sanguigni e delle articolazioni. Insomma, proprio coloro che la medicina moderna definisce a rischio per patologie cardiovascolari e metaboliche.

 

Non cercate scorciatoie
Si perde peso. A queste condizioni

Le cure a base di limone sono ottime per disintossicare il corpo e per contrastare la tendenza all’aumento patologico dei «depositi» nell’organismo (placche aterosclerotiche, calcoli biliari e renali, cellulite, adiposità, ecc.). Tuttavia non dovrebbero essere intraprese con lo scopo principale di perdere peso (anche se un certo dimagrimento è l’«effetto collaterale» più comune di queste pratiche). Il calo di peso corporeo che spesso consegue a queste cure «d’urto» è molto facile da realizzare. Ma questi chili persi durante la cura sono poi altrettanto rapidamente recuperati nel momento in cui si ritorna all’alimentazione consueta. Proprio qui sta il punto. Se siamo affetti da disturbi di qualche tipo e se vogliamo comunque migliorare il nostro stato di salute, non è utile pensare prima di tutto a qualche intervento straordinario e che risolva rapidamente e miracolosamente il problema. Serve piuttosto una graduale, ma definitiva modificazione del proprio stile di vita. Anche su un piano dietetico. Probabilmente è dunque meglio bere il succo di un limone tutte le mattine per qualche anno (all’interno di una dieta equilibrata) piuttosto che spremerne 4-5 in un paio di litri di bevanda da sorbire per un periodo limitato di qualche giorno.

Le info in più

Il digiuno per cuore e diabete

Astenersi totalmente o parzialmente dal cibo, anche per un solo giorno alla settimana (magari proprio assumendo succo di limone secondo le modalità descritte) produce vantaggi per il corpo. Un recente studio effettuato dall’Intermountain Medical Center (sezione Heart Institute) di Murray, nello Utah, e presentato al congresso annuale 2011 dell’American College of Cardiology, conferma che un semplice digiuno di 24 ore (ma ripetuto periodicamente, per esempio una volta alla settimana) produce numerosi effetti benefici: fa aumentare la resistenza del corpo, consuma più colesterolo, riduce il numero delle cellule adipose e, non ultimo, diminuisce il rischio di diabete e malattie del cuore.

 

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