Zoff2

Dino Zoff su salute, riconscimenti, e Var

Dino Zoff, nell’ambiente calcistico si è trovato a incrociare quelli che lui chiama “falsi profeti”, in contrasto, per esempio, con l’idea di calcio, onestà e fermezza del compianto ct campione del mondo, Enzo Bearzot: “Lui è stato trattato male a tutti i livelli”.

Che cosa non gli è stato riconosciuto? “Quello di aver portato i giocatori alla vittoria in modo leale”. E qui entriamo in un capitolo delicato, la mancata riconoscenza per i propri meriti. Per il nostro campione, questa realtà, a dire il vero, si è palesata durante la sua carriera di allenatore, prima alla Juve, poi alla Nazionale. Proprio con i bianconeri, Zoff sperimentò i primi bagliori di un nuovo modo di fare spettacolo mediatico: si cercavano nuovi protagonisti, anche in panchina tra gli allenatori, che “bucassero” lo schermo.

E quindi, nonostante il nostro fosse reduce da ottimi risultati sportivi – conquista di coppa Uefa e coppa Italia – gli fu comunicato che non gli avrebbero rinnovato il contratto e che al suo posto sarebbe arrivato Gigi Maifredi, testimonial del “calcio champagne”, simpatico personaggio che davanti alle telecamere faceva salire l’audience.

Ma cosa ne pensa un campione d’altri tempi riguardo l’ultimissima tecnologia che oggi sta condizionando il gioco del calcio?
Il Var (il nuovo sistema che in serie A viene utilizzato dagli arbitri per verificare alcune azioni dubbie, ndr) aiuta a vivere le partite di calcio con più sportività? “Credo sia utile, ma va usato con buon senso, per cose eclatanti. Se vi si ricorre per ogni dubbio diventa poco funzionale. Ma osservo che si fa polemica anche con questi strumenti tecnologici. In Italia tutto diventa oggetto di dibattiti pesanti.

Però, anche se le macchine sono determinanti, non sempre possono cogliere, per esempio, una simulazione di un giocatore. Ben vengano per i fuorigioco o il dubbio se la palla è entrata o no in porta”.

Capitolo salute. Non molto tempo fa lei ha dovuto affrontare una malattia, un virus molto aggressivo. È stato anche un momento in cui si è confrontato con la paura.
“In realtà, questo sentimento mi ha spesso accompagnato anche in gioventù. E lo esorcizzavo giocando e nel tentativo di superare i miei limiti. Certo, si spera sempre di stare bene e non si è così preparati a gestire un male. In ogni caso, ne sono uscito bene e continuo ad aiutare il mio fisico facendo tanti sport come nuoto, tennis, golf, paddle”.

Ha qualche rimpianto dei tempi in cui era al centro dei riflettori e aveva più occasioni per esprimere quello che riteneva giusto, ma non si sottolineava abbastanza? “Mi sono espresso con il mio comportamento orientato alla correttezza. Cerco di fare, non tanto di parlare. Questo è stato il mio unico modo di comunicare, più importante di molte chiacchiere vuote”.

di Ennio Battista

Leggi il pezzo precedente!

Sostieni la Salute attraverso l’attività di sensibilizzazione e informazione. Scopri come puoi aiutarci.pulsante-dona-ora

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi