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IL CALCIO: LE FONTI VEGETALI

Luoghi comuni e pregiudizi sulla presunta carenza di calcio, rendono talvolta difficile la scelta di un’alimentazione vegetariana (senza carne e pesce) o di una dieta vegana (senza nessun alimento di origine animale, compresi latticini e uova).

Quante volte si sente dire che la rinuncia al consumo di latte e formaggi favorisce la carenza di calcio e quindi l’osteoporosi. Un’affermazione quanto meno superficiale, vista la complessità di questo problema e, per quanto riguarda le diete vegetariane e vegane, sostanzialmente infondata.

Sfatiamo qualche mito.

Gli alimenti più ricchi di calcio sono il latte e i formaggi. Vero e falso.

Effettivamente i formaggi contengono alte quantità di calcio . Tuttavia si tratta anche di alimenti ricchi di grassi saturi e di colesterolo. Per il latte vaccino intero, il suo contenuto di calcio è nettamente superato da quello presente in alimenti vegetali. Questi possono essere consumati giornalmente in abbondanza senza che comportino alcuna conseguenza negativa.

Una dieta con un eccessivo apporto proteico accelera la perdita di calcio dalle ossa. Vero.

La dieta adottata abitualmente dalla stragrande maggioranza della popolazione contiene proteine in quantità largamente superiore a quella suggerita dai Larn (Livelli di assunzione raccomandata dei nutrienti). Ciò determina, tra l’altro, una condizione di acidità nei tessuti dell’organismo, per la cui neutralizzazione viene impiegato il calcio presente nelle ossa.

Le diete vegane (senza carne, pesce, uova, latticini) contengono poco calcio. Vero.

Risulta infatti da qualche studio che il calcio è un nutriente la cui assunzione nei vegani può essere leggermente deficitaria. Per questo è opportuno curare in modo particolare il consumo di quei cibi vegetali che sono ricchi di calcio. Non si deve dimenticare, naturalmente, l’indispensabile esposizione della pelle alla luce del sole per consentire una sufficiente produzione di vitamina D, necessaria per fissare il calcio alle ossa. Sono necessari almeno 15 minuti al giorno di esposizione solare almeno di viso, mani e avambracci oppure per 30 minuti due-tre volte alla settimana.

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