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Integratori, mito antitumorale

Le proprietà presunte in caso di cancro

Siamo il Paese europeo che assume più integratori, condizionato da una martellante Campagna mediatica e da alcuni esponenti della classe medica.

E non mancano i riscontri. Nel 2015, almeno 8 italiani su 10 avrebbero fatto uso di integratori alimentari. Il mercato viene valutato a 2,6 miliardi di euro. Cifre enormi.

Ma il loro impiego ha una sua logica solo in casi di effettive carenze. E nella maggior parte dei casi avviene per falsi miti sulle loro proprietà preventive. Una delle più eclatanti leggende riguarda le loro presunte proprietà anticancro.

Negli Usa, la Preventive Services Task Force ha dimostrato che non ci fossero sufficienti prove per acclarare le loro proprietà nella prevenzione dei tumori.
Il betacarotene (contenuto in carote e pomodori) e la vitamina E – considerate sostanze aventi queste virtù – si sono rivelate del tutto inefficaci, se escludiamo il fatto che nei fumatori il betacarotene degli integratori potrebbe aumentare il rischio di insorgenza di tumori ai polmoni. L’unico segreto è smettere di fumare. Questi componenti per funzionare hanno bisogno di altri elementi presenti nel cibo, non nella pillola (Annals of Internal Medicine).

di Massimo Ilari

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