Bicarbonato

La storia del bicarbonato che cura i tumori

“Il bicarbonato guarisce dai tumori”. Questa polverina bianca di uso comune nelle case è indubbiamente pratica e versatile, ma di sicuro non miracolosa!

 

Che il tumore viva in un ambiente acido è un fatto ormai assodato da anni. A parlare per primo della presenza di scorie acide intorno agli organi attaccati dal cancro fu il fisiologo tedesco Otto Warburg, vincitore nel 1931 del Nobel per la medicina e la fisiologia grazie alle sue scoperte sul metabolismo del cancro. “Le cellule tumorali producono una certa quantità di sostanze acide, per cui il tessuto che le circonda è spesso più acido del resto del corpo”. Lo spiega la dottoressa Marica Eoli, neurologa U.O. Neuroncologia Molecolare-Istituto C. Besta di Milano. “Esperimenti in laboratorio hanno dimostrato che le cellule di diversi tipi di tumore crescono più rapidamente se sono coltivate in un ambiente acido”.

Il bicarbonato ostacola il tumore: le origini di questa idea.

Una ben nota sostanza basica è il bicarbonato di sodio, di uso comune nelle case per gli impieghi più diversi, dalla lievitazione degli impasti alla deodorazione del frigorifero. “Il bicarbonato ha la proprietà di ridurre l’acidità delle sostanze in cui viene sciolto. Quando lo assumiamo, per esempio, le urine diventano meno acide”, specifica la neurologa. Da qui è nata l’idea che, riducendo l’acidità, il bicarbonato possa ostacolare lo sviluppo della massa tumorale. Negli anni passati ciò ha portato alla diffusa della cosìddetta “terapia Simoncini”, dal nome dell’ex medico Tullio Simoncini, radiato dall’albo proprio per l’utilizzo del bicarbonato come anticancro.

“L’ambiente che circonda il tumore, che gli scienziati chiamano microambiente, è una zona molto piccola e circoscritta del corpo. L’assumere bicarbonato per bocca non ne modifica l’acidità. Inoltre per modificare in modo importante l’acidità dei tessuti sono necessarie dosi di bicarbonato molto elevate. Queste possono danneggiare organi sani compromettendo l’uso di altre terapie che potrebbero contrastare in modo efficace il tumore”. Va precisato che la soluzione non sta nemmeno nelle iniezioni, altrettanto pericolose per i tessuti sani.

Tuttavia la scienza non sta a guardare e sta cercando una soluzione valida per intervenire sull’ambiente acido in cui prospera il tumore. “Sono in corso ricerche su come identificare, mediante l’uso della risonanza magnetica, le ‘zone acide’ che circondano il tumore, e su come modificarne l’acidità senza danneggiare i tessuti sani”, conclude la neurologa. Occorrerà tempo per sapere. Intanto una certezza c’è: il bicarbonato è meglio lasciarlo in cucina.

 

Giuliana Lomazzi

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