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Micronutrienti Per La Mente

Micronutrienti per la mente

L’umore influenza le scelte alimentari, e il cibo influenza l’umore, ecco quindi gli elementi fondamentali che influiscono sul nostro benessere mentale e sul funzionamento cognitivo:

  • I famosi acidi grassi Omega 3 contenuti nel pesce, ma anche semi di lino e noci e già alleati della salute del cuore,  sono fondamentali in numerose attività neurochimiche: dalla modulazione dei neurotrasmettitori (i peptidi alla base della regolazione di umore ed emozioni) alla loro ricaptazione da parte dei neuroni. Gli acidi grassi producono un’azione antinfiammatoria e contrastano il “suicidio cellulare” proteggendo le cellule nervose dalla morte precoce, inoltre contribuiscono alla salute della membrana delle cellule e alla produzione di preziosi fattori neurotrofici come il Bdnf che aiuta la sopravvivenza dei neuoroni già esistenti e la crescita di quelli nuovi. In alcuni studi clinici sperimentali l’integrazione di Omega3 ha dato benefici in piccoli pazienti tra i 6 e i 12 anni affetti da deficit di attenzione con un alto profilo di sicurezza ed efficacia. Antagonisti degli Omega3 sono i temibili grassi trans, indagati speciali nell’insorgenza di numerose patologie e oggi anche dei disturbi depressivi.
  • L’S-adenosin metionina (SAMe), composti chimici sulfuri presenti naturalmente nell’organismo umano che hanno un importante ruolo nel metabolismo dei neurotrasmettitori che regolano il nostro umore: sono disponibili in farmaco, e hanno meno effetti collaterali rispetto ai farmaci antidepressivi tradizionali. Una carenza di questo elemento può favorire l’insorgenza di sintomi depressivi e che la sua integrazione ha un’azione antidepressiva.
  • Selenio, contenuto nel pesce (come il tonno) e nei cereali e vegetali che lo estraggono dal terreno, è un micronutriente essenziale coinvolto in numerosi processi dell’organismo, dal funzionamento della tiroide alla produzione degli spermatozoi, dalla sintesi del DNA al funzionamento del cervello. Una ricerca pubblicata su Journal of Maternal Fetal and Neonatology Medicine ha mostrato come un’integrazione di 100 mg al giorno di selenio in donne con segni di depressione post partum rivelavano punteggi più bassi ai test diagnostici.
  • L‘N-acetil cisteina (NAC), un aminoacido presente nei latticini, germe di grano e fiocchi d’avena, è un aminoacido che ha mostrato di trattare i sintomi del disturbo bipolare, schizofrenia, tricotillomania e altri disturbi dello spettro compulsivo. Agisce su un particolare neurotrasmettitore, il glutammato, con effetti antinfiammatori, antiossidanti e neuroprotettivi. La dose giornaliera consigliata è di 500mg.
  • Zinco, coinvolto nella nascita e crescita dei neuroni, una carenza porta un peggioramento dei sintomi depressivi, e una supplementazione insieme alle terapie  tradizionali ha mostrato di migliorarli.
  • Le otto vitamine del gruppo B fanno la loro parte: è stato osservato che nelle popolazioni che assumono pochi “folati” e consumano pochi vegetali a foglia verde c’è una maggiore incidenza di disturbi depressivi. I folati sono fondamentali nelle funzioni cognitive e in quelle affettive e li troviamo in moltissimi alimenti: pesce, latte, uova, legumi e funghi ma ricordiamo che si degradano con la cottura. L’uso di vitamina B in aggiunta ai farmaci ha mostrato di dare benefici a quella fascia di soggetti che non rispondono alle terapie.
  • La vitamina D agisce anche sul cervello: la concentrazione troppo bassa nell’organismo delle donne in gravidanza è correlato ad un maggior rischio di schizofrenia nei figli.

Ovviamente la sola integrazione di questi elementi sono da considerare ausilio e non una vera terapia. Il messaggio è che un alimentazione corretta e un eventuale supplementazione mirata e studiata da uno specialista può apportare dei benefici e alleviare alcuni sintomi ma non deve essere considerata un’alternativa alle terapie esistenti e prescritte. E’ quindi sconsigliato il “fai da te” per questo ogni decisione deve essere discussa col medico curante. 

Per concludere, un’ultima precisazione. Va ricordato che gli elementi che si trovano in natura o nei cibi sono da prediligere rispetto alle pillole integratori: “questo perchè”, ci spiega il dottor Massimiliano Baccanelli medico estetico esperto in nutrizione, ” la natura li ha predisposti in giuste proporzioni e combinati assieme per avere al massima resa e sopratutto un’azione modulata. Nei cibi e negli ingredienti, gli elementi chimici sono decine e funzionano in maniera sinergica tra loro, potenziata rispetto la singolo elemento isolato in un integratore.”

tratto dall’articolo “Cibo per il mal di vivere” della rivista Vita&Salute edizione di Marzo 2016, di Johann Rossi Mason


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