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Pulizie Di Stagione

Pulizie di stagione

Il nostro corpo è continuamente impegnato a smaltire tossine. Oltre alle disintossicazioni ordinarie, conviene ogni tanto procedere a quelle extra. Per depurare sistema digerente e ripartire. Ecco un’ampia scelta di proposte

Anche chi ha sane e ottime abitudini, ogni giorno si intossica un po’ di più. Vuoi per colpa dell’aria non sempre pura o per lo stress sempre in agguato. Abbiamo dunque l’esigenza di disintossicarci: in clinica o a casa; una volta, ogni tanto o periodicamente; per periodi molto brevi o anche prolungati. E, soprattutto, secondo modalità diverse.
Il sistema apparentemente più ovvio è il digiuno completo. Ma è anche, nella maggior parte dei casi, il metodo che più di altri suscita un po’ di timore. In ogni caso, se si desidera digiunare è importante farlo nel modo corretto, ricordando di bere (acqua o tisane) e di favorire l’eliminazione attraverso l’intestino (enteroclismi), la pelle (spazzolature, idroterapia), i polmoni (esercizi mirati di respirazione). E, non meno importante, occorre saper terminare il digiuno in modo corretto.

Dalla liquida alle speciali
Più facile da gestire, ma sempre efficace, è la cosiddetta «dieta liquida», fatta di centrifugati freschi e, secondo stagione, di spremute, tisane e, naturalmente, acqua. Questo approccio permette di non avvertire gli stimoli della fame: basta sorseggiare lentamente un po’ di centrifugato, adeguatamente allungato con acqua, ogni volta che se ne sente il bisogno. L’abbondante apporto di vitamine, sali minerali, oligoelementi ed enzimi sostiene l’organismo in modo da non farvi avvertire la stanchezza; durante i periodi di disintossicazione si possono eseguire le normali attività, anche se è consigliabile una certa dose di riposo.
Le «diete speciali» sono quelle a base di verdure di stagione. Da consumare al naturale, senza alcuna aggiunta, a pezzetti oppure come centrifugato.
L’importante è, in ogni caso, considerarle un vero pasto, da consumare con molta calma, masticando accuratamente e a lungo. Sì, anche i liquidi andrebbero «masticati» e tenuti in bocca a lungo, durante una cura disintossicante!
Di seguito vi suggeriamo vegetali tipicamente estivi. Ma esistono in commercio alcuni prodotti che sono adatti in qualunque momento dell’anno. Potete scegliere secondo le vostre esigenze e assecondando i ritmi di vita, se inserire un pasto disintossicante a scadenze regolari oppure fare uno o più giorni di dieta disintossicante «stretta». Se non si superano le due settimane, non si incorre in alcun rischio di carenze alimentari. Inoltre, potete programmare delle giornate depurative quando sapete di non avere impegni sociali. In ogni caso, il vostro organismo vi segnalerà la sua gratitudine, con un senso di maggiore leggerezza fisica e di lucidità mentale.

I menù disintossicanti
MELONE
Un frutto tanto fragrante quanto salutare.
L’apporto calorico del melone è irrisorio, ma la concentrazione di sostanze preziose è davvero notevole. Particolarmente elevato il contenuto in potassio e vitamina C e, nei meloni gialli, è presente un’alta concentrazione di carotenoidi, sostanze antiossidanti molto importanti. Secondo gli studi dei nutrizionisti statunitensi Murray e Pizzorno, il melone è prezioso anche per il suo contenuto di adenosina, un anticoagulante del sangue utile contro gli attacchi di angina e le cardiopatie. Non ultimo, è rinfrescante, diuretico, blandamente lassativo. Utile in caso di stipsi, anemia, stati di stanchezza; combatte i radicali liberi prodotti, tra l’altro, dallo stress, dall’inquinamento e dall’eccesso di sole. Occorre prudenza in caso di dispepsia e irritazione dell’apparato digerente ed è sconsigliato ai diabetici.
A parità di volume, scegliere sempre il melone che pesa di più: sarà quello più buono.
Va conservato al fresco o in frigorifero intorno ai 10 gradi; il freddo troppo intenso e prolungato può incidere negativamente sul profumo. Eventualmente, si consiglia di refrigerarlo a 3-4° C solo per mezz’ora prima di servirlo.
Una volta tagliato, conviene avvolgerlo sempre bene con materiale adatto o riporlo in appositi contenitori ermetici, altrimenti il profumo del melone passerà facilmente agli altri alimenti in frigorifero.
Andrebbe gustato sempre da solo o al massimo combinato con altri tipi di melone e/o di anguria, in una colorata macedonia. Abbinato ad altri alimenti, può infatti creare problemi digestivi. Il succo centrifugato fresco è particolarmente ricco di carotenoidi se si utilizza anche la buccia; eliminate con un pelapatate solo la parte esterna e più rugosa.

MIRTILLI
Il nome botanico Vaccinium myrtillus ricorda che persino le mucche sono ghiotte di questa pianta. Le piccole bacche carnose, tonde, color nero o violaceo sono una vera prelibatezza e dovremmo conoscere meglio l’uso anche delle sue foglie, che hanno virtù terapeutiche non inferiori a quelle del frutto.
Andarli a cogliere nei boschi in collina o in montagna è di per sé un’attività salutare. Meglio attrezzarsi con diversi cestini di vimini per non schiacciare o far fermentare i delicati frutti. Se il viaggio di ritorno è lungo, può risultare utile un frigorifero portatile, perché la durata dei mirtilli è limitata: 1-2 giorni in luogo fresco, 2 giorni in frigorifero.
Il mese migliore per raccogliere le foglie è giugno; ma anche ad agosto si trovano ancora tanti rametti teneri, da tagliare delicatamente con una forbice e da riporre in un sacchetto di carta o di tela.
Le bacche si gustano crude, intere o frullate. Si conservano bene anche surgelate o essiccate. Il loro sapore viene esaltato dal succo di limone o di arancia e dal miele.
Grazie alla presenza di sostanze come tannini catechici, sostanze pectiche, acido chinico e altri acidi organici, glucosidi, idrochinoni, flavonoidi, quercetina, neomirtillina e soprattutto gli antociani, le virtù terapeutiche di questa piccola pianta sono numerosissime: rigenera la porpora retinica (tra l’altro migliora la vista crepuscolare), riduce l’azione dei radicali liberi, protegge i capillari, è un astringente e antidiarroico naturale, senza per questo provocare stitichezza in chi ha funzioni intestinali normali. È un antisettico delle vie urinarie ed è ipoglicemizzante: proprietà particolarmente apprezzata dai diabetici.
Studi canadesi hanno dimostrato che i mirtilli, persino allo stato diluito, uccidono certi ceppi virali, nonché batteri come l’Escherichia coli, entro 24 ore. Se consideriamo che la diarrea è lo sforzo dell’organismo di liberarsi di tossine, si comprende come i mirtilli contribuiscano alla funzione, tanto da far cessare l’attività di espulsione violenta.
Per stimolare la circolazione sanguigna, portate a ebollizione 1/2 l d’acqua, spegnete e versate 4 cucchiaini di foglie secche di mirtillo (oppure 3 cucchiai abbondanti di foglie fresche). Lasciate riposare un quarto d’ora, filtrate. Bevetene fino a 6 tazzine durante la giornata.

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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