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Stop all’artrosi

Si tratta di un processo degenerativo delle articolazioni. Ma qualcosa si può fare per alleviarne il dolore. Ancora di più con la prevenzione. Ricorrendo in particolare a un’alimentazione ad hoc

Di Giuliana Lomazzi

I dolori articolari sono uno dei tanti segni degli anni che passano. È un processo inevitabile che riguarda un po’ tutti, ma qualcosa si può fare perché la degenerazione almeno non sia troppo rapida.
«L’artrosi», spiega Andrea Rolla, reumatologo, «è una malattia degenerativa cronica che interessa le articolazioni. Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento». Per afferrare meglio il concetto, lo specialista la paragona alle rughe che, si sa, aumentano con il progredire degli anni. A seconda delle articolazioni interessate (le dita delle mani o dei piedi, la colonna vertebrale in una o più parti, le ginocchia, i gomiti, le anche), l’artrosi può manifestarsi in modo diverso, con sintomatologie più o meno dolorose. In genere si tratta di dolori articolari persistenti o ricorrenti, aggravati dal fatto che con il tempo le articolazioni non si interpongono più tra le due estremità delle ossa, che cominciano così a sfregarsi tra di loro – anche a causa della riduzione del liquido sinoviale, che ammortizza i movimenti.

Ma talvolta a soffrire possono essere i muscoli e i tendini vicini, costretti a uno sforzo eccessivo per sostenere un’articolazione dolorante. Un esempio: un ginocchio artrosico, che duole camminando, può causare l’irrigidimento del muscolo circostante, che poi comincerà a provocare dolore, perché resta contratto. Capita che si formino anche rigonfiamenti a livello dell’articolazione, come sottolinea Rolla: «Alcune forme di artrosi possono provocare deformazioni delle falangi, con la formazioni di noduli (escrescenze simili a nocciole) sulle dita».

Altri disagi

L’artrosi è in genere accompagnata da rigidità nei movimenti, proprio perché le articolazioni si muovono con maggiore difficoltà. Così, per esempio, può diventare difficile girare la testa, se il problema investe l’area cervicale. Benché si parli di un fenomeno legato all’età, non tutti ne soffrono allo stesso modo. I fattori che influiscono sono infatti numerosi, e tra questi anche traumi e lesioni. Altri elementi, come l’uso di tacchi alti, possono influire negativamente su ginocchia e anca, o le scarpe a punta, che possono causare l’alluce valgo, con conseguenti dolori articolari in tutta l’area. Un’altra possibile causa è la sedentarietà.

W il movimento

Come in altri ambiti, sport e movimento praticati con criterio (per esempio evitando di correre su superfici dure) possono aiutare a prevenire le lesioni articolari. Ma anche quando si sono già manifestate, l’esercizio fisico può risultare utile, seppur fatto con maggior prudenza e rispettando le indicazioni del fisiatra e dei fisioterapisti.
La chinesiterapia offre esercizi estremamente mirati per le diverse giunture e, decomprimendo le aree doloranti, allevia i disturbi. Un grande aiuto lo fornisce il nuoto, soprattutto quello in mare, dato che l’acqua salata aiuta a galleggiare. In acqua è possibile compiere con più facilità quei movimenti che non si riescono a fare normalmente.
Tutti gli esercizi di allungamento, distensione e rilassamento contribuiscono a sbloccare i muscoli contratti e ad attenuare i dolori. Per alleviare le contrazioni, spesso causate anche dallo stress (che tra l’altro è un agente infiammatorio per l’organismo), possono inoltre servire alcune tecniche di rilassamento come il training autogeno. L’importante è scegliere quella che si ritiene più idonea al proprio caso e applicarla con costanza. Soprattutto, non trascuriamo la respirazione profonda, utile sia per calmare sia per ossigenare meglio l’organismo, stimolando la circolazione e l’irrorazione di tutti i tessuti.
Alzarsi da poltrone o letti bassi non è certo una gioia per la schiena e le ginocchia: scegliamo quindi un mobilio comodo e adeguato. I materassi devono essere ortopedici o in lattice, il letto deve avere le doghe di legno. Lunghe «sedute» davanti alla televisione, in posizioni inadeguate, non sono il massimo per le giunture, costrette a restare troppo ferme.

La tavola amica

L’artrosi, come abbiamo detto, è un processo inevitabile. Ma per arginarlo e impedire che degeneri troppo, la dieta può fare la sua parte; va detto, invece, che la scelta di cibi adeguati (verdure crude e cotte in abbondanza, frutti, cereali integrali, semi di lino, olio extravergine, legumi) può contribuire a prevenire e ad alleviare altre forme di malattie reumatiche.
Per prima cosa, attenzione al girovita, come sottolinea Francesco Bottaccioli, docente di Pnei nella formazione post-laurea della facoltà di medicina di Siena: «Il sovrappeso carica enormemente le cartilagini. «Inoltre produce infiammazione, ed è proprio il fenomeno infiammatorio che va a ledere le articolazioni».
Per evitare di ingrassare non basta mangiare meno, bisogna anche fare attenzione a non esagerare con gli zuccheri, sia sotto forma di dolciumi, sia soprattutto di bevande zuccherate, patatine e patate. Anche i cereali, soprattutto se raffinati, sono infatti una causa di ingrassamento. Quindi è bene essere parchi e, soprattutto, scegliere quelli integrali, perché le fibre agevolano il senso di sazietà e non spingono a mangiare oltre. Come sempre, grande spazio per verdure crude e cotte. Di particolare aiuto sono tutti i tipi di cavoli, che con i loro composti solforati contribuiscono a mantenere efficienti le articolazioni.
Tutte le forme reumatiche traggono giovamento da una dieta antinfiammatoria che escluda l’alcol e riduca al minimo proteine animali (in particolare carni rosse, frattaglie e selvaggina, latticini), cereali raffinati, grassi cotti.

Le regole d’oro
I consigli dello specialista

Ecco i suggerimenti del professor Francesco Bottaccioli, docente Pnei e presidente onorario della Sipnei, per una dieta antinfiammatoria.

Tè verde: varie tazze al giorno.

Vitamina D: importante per tutte le malattie reumatiche. In inverno cercae per quanto possibile di esporvi al sole; se necessario, prendete degli integratori sotto controllo medico: le carenze sono molto diffuse, soprattutto tra gli anziani.

Curcuma: è una spezia dalla potente azione antiossidante.

Aloe: tenete una pianta sul balcone e, all’occorrenza, frullate il gel contenuto nelle foglie con miele.

Vitamina E: presente nell’olio extravergine d’oliva e nei semi oleosi.

Vitamine del gruppo B: presenti in cereali integrali e legumi, sono importanti per abbassare l’omocisteina, un importante fattore di rischio per il cuore. È risaputo che nell’artrite reumatoide il rischio maggiore è quello cardiaco».

Olio di borragine: contiene l’importantissimo acido gamma-linolenico, «con effetti significativi contro le infiammazioni».

Fitoterapia
Erbe per le giunture

La natura, anche in questo caso specifico, offre molti rimedi. Come, per esempio, il frassino, dalle cui foglie si ricavano infusi da bere o usare negli impacchi, e ancora la spirea e il salice bianco. Le sommità fiorite della prima svolgono un’azione antinfiammatoria, diuretica, depurativa e analgesica, mentre la corteccia del secondo sfiamma e combatte il dolore. «Validi rimedi sono anche la pomata di rosmarino e ginepro, in grado pure di attivare la circolazione», spiega la dottoressa Mariemma Turioni, erborista, evidenziando il problema di scarsa circolazione dell’area colpita. «Il macerato di ribes, antinfiammatorio, è ottimo associato con la vite, che migliora la circolazione. L’equiseto, in capsule o in polvere micronizzata, contribuisce alla formazione della cartilagine grazie alla ricchezza di sali minerali, silicio in particolare».
Un valido antinfiammatorio, privo di effetti collaterali, è l’incenso, in vendita sotto forma di capsule. Per sfiammare e togliere i dolori sono eccellenti gli impacchi di argilla, da tenere per tutta la notte con un bendaggio.
Anche gli oli essenziali possono rivelarsi validi alleati. Provate, per esempio, a versare nella vasca, dopo averla riempita con acqua calda, 4-5 gocce di lavanda e 4-5 di pino silvestre o di camomilla romana. All’occorrenza si possono fare pediluvi e maniluvi, diminuendo però la quantità di olio essenziale. Le essenze diluite in olio extravergine servono anche per i massaggi.

Le info in più
Malattie reumatiche e progetto «Real life»

L’espressione «malattie reumatiche» comprende tutte le patologie che interessano le articolazioni, quindi anche l’artrosi. Eccone altre, per le quali la componente alimentare può rivelarsi un fattore importante.
Tra queste alcune malattie rare come l’artrite reumatoide, malattia autoimmune particolarmente dolorosa, le spondiloartriti, un insieme di patologie che hanno alcune caratteristiche in comune e colpiscono in modo particolare la colonna vertebrale e le articolazioni sacro-iliache, e la comune artrite. Quest’ultima si differenzia dall’artrosi perché si tratta di un fatto infiammatorio che può interessare a ogni età, anche un ventenne. Riprendendo il paragone delle rughe, potremmo paragonare l’artrite con la bronchite, cioè una forma di infiammazione acuta, passeggera e non cronica.
Indipendentemente dalla patologia specifica, chi soffre di malattie reumatiche presenta problematiche comuni. Perciò di recente è nato il progetto «Real life», cioè l’analisi dei dati tratti da cartelle cliniche e inseriti in grandi registri europei. Grazie alla condivisione della pratica clinica si riesce così a valutare meglio l’approccio terapeutico, migliorando le cure. In sostanza, le esperienze di alcuni pazienti diventano un punto di riferimento per la cura di altri.

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