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Strozzati dal gioco d’azzardo

Slot machine e scommesse on line: sempre più persone spendono cifre importanti nel gioco d’azzard0 sperando di vincere fortune, mentre il rischio vero è di rovinare famiglie, senza trovare la forza di uscirne. Un fenomeno preoccupante da arginare con precisi interventi

Numeri preoccupanti

Siamo un popolo di giocatori: nel 2017 si parla di circa diciassette milioni di adulti tra i 15 e i 64 anni – rispetto ai dieci milioni del 2014.  Sono quelli che hanno preso parte almeno una volta a un gioco d’azzardo, comprato un “Gratta e vinci” o fatto una scommessa on line. Un dato preoccupante segnalato recentemente dal Cnr. Questo è quanto ci spiega Alfio Lucchini, psichiatra, dirigente medico ed esperto di dipendenze. Il problema nasce anche dalla facilità di accedere ai giochi, e dal consenso sociale che li circonda. Pensiamo alle campagne sul gioco responsabile, con testimonial famosi che rischiano di sdoganare comportamenti non sempre prudenti. Contribuiscono a rendere difficile un’azione di prevenzione.

In generale i più giocati sono i giochi più rapidi e semplici da eseguire. In testa il Gratta e vinci e le lotterie istantanee.  Seguiti poi dalle slot machine di diversa generazione e dalle scommesse sportive. Ma anche i giochi on line hanno ormai superato il 20% totale delle somme giocate. Queste ammontano a circa 100 miliardi l’anno in Italia”, osserva Lucchini. Il problema è che per loro natura tendono a sfuggire a qualunque forma di controllo e alle iniziative di prevenzione. Spesso, infatti, sono proprio i giocatori a rischio a sceglierli.

Come capire chi è davvero in difficoltà?

“Il gioco di per sé è un elemento fondamentale della crescita umana, e quindi assolutamente fisiologico”, osserva Lucchini. “Le cose cambiano invece”, spiega Lucchini, ”quando si gioca quotidianamente spendendo somme importanti”. “Soprattutto quando il gioco diventa uno strumento per vincere lo stress e sfuggire ai problemi quotidiani”. Si trasforma cioè in un elemento centrale della vita, arrivando a compromettere la serenità, le relazioni, il lavoro. “In questo modo può arrivare a instaurarsi una forma di dipendenza patologica che agisce sul sistema nervoso centrale.  In particolare interviene sulle vie emozionali del sistema limbico, con caratteristiche analoghe a quelle della dipendenza da sostanze”, spiega Lucchini. E proprio come per le droghe servono dosi sempre più frequenti, il giocatore sente il bisogno di giocare sempre di più per ottenere lo stesso livello di gratificazione. Perde la possibilità di resistere al desiderio del gioco fino ad arrivare a vere e proprie crisi di astinenza.

“Il problema è che i giocatori tendono a caricare il gioco di aspettative. Tendono a sperare in una vincita che possa cambiargli la vita”, spiega Annalisa Pistuddi, psicoterapeuta e psicoanalista. Vale per gli anziani che sperano, grazie al gioco, di arrotondare una pensione modesta.  Ma vale anche per i giovani, particolarmente per chi cresce in famiglie che danno grande importanza al denaro.

Di Paola Emilia Cicerone

 

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