Tabacco Prima Causa Di Morte In Occidente

Tabacco, prima causa di morte in Occidente

Il tabacco, nonostante le enormi evidenze scientifiche accumulate sui danni che esso provoca, continua ad essere un problema di sanità pubblica. Costituisce la prima causa di morte evitabile in Occidente e provoca – in Italia – tra i 70 e gli 80.000 morti l’anno.

Smettere di fumare da soli, purtroppo, è piuttosto difficile. La nicotina, contenuta nel tabacco, produce dipendenza, induce nei consumatori il bisogno di assunzioni frequenti e rende molto improbabile l’interruzione dell’abitudine, a causa del legame chimico che essa provoca sul piano neurochimico.

Solo l’1-3% di fumatori, in un anno, riesce a smettere in modo duraturo, usando modalità non assistite (cioè la “forza di volontà”). Per questo motivo è importante diffondere la conoscenza delle cure di provata efficacia e motivare i fumatori a smettere, offrendo supporto e trattamenti.

Diversi livelli di intervento

L’aiuto ai fumatori può essere strutturato su più livelli. Gli interventi più efficaci sono quelli che agiscono attraverso équipe multidisciplinari, composte da medici e psicologi, in quanto possono erogare sia trattamenti farmacologici che sostegno comportamentale.

Le recenti linee guida europee ENSP (European Network for Tobacco and Smoking Prevention) prevedono però anche l’intervento di centri di counselling e quello dei singoli professionisti, capaci di fornire assistenza individuale ai fumatori.

Da ciò deriva il fatto che bisogna pensare ad azioni a più livelli, in modo tale da offrire la possibilità di un sostegno a quanti più fumatori è possibile.

La diffusione delle cure in Italia

Nonostante le potenzialità di trattamento, le cure per smettere di fumare – in Italia – non sono molto diffuse. I servizi per il tabagismo sono circa 400 e a essi afferiscono non più di 15.00-17.000 persone ogni anno. Gli stessi operatori sanitari sono poco informati sui trattamenti e nella maggior parte dei casi non consigliano ai fumatori di smettere facendosi aiutare da esperti.

Il progetto della Fondazione Vita e Salute

La Fondazione Vita e Salute, che per prima in Italia nel 1973 ha promosso il “Piano dei cinque giorni per smettere di fumare”, ha messo in piedi un nuovo programma di intervento per aiutare i fumatori: la costituzione di una rete di Centri di Counselling per il Tabagismo, capaci di motivare i fumatori, offrire loro sostegno comportamentale, trattarli sul piano farmacologico (quando compatibile con le risorse possedute) o condividere il trattamento con altri centri o servizi per il tabagismo.

Il progetto prevede che i Centri di Counselling per il Tabagismo offrano:

  • Engagement dei fumatori, per promuovere la decisione di smettere.
  • Consulenza con valutazione della gravità della dipendenza da nicotina, attraverso test validati, e valutazione degli aspetti motivazionali.
  • Conduzione di gruppi per la cessazione dal fumo.
  • Monitoraggio e sostegno dopo la cessazione.
  • Promozione di sani stili di vita, attraverso periodiche iniziative, aperte anche a non fumatori.

È previsto che i centri territoriali costituiscano una rete su tutto il territorio nazionale, volta a promuovere consulenze, cure, ricerca nell’ambito del tabagismo, ma anche altri stili di vita salutari. I centri aderenti potranno usufruire di formazione periodica, supervisione e momenti di condivisione delle esperienze, al fine di permettere un sempre maggiore sviluppo delle competenze e delle offerte alla popolazione.

Gli operatori potranno offrire due livelli di sostegno:

  1. Counselling, valutazione e gruppi di cessazione dal fumo, senza prescrizione di farmaci, se non è disponibile la collaborazione di un medico formato. In questo caso è possibile operare in collaborazione con il più vicino servizio pubblico per il tabagismo o altri professionisti di strutture vicine.
  2. Counselling, valutazione e gruppi di cessazione dal fumo, diagnosi e terapia farmacologica, quando è disponibile la collaborazione di un medico formato.

Dottor Biagio Tinghino

Nota: Biagio Tinghino è medico-chirurgo, specializzato in gastroenterologia ed endoscopia digestiva, in malattie infettive, diplomato in erboristeria all’Università di Urbino. Da molti anni si occupa della promozione di sani stili di vita, di tabagismo e di alimentazione. Lavora dal 1994 nel settore delle dipendenze patologiche ed ha diretto diversi servizi (SerT, Servizi di Alcologia, Servizi per il Tabagismo). Nel 1996 ha fondato il Centro per il Trattamento del Tabagismo di Monza, mentre dal 2016 lavora presso l’Azienda Socio Sanitaria di Vimercate come direttore dell’Unità Operativa di Alcologia e Nuove Dipendenze, che include il Centro per il Trattamento del Tabagismo di Vimercate e Seregno. Presso la stessa azienda riveste il ruolo di Process Owner per la promozione della Salute. È stato tra i responsabili della Società Italiana di Tabaccologia, sin dalla sua fondazione, e ha ricoperto la carica di presidente nazionale dal 2008 al 2017.

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