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Vuoi dimagrire? Petto di pollo!

A chi è a dieta, ma anche a chi vuole ridurre i grassi per la salute, viene spesso consigliato di scegliere carni bianche, in particolare il pollo e una parte ritenuta comunemente magra: il petto.
Un nuovo studio dimostra però che non è tutto magro quello che sembra…

Il mercato vuole tanto petto di pollo? E l’industria lo accontenta, aumentando i propri guadagni, ma con rammatiche conseguenze, come ormai da tempo osservano i ricercatori. “

La sempre crescente pressione genetica per migliorare i tassi di crescita e la resa del petto ha portato a un’elevata incidenza di varie anormalità nei muscoli pettorali”, riferisce uno studio pubblicato su World’s Poultry Science Journal(1).

Oggi i polli crescono a un ritmo straordinario: rispetto a 50 anni fa, ci mettono la metà del tempo a raggiungere le dimensioni per la vendita. E che dimensioni! Se un bebè facesse lo stesso, fanno notare i ricercatori dell’università dell’Arkansas, peserebbe 300 kg in due mesi.

Le deformità delle zampe sono all’ordine del giorno, ma ora si sono aggiunte nuove problematiche: il cosiddetto “petto legnoso”, duro e gommoso alla masticazione, che comporta evidentemente l’eliminazione dal mercato del taglio di carne; peggio ancora, la comparsa di striature bianche parallele rispetto alla direzione delle fibre muscolari e visibili anche a occhio nudo. Queste, che tra il 2012 e il 2016 si sono ampiamente diffuse, riducono le proprietà nutrizionali, come rivela uno studio italiano pubblicato online a febbraio(2).

Le alterazioni inducono infatti lesioni necrotiche, fibrosi e lipidosi nelle fibre muscolari; al posto del muscolo, si ritrovano collagene e depositi di grasso.

Risultato?

  • I lipidi sono aumentati del 224%, incrementando ovviamente il potere calorico;
  • in compenso l’apporto proteico è calato del 9%.
  • Inoltre l’aumento del 10% del collagene riduce la digeribilità delle proteine.

Il problema indotto dalle striature anomale non riguarda solo i tagli di carne più segnati, che vengono scartati prima della vendita: “Anche i petti con una moderata presenza di strisce bianche mostrano la stessa riduzione di qualità nutritive”, avvertono gli autori dello studio italiano.

Insomma, la carne di pollo non è più sana e nutriente: fa male a noi e fa peggio ai poveri volatili, che rischiano di morire molto presto per attacchi di cuore o insufficienza polmonare. Inoltre le miopatie all’origine delle anormalità menzionate sono fonte di dolore cronico.

di Giuliana Lomazzi

(1)Petracci M, Mudalal S,Soglia F, and Cavani, C. 2015. Meat quality in fast-growing broiler chickens. World’s Poultry Science Journal 71: 363-373.
(2)Petracci M, Mudalal S, Babini E, Cavani, C. 2016. Effect of White Striping on Chemical Composition and Nutritional Value of Chicken Breast Meat. Italian Journal of Animal Science. Jan 2014. Published online: 18 Feb 2016.

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