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ACNE, IL VALZER DEGLI ORMONI

ACNE, IL VALZER DEGLI ORMONI

Gli adolescenti ne sono colpiti. Ma alcuni cambiamenti ormonali la possono scatenare negli adulti, in menopausa e gravidanza. Stile di vita e rimedi naturali le soluzioni più efficaci.

Qualcuno si è ingegnato a definire la schiena di un malato di acne come «un prato fiorito». Purtroppo, questa sindrome non ha né l’aspetto né il profumo degli splendidi fiori che la natura ci offre a primavera: è vero, però, che la sua evoluzione suggerisce qualche analogia con un prato: i «bottoni» che si formano sono infatti presenti nelle varie forme evolutive, un po’ come i fiori, prima assenti in un gruppo di foglie, poi in boccio, quindi in piena maturazione e infine appassiti. Il tutto accompagnato da una costellazione di colori diversi e in varie sfumature.

Chi si ammala?
È risaputo che le vittime più frequenti dell’acne sono i giovani, in particolare gli adolescenti: ne è colpito l’80-90 per cento dei ragazzi e delle ragazze durante la pubertà. Di solito, le ragazze ne cominciano a soffrire prima, verso i 14-16 anni (in coincidenza con la «fioritura» della loro vita ormonale, ovvero delle prime mestruazioni); nei ragazzi si manifesta dai 17 in poi, ma quasi sempre in modo più esplosivo.
Non è solo l’adolescenza, comunque, a rimanere vittima dell’acne. Quest’affezione della pelle si manifesta infatti quando le ghiandole sebacee (contenute normalmente sulla pelle) producono una quantità di sebo, sostanza lubrificante e termoisolante, superiore al normale. La pubertà è sicuramente il periodo in cui questa produzione aumenta, ma anche in menopausa le donne, con il loro «rimpasto» ormonale, ne sono spesso colpite. In pratica si producono cambiamenti ormonali, come l’aumento degli androgeni nella pubertà e del progesterone nella menopausa: si tratta di ormoni sessuali che hanno effetti anche sull’attività delle ghiandole sebacee. Qualche volta l’acne compare anche in gravidanza, altro periodo in cui gli ormoni si modificano nella loro produzione. Questo disturbo, però, non si manifesta esclusivamente in determinate fasi fisse (vedi box «I nemici della pelle»).

Che cosa succede?
Questo giro di ormoni genera progressivamente un eccesso di produzione di grasso, che può comportare la formazione di un «tappo» a bloccare la naturale via d’uscita del sebo, il canale follicolare. In questo modo, si forma il cosiddetto comedone chiuso, che tende a ingrandirsi gradualmente per il continuo aumento della produzione fino alla rottura. Il contenuto del follicolo può riversarsi nella zona circostante del derma e, in base alla profondità in cui è avvenuta la rottura, dare vita alla formazione di lesioni tipiche, nell’ordine papule o pustole su un terreno di arrossamento diffuso (eritema).
Più spesso è la delusione a spingere gli acneici a chiedere aiuto prima all’amico, poi al farmacista, infine al medico. La fioritura sul volto e sulla schiena li induce ad accettare trattamenti potenti, spesso costosi e a volte dannosi, pur di risolvere il problema in fretta. Noi optiamo per le cure naturali, che tentano di affrontare il problema alla base.

Gemmoterapia, un aiuto per gli adolescenti
L’impiego dei macerati glicerici (MG) di germogli e altre parti giovani di alcune piante garantisce un’efficace azione in profondità che li rende particolarmente adatti negli adolescenti. I gemmoderivati più idonei hanno spiccata affinità per la pelle, stimolano le difese immunitarie e sono dotati di capacità detossificante.

  • Il fico (Ficus carica) e il ribes nero (Ribes nigrum) agiscono sia sul cervello sia sulla corteccia surrenale per stimolare la produzione di cortisone endogeno. In tal modo intervengono sulla componente infiammatoria dell’acne. In più, il fico agisce sulla componente emozionale, quasi sempre presente
  •  Il noce (Juglans regia) è molto utile per la componente purulenta dell’acne pustolosa.
  • L’olmo (Ulmus campestris) è un regolarizzatore della secrezione delle ghiandole sebacee, per cui contribuisce a ridurre l’untuosità della pelle e a diminuire numero e dimensioni dei brufoli.
  • Il platano (Platanus orientalis) è un rimedio di infiammazione, indicato per le forme recidivanti della malattia. La dose raccomandata nei MG è di 50 gocce, da una a tre volte al giorno, secondo il rimedio e la prevalenza di una o più caratteristiche dell’acne. La durata: 20 giorni al mese (con 10 di pausa) per due o tre mesi.

Le piante medicinali, soprattutto sotto forma di tinture madri (TM), affrontano con particolare intensità le diverse forme di acne, soprattutto dell’adulto.

  •  La bardana (Arctium lappa), insieme con il carciofo (Cynara scolymus) è alla base del drenaggio del fegato; alcuni ritengono infatti che all’origine dell’acne ci sia un difetto nel metabolismo di questa importante ghiandola. Entrambe le piante regolarizzano il livello di glucosio nel sangue, anch’esso legato alla genesi del problema. La bardana possiede in più un’azione antibiotica locale ed è utile nelle eruzioni che fanno seguito a grosse abbuffate: la sua azione drenante si espleta anche a livello della cute, in cui si accumulano molte tossine.
    Si assumeranno 20 gocce due o tre volte al giorno dell’una o dell’altra pianta (secondo le indicazioni del medico).
  • La viola del pensiero (Viola tricolor), per il contenuto in salicilati (precursori dell’aspirina), è una pianta ad azione antinfiammatoria; per il suo contenuto di flavonoidi, possiede invece attività diuretica, depurativa e antipruriginosa che la rendono efficace per il trattamento a monte dell’acne. L’uso esterno (impiastro di pianta fresca o secca da applicare sulle zone cutanee invase dall’acne) può causare una reazione infiammatoria iniziale, dovuta all’azione di svuotamento delle pustole; per questa ragione è bene assumere la viola anche in tisana (2-3 tazze al giorno di infuso al 6 per cento).
    Un trattamento di fondo può avvalersi di 20 gocce di TM in un po’ d’acqua due o tre volte al giorno.
    Utili sono pure le tisane di bardana e di valeriana: un cucchiaino di pianta essiccata in 250 ml di acqua bollente, far decantare e bere dopo una decina di minuti.

 

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