skip to Main Content
AIUTO, CHIAMATE LA TATA!

AIUTO, CHIAMATE LA TATA!

Si chiama Sos Tata, un docu-reality in onda su La7 che aiuta le famiglie a districarsi dai problemi di educazione con figli ribelli e indisciplinati. E capire così il valore dell’ascolto. Abbiamo interpellato due delle tre protagoniste del fortunato programma

I vostri figli si rivoltano contro di voi quando li chiamate per mangiare o se gli chiedete di rimettere a posto la camera? Siete in crisi di autorità? Niente paura, da qualche tempo, un programma televisivo in onda su La7, un docu-reality, mette a disposizione delle super tate. Sos Tata è il nome del programma. Le famiglie protagoniste chiamano la redazione di Sos Tata che, una volta ricevuta la richiesta di soccorso, riporta il caso a un team composto da tre tate che decide chi fra loro è la più adatta a risolvere il problema. La tata prescelta va così ad abitare per una settimana presso la famiglia. Qui, dopo un primo momento di osservazione delle dinamiche familiari, la tata entra in gioco fornendo consigli e regole per ristabilire l’armonia in casa. Il suo intervento è rivolto soprattutto alle mamme e ai papà, con consigli e strategie per incoraggiarli ad apportare dei primi cambiamenti nelle situazioni di maggiore difficoltà. La tata fornisce consigli e regole da rispettare sia da parte dei genitori sia da parte dei bambini. I figli devono appartenere alla fascia di età sotto i 12 anni.
Siamo di fronte a un caso di Tv di servizio che offre l’opportunità ai telespettatori di identificarsi con i casi trattati e ricevere così un aiuto concreto e spunti di riflessione, ma sempre con un tono leggero e simpatico.
Abbiamo intervistato due delle tre tate protagoniste che ripartiranno questo mese con una nuova serie, sempre su La7: tata Adriana Cantisani e tata May Okoye.
Che cosa vi ha spinto a partecipare a un reality che si occupa di problemi educativi dell’infanzia?
Adriana Cantisani – «Ho sempre amato lavorare con i bambini e ormai lo faccio da 36 anni! Già quando andavo alle elementari (in quarta) uscivo due volte alla settimana per dare una mano nelle classi “speciali”. Era un modo per sensibilizzare noi bambini alla diversità, sia fisica che cognitiva. Adoravo andare nella loro classe e già a 8 anni avevo capito che volevo fare l’insegnante, magari di bambini “speciali”. Poi, all’università, negli Stati Uniti, sono finalmente diventata insegnante presso una scuola per bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitive. A metà degli anni Novanta ho creato un metodo che poi ho iniziato a commercializzare in Italia per l’insegnamento dell’inglese ai bambini prescolari, English is Fun! E oggi è il metodo più diffuso in tutta Italia (www.englishisfun.it). La redazione di Sos Tata cercava un’esperta nel campo della prima infanzia che fosse anglosassone e mi ha contattato».
May Okoye – «Curiosità e voglia di far conoscere il mio metodo, quello di inserire un po’ di brio nell’educazione, perché oltre alle regole ci vuole anche divertimento».
Quali sono i casi più frequenti che dovete affrontare? 
AC – «Sicuramente alla radice di tutti i problemi c’è l’incoerenza tra genitori sui metodi educativi da adottare con i figli, insieme alla grande paura di dire di no, di mettere dei paletti, come si suole dire.  I problemi sono sempre quelli: capricci, litigi fra fratelli, gestione di più figli».
MO – «La mancanza di comunicazione e la poca voglia di ascoltarsi in famiglia».
Gli errori più comuni che compiono i genitori?
AC – «Hanno paura dei figli. Temono di farli arrabbiare… Camminano sulle uova insomma! Non si accorgono che sono i primi a dover infondere sicurezza in loro».
MO – «Non rispettare le esigenze dei figli ma quello che gli fa più comodo, per esempio riempiendoli di cose materiali invece di ascoltare la loro richiesta di attenzione. Bisogna invece stare attenti ai loro veri bisogni».
Esiste davvero il problema della mancanza di tempo da dedicare ai figli?
AC – «Il tempo c’è sempre, basta sapersi organizzare».
MO – «Si, dico sempre ai genitori “dovete dedicare del tempo di qualità ai figli ma dovete anche trovare il tempo per farlo”. Non bastano dieci minuti di qualità, bisogna dedicare almeno mezz’ora al giorno».
Partecipare a questa serie televisiva che cosa ha aggiunto alla vostra formazione personale?
AC – «Io stessa mi sono messa in discussione. Non penso si possa solo insegnare. Chi insegna, apprende e dalle mie famiglie ho imparato molte cose che oggi mi rendono una persona più sensibile».
MO – «È stato un arricchimento personale, perché si tratta di un docu-reality che aiuta tante famiglie. Mi sono resa conto, anche dalle numerose mail che mi arrivano sia dalle mamme che dai papà, che hanno bisogno di ricevere consigli e indicazioni su come trovare un tipo di tata come noi. Per questo ho deciso di estendere la mia professione aprendo un’agenzia di “supertate” e personale altamente qualificato (www.mayagency.it)». (Continua…)

Se vuoi approfondire questo tema
invia una mail: info@vitaesalute.net

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi