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ANSIA, NATURALMENTE

ANSIA, NATURALMENTE

Essere tesi per un esame o per un viaggio può essere un fatto normale. Diventare ansiosi, molto meno. Si comincia a star male molto tempo prima dell’evento, fino al punto di lasciar perdere molte delle nostre attività e responsabilità. Colpa del temperamento, sostiene qualcuno. Vero, ma se il fatto si ripete e si dilata, il tutto diventa patologico.
E quando si legge nelle statistiche che ansia, depressione, attacchi di panico, fobie, cresceranno del 15 per cento entro il 2020 nei paesi industrializzati, chi è ansioso potrebbe essere autorizzato a divenirlo ancor di più.
Chiariamoci un momento le idee, poi vediamo che gradualmente e con calma il problema è sicuramente affrontabile nella maggioranza dei casi.

Da dove viene
Mentre la paura è una reazione primitiva, caratteristica di tutti gli esseri viventi, l’ansia è fenomeno tipicamente umano, al punto che lo stato di angoscia che spesso ne consegue è da attribuirsi anche all’interpretazione soggettiva di uno stimolo spiacevole.

Fino a oggi non c’è alcuna certezza circa le sue cause: perché il cervello a un certo momento comincia a lanciare segnali di pericolo? Probabilmente c’è un eccesso di stress (inteso come iperattività fisica e psichica cui segue uno sconvolgimento neuro-ormonale non sempre ben misurabile), contro cui la persona non sa reagire.
Fatto è che molti diventano sempre più preda di ansia e ciò in modo diverso o variamente combinato.

Un vasto panorama di sintomi
Una crisi comune di ansia può presentarsi in modo molto articolato, ma comunque «pescando» fra i seguenti sintomi: 
  • Palpitazioni (tachicardia) 
  • Mani fredde e sudate
  • Bocca secca
  • Vertigini
  • Nausea leggera e malessere generale
  • Formicolio alle mani e ai piedi
  • Vampate di calore o di freddo
  • Diarrea
  • Sensazione di indolenzimento nella zona dello stomaco
  • Desiderio imperioso di urinare
  • Desiderio improvviso di defecare
  • Nodo alla gola
  • Rossore del volto oppure improvviso pallore
  • Aumento della frequenza del respiro.

Igiene di vita: serve?
Gli psicologi, spesso di grande aiuto nell’affrontare l’ansia in modo corretto, stilano e valutano test per capire bene se uno è ansioso e fino a che punto.

In effetti, rivedere i nostri atti e magari la nostra giornata ha un senso per identificare qualche possibile nostra piccola responsabilità in materia.
Per esempio, apriamo il nostro armadio, oppure il cassetto della nostra scrivania, o il cofano dell’auto, oppure… svuotiamoci le tasche. Molte volte ci troveremo cose che non sognavamo di vedere proprio lì, e magari non riusciremo a tirar fuori qualcos’altro che non poteva che essere lì.
Un po’ d’ordine nella nostra vita e nelle nostre cose potrebbero essere il punto di partenza verso il conseguimento di una tranquillità di base che contribuirebbe a diluire di parecchio i momenti ansiogeni.

 I vantaggi della fitoterapia
Affrontare le varie sfaccettature dell’ansia con le piante presenta tutta una serie di vantaggi:
       

  • Non ci sono effetti farmacologici drastici come per i farmaci della chimica tradizionale
  • Gli effetti collaterali e tossici sono molto ridotti, soprattutto se le dosi utilizzate sono corrette
  • Possono essere trattati con successo anche gli anziani.

  Le più efficaci sono, in linea di massima

– La melissa (Melissa officinalis): le foglie e le sommità fiorite, sapientemente miscelate in ottime tisane, producono un naturale effetto ansiolitico, riducendo anche lo spasmo della muscolatura liscia, in particolare del canale digestivo e di quello genitourinario. È utilizzata anche come olio essenziale (OE), magari in associazione con quelli di lavanda e timo: una perla a base di 2 gocce di OE di melissa, 1 goccia di lavanda e 1 goccia di timo agisce migliorando insieme vari aspetti dell’ansia, come insonnia, mal di testa, vertigini, disturbi della digestione.

– La camomilla romana (Anthemis nobilis) è più potente della camomilla comune (Matricaria camomilla) e possiede anche un principio amaro che aiuta il processo digestivo. È un’efficacissima alternativa alle celebri benzodiazepine della farmacopea per curare l’ansia nelle sue diverse forme. Entrambe le camomille, se prese in infuso, non dovranno essere molto concentrate, per evitare che raggiungano l’effetto opposto. Una camomilla leggera favorisce il sonno e placa la tensione, una superconcentrata (magari lasciata infondere per parecchi minuti), stimola l’insonnia e le palpitazioni.

– La passiflora (Passiflora incarnata) è un vero sedativo del sistema nervoso centrale: i suoi principi attivi presentano un’affinità elettiva per i recettori delle benzodiazepine che molti sono soliti prendere (i vari Tavor, Minias, Halcion ecc. per intendersi). E’ indicata per placare gli stati di eccitazione nervosa (dall’angoscia all’isteria, alle palpitazioni, all’intestino irritabile ai bruciori di stomaco). La dose consigliata è 40-50 gocce di tintura madre due o tre volte al giorno in un po’ d’acqua.

– L’escolzia (Eschscholtzia californica) deve la sua azione sedativa al fatto di appartenere alla famiglia delle Papaveracee, e quindi di contenere alcaloidi ad azione sul sistema neuro-muscolare: dunque è un vero e proprio miorilassante, induttore del sonno e ansiolitico potente. Se ne potranno assumere dalle 20 alle 50 gocce due o tre volte al giorno.

L’essenza delle essenze
Curare l’ansia non è sempre uno scontro fra titani: a volte la si può affrontare dolcemente, per esempio con essenze profumate, in un’atmosfera tranquilla, igienica e positiva. Anche in una stanza da bagno.
È un po’ quello che si prefigge da sempre l’aromaterapia, o come la chiamava il grande Jean Valnet, «la cura delle malattie con le essenze delle piante».

L’ansia si avvale di alcuni rimedi la cui fragranza è rinomata

  • Lavanda (Lavandula officinalis): la si può impiegare per uso interno, magari alcune gocce di essenza (o, per meglio dire, di «olio essenziale») su uno zuccherino (o in poca acqua per chi ha il diabete o non vuole ingrassare) una volta o due al giorno, il che placa gradualmente l’irritabilità, il senso di angoscia, l’insonnia; o per uso esterno, con alcune gocce di OE versate ogni giorno nella vasca da bagno, in cui ci si immergerà (in acqua tiepida, per favore) per almeno una ventina di minuti e provando a rilassarsi mentalmente pensando a cose piacevoli.
  • Cipresso (Cupressus sempervirens): anche se qualcuno può teoricamente non apprezzare che funzioni da ansiolitico, un estratto della pianta dei cimiteri (ma quanti bei viali per niente funebri sono disegnati da questi alberi forti e snelli!), sotto forma di OE serva a combattere irritabilità e spasmi intestinali. L’effetto migliore sul sistema nervoso lo si ottiene per uso interno: 2-4 gocce di OE nelle condizioni descritte per la lavanda.

Utile anche una buona miscela tonica e sedativa per l’acqua della vasca:   – Achillea millefolium  fiori g 100
 – Hypericum perforatum  fiori  g 100  – Hypericum perforatum  foglie g 100 Versare il tutto in due litri di acqua bollente, infondere per 20 minuti circa, filtrare e aggiungere all’acqua del bagno.

 Metalli diluiti
Anche l’oligoterapia si rivela utile per l’ansia.
1. Quando l’ansia è importante, ma non è seguita da depressione:
  • Manganese-Cobalto: una fiala sotto la lingua, al mattino a digiuno per almeno due mesi consecutivi (poi è necessario un mese di sosta).
  • Litio: una fiala nelle stesse condizioni, a giorni alterni rispetto a Manganese-Cobalto. (Attenzione: il litio-oligoelemento con le sue dosi infinitesimali, non è il carbonato di litio che si usa in dosi massicce nelle sindromi maniaco-depressive! Dunque, tranquilli!).

2. Quando all’ansia si associa stanchezza reattiva

  • Rame-Oro-Argento: una fiala tutte le sere prima di coricarsi, almeno un’ora e mezzo dopo cena e assunzione di altri farmaci.

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