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BEATO STRESS

BEATO STRESS

Un’ultima ricerca afferma che essere stressati fa bene. È davvero così? Proviamo a rimettere ordine in queste notizie . E capire davvero cosa abbia bisogno la nostra psiche per migliorare la qualità della vita

Pensavamo che l’ideale fosse una vita tranquilla, priva di stress e di emozioni forti? E invece, no. Contrordine, lo stress fa bene, anzi, allunga la vita. È uno dei dati che emergono da una storica ricerca americana durata 90 anni: 1.500 bambini sono stati seguiti durante tutto l’arco della loro esistenza, per individuare i fattori di rischio, ma soprattutto gli elementi che garantiscono una vita lunga e in salute. Tra cui appunto lo stress. Questo è quanto è emerso dagli articoli apparsi sui quotidiani. In realtà, le cose sono un po’ più complicate. Quello che evidenzia il Longevity project firmato oggi dagli psicologi Howard S. Friedman e Leslie Martin – punto di arrivo di uno storico studio avviato nel 1921 da Lewis Terman, uno dei padri della psicologia americana, autore di importanti test sul quoziente intellettivo – è che nella vita è importante porsi traguardi, darsi degli stimoli. In altri termini, vivere, non limitarsi a vegetare. «Abbiamo visto», spiega Friedman, «che le persone fortemente motivate, che hanno lavorato di più e ottenuto buoni successi sul lavoro, sono anche le più longeve. Potremmo definirle persone che non si sono ammazzate di lavoro, ma che di lavoro – grazie al lavoro – hanno vissuto». Dalla ricerca si evince chiaramente che il lavoro duro in sé non nuoce affatto alla salute, «e che non è necessario condurre un’esistenza noiosa e priva di interessi per campare a lungo», osserva Friedman. Anzi, i dati confermano che è esattamente il contrario.
Ce n’è per tutti
«Lo stress in quanto tale è semplicemente una reazione a uno stimolo esterno», spiega lo psichiatra Ferdinando Pellegrino, «è il nostro modo di adattarci a quello che succede intorno a noi. E quindi anche gli eventi positivi – pensiamo per esempio a una promozione sul lavoro – possono essere fonte di stress». Tutto dipende da come lo viviamo. «Siamo intelligenti quanto basta per farci del male da soli, ma queste stesse caratteristiche possono insegnarci a gestire meglio il nostro stress», ricorda Robert Sapolsky, uno dei padri degli studi sullo stress, che utilizza le sue ricerche sulla vita sociale delle scimmie per capire come i fattori psicologici contribuiscano a rendere dannosa una risposta fisiologica che è anche motore della nostra esistenza.
«L’importante è dare una valutazione di tipo sia cognitivo sia emozionale di quello che ci succede», spiega Pellegrino. Le nostre reazioni e il nostro modo di reagire nascono dalla nostra storia personale e può essere utile una valutazione oggettiva, che non tenga solo conto delle emozioni – sono innamorata di quella persona, voglio ottenere quel determinato obiettivo – ma anche di una valutazione obiettiva delle nostre potenzialità: “sono in grado di raggiungere quell’obiettivo?” “È davvero quello che voglio?”; come anche del nostro benessere: “quella persona mi fa stare davvero bene?”».
In equilibrio
«La formula per sentirsi bene è essere ragionevolmente soddisfatti di ciò che si fa, avere aspettative realistiche, non rinunciare a sfide importanti ma neanche consumarsi in inutili battaglie», spiegano i ricercatori americani. La tendenza a drammatizzare ha notoriamente effetti negativi ma, contrariamente a quanto spesso si pensa, anche l’ottimismo eccessivo è sopravvalutato: i «cuor contento» rischiano di non pesare bene la difficoltà di un progetto, e comunque di andare incontro a delusioni frustranti, mentre l’atteggiamento ideale è un ottimismo prudente e coscienzioso. Un fattore indubbiamente positivo è invece la resilienza, ossia la capacità di resistere quando le cose non vanno come dovrebbero. «E si tratta di un fattore che possiamo migliorare con una sorta di allenamento cognitivo», osserva Pellegrino. «Quando riusciamo a controllare i diversi aspetti della nostra vita, è più facile vivere le sfide in modo positivo. Ma a volte ci sono problemi con cui dobbiamo imparare a convivere, cercando altre valvole di sfogo per il nostro benessere: il solo fatto di renderci conto che siamo in grado di gestire lo stress ci aiuta a sentirci meglio». E anche quando affrontiamo eventi imprevedibili, possiamo imparare a reagire nel modo più efficace: «Se, per esempio, dobbiamo fronteggiare una malattia», spiega Pellegrino, «possiamo correre in giro come matti alla ricerca di pareri diversi, o fermarci e fare il punto cercando di trovare le soluzioni migliori. Molte volte, poi, basta mettere in prospettiva quanto accaduto: per fortuna non tutte le cose che ci succedono sono vere catastrofi».

Se vuoi approfondire questo tema
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