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Belli, naturalmente

Il mercato della cosmesi ecologica. Gli organismi di controllo. Regole di bellezza. Le aziende equo e solidali del settore.

Servizi a cura di Massimo Ilari

«Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Così racconta la nota fiaba. E nella realtà di ogni giorno? Le cose non vanno, poi, tanto diversamente, visto che il responso che incute più paura agli italiani, donne o uomini che siano, è proprio quello dello specchio. Non appena fanno capolino i primi segni di borse, rughe, doppio mento, macchie, cuscinetti, cellulite, inestetismi vari si piomba nello sconforto più assoluto. Chi non riesce a reagire spesso imbocca il tunnel della depressione. Valutazioni campate in aria? Tutt’altro. Lo dice un noto dermatologo, preferisce mantenere l’anonimato, ma riporta le dichiarazioni di alcuni pazienti, quasi tutte sulla stessa linea: «Dottore, vorrei la pelle liscia come quando avevo vent’anni, non ci sarebbe una pillolina…». Non a caso, una donna su tre, quando entra nello studio di un dermatologo, non vuole solo risolvere un problema, una malattia, ma anche sapere come mantenere la pelle più sana e più giovane. E non bisogna essere sociologi per dedurre che non bastano più il suggerimento dell’amica o della commessa di profumeria e nemmeno quello della Tv: occorre un cosmetico miracoloso che faccia apparire «splendidi». Ecco spiegato, molto semplicemente, perché il mercato italiano della bellezza abbia il vento in poppa. E che in questo mercato, la cosmesi verde è sempre più in ascesa.

Cifre in rialzo
Le cifre parlano chiaro, ce lo dice l’Unipro (www.unipro.org), Associazione italiana delle imprese cosmetiche. «Creme, rossetti e company, che si tingono di verde, nel 2010 hanno toccato i 350 milioni di euro di fatturato, registrando un vero e proprio boom nella cosmesi (+5 per cento a valore contro +1,3 per cento complessivo del settore nel 2010)». E c’è dell’altro. Sempre secondo Unipro ci sarà un’ulteriore crescita del 5 per cento entro giugno 2011. Una domanda inevitabile. Perché i consumatori mettono nella loro sporta cosmetici ecologici anche se costano un 20 per cento in più rispetto a quelli convenzionali? Risponde l’Osservatorio Sana-Gpf: «Sono convinti che siano più sicuri e più “naturali” rispetto a quelli tradizionali».
Dunque, sembra di capire che non si tratta di una scelta consapevole. E non potrebbe essere diversamente visto che sul piano dell’informazione regna sovrana la confusione. Sempre secondo Unipro, «È assai ben veicolato il comparto dei cosiddetti “cosmetici naturali, biologici, non tradizionali”. C’è però da considerare che il consumatore finale non ha ben chiara in testa la differenziazione tra le categorie. Tutto è molto vago e indefinito».
La prova sta nel fatto che più del 50 per cento degli estimatori non sa che cosmetici «naturali» non certificati e cosmetici «bio» sono su caratteristiche opposte. L’Associazione di consumatori Altroconsumo, in una recentissima inchiesta, svela che la presenza di ingredienti di origine naturale è molto sfruttata dalla pubblicità ma in realtà componenti secondo natura sono spesso presenti in quote piuttosto modeste. Discorso opposto per i naturali certificati secondo lo standard Na True (vedi box). A dire il vero non è mai stata varata una legge europea che stabilisca in modo preciso la quantità di ingredienti naturali e bio che dovrebbero essere presenti, sul totale, in un cosmetico per definirlo senza ombre di dubbi «naturale» o «biologico». La normativa in vigore sui cosmetici definisce in modo preciso quali sono gli ingredienti consentiti (naturali e non) e le quantità massime perché siano sicuri e non abbiano conseguenze sulla salute.

Regole da chiarire
Per quanto possa sembrare strano non c’è neppure una definizione legislativa ad hoc per  i cosmetici biologici. Se consultiamo il Regolamento comunitario 834/2007 sul biologico non vengono prese in considerazione delle regole ben definite per la cosmesi bio. Anzi il Regolamento permette ai singoli Stati membri di varare norme nazionali o private, a patto che non siano contrastanti con quanto stabilisce la normativa comunitaria. Risultato? Per eliminare tanta confusione sono nati da alcuni anni organismi di certificazione (vedi box) che hanno dettato degli standard volontari, condivisi, per arrivare a un prodotto di qualità superiore. Dunque, certificazioni volontarie quelle del bio ma molto serie e rigide, in attesa che sia varato un Regolamento europeo. Sono ben sei gli Organismi di certificazione di casa nostra che aderiscono a due cordate europee volontarie. La prima, Cosmos (Cosmetics Organic Standard) è nata nel 2003 e presenta due standard di certificazione. C’è Cosmos Organic per il prodotto biologico, e stabilisce che sia almeno del 20 per cento in peso la quota di ingredienti biologi presenti nella formulazione del cosmetico finito. C’è, poi, Cosmos Natural che certifica il prodotto naturale: qui il riferimento al bio può essere inserito solo nella lista degli ingredienti.
La seconda cordata è Na True: il marchio è unico ma i livelli di certificazione ammontano a tre. In primis Cosmesi bio, è garantito che gli ingredienti del cosmetico siano naturali o di origine naturale, mentre il 95 per cento della quota naturale deve essere certificata bio, per un minimo sul totale del 30 per cento; Cosmesi naturale con ingredienti bio, garantisce il 70 per cento di ingredienti biologici vegetali sulla quota del naturale; Cosmesi naturale, in questo caso non si parla di una percentuale minima, viene semplicemente richiesto di utilizzare il maggior numero di ingredienti bio. Deve, in ogni caso, esserci sempre la quota minima di ingredienti naturali che ammonta al 20 per cento.

Che si fa in Italia
In Italia, Aiab (storica associazione del biologico) ha creato il marchio «Bio Eco Cosmesi» che è assegnato ai prodotti formulati a partire da materie prime provenienti esclusivamente da agricoltura biologica o da raccolta spontanea. In più, devono essere esenti da sostanze a rischio, come gli allergizzanti, non devono nascondere sostanze poche chiare, anche a partire dall’imballaggio. C’è da segnalare anche l’iniziativa di Bioagricert che qualche mese fa ha lanciato due marchi: «Bio&natural cosmetic» e «Natural cosmetic». «La nostra scelta di creare i due marchi fa riferimento al disciplinare produttivo di Na True, come dire che operiamo sulla base di disciplinari produttivi riconosciuti e di standard europei. La nostra linea cosmetica è realizzata esclusivamente con ingredienti di origine biologica e naturale. La nostra filosofia sta nel garantire al massimo i consumatori e nel mettere a disposizione delle aziende produttrici degli standard per i loro cosmetici che qualifichino quanto mettono in commercio. Infine, la trasparenza delle etichette dalle quali si riesce a comprendere anche l’origine degli ingredienti», dichiara con forza Riccardo Cozzo, amministratore delegato di Bioagricert. Insomma, le cose stanno cambiando e non sono più i tempi in cui si pubblicavano libri come Belle da morire, titolo di un noto libro dei primi anni Settanta, quando non esisteva una normativa organica europea sui prodotti cosmetici e si rischiavano effetti nocivi sulla salute a causa dei componenti tossici presenti nei cosmetici.
Ogni tanto qualche notizia buona fa bene a noi di V&S e a quanti, come noi, si rifanno a uno stile di vita più vicino alla natura: le cose stanno cambiando e in meglio, proprio grazie alla cultura del biologico.
Anche la Commissione europea si mostra più sensibile e sta lavorando per stilare la lista delle regole comuni per elaborare etichette dei cosmetici e loro pubblicità. Tutto ciò in vista del Regolamento europeo (1223/2009) che sarà operativo a partire dal luglio 2013. Saranno interdetti anche messaggi ingannevoli o che gettano in confusione il consumatore finale. «Il bio è attento alla qualità degli ingredienti e a mantenere in salute l’ambiente e l’uomo», dichiara con forza Alessandro Spadoni, responsabile dell’area bio-cosmetica di Icea. «Tutti i prodotti di bellezza biologici, infatti, fanno bene a chi li usa e alla Terra perché sono realizzati con processi il più possibile puliti ed ecologici».

 I controllori
Chi ha i titoli del bio
Nel nostro paese sono ben sei gli organismi di controllo che certificano la cosmesi. L’obiettivo è quello di accordare maggiore trasparenza e sicurezza al consumatore che preferisce i prodotti di questo settore. I produttori che vogliono accedere alla certificazione dei cosmetici sono tenuti a rispettare, le regole valgono per l’intero ciclo produttivo, tutta una serie di standard che sono rigidi e severi. Qualche esempio. I prodotti da cosmesi biologica non devono contenere pesticidi, coloranti di natura artificiale e organismi geneticamente modificati. In più le piante impiegate devono essere coltivate in un ambiente protetto, dunque a una distanza di sicurezza dalle coltivazioni tradizionali che sono trattate con sostanze nocive. Per quanto riguarda la raccolta, deve essere rispettato il ciclo naturale delle stagioni. I sei organismi si sono dati un codice volontario di autoregolamentazione molto rigido per colmare le lacune della legge europea. Sono nati così due livelli di certificazione: Il primo è Cosmos Organic e Cosmos Natural (www.cosmos-standard.org). A Standard aderiscono tutti i principali certificatori europei. L’obiettivo? Arrivare a prodotti cosmetici sostenibili lungo l’intero ciclo produttivo, quindi dalle materie prime alla comunicazione. Cosmos non accetta il ricorso a nanoparticelle, a ingredienti vegetali Ogm, a irradiazioni.
Il secondo è Na True che ha tre livelli di certificazione. Nel primo gli ingredienti utilizzati devono provenire per il 95 per cento da metodo biologico; nel secondo 70 per cento; nel terzo non si richiede percentuale ma si spinge a utilizzare la maggior quantità di prodotti bio. Vi aderiscono: Ccpb, Ecogruppo Italia, Certiquality, Bioagricert e Suolo e Salute. Infine, alcune Associazioni muovono critiche al progetto Cosmos: «definire biologico un cosmetico che contenga appena il 20 per cento di elementi bio è troppo accomodante, né è rassicurante quando si parla di quota del 50%».

L’elenco degli organismi di controllo
Bioagricert srl

Via dei Macabraccia 8 – 40033 Casalecchio di Reno BO, tel 051/562158, info@bioagricert, orgwww.bioagricert.org.

CCPB srl
Via J. Barozzi 8 – 40126 Bologna, tel 051/6089811. ccpb@ccpb.it, www.ccpb.i.

Ecogruppo Italia srl
Via P. Ma scagni 79 – 95129 Catania, tel 095/7470006, info@ecogruppoitalia.it, www.ecogruppoitalia.it.

Icea
Via N. Sauro 2 – 40121 Bologna, tel 051/272986, cosmetici@icea, infowww.icea.info.

Q Certificazioni srl
Villa Parigini – Loc. Basciano – 53035 Monteriggioni SI, tel 0577/327234, lettera@qcsrl.it, www.qcsrl.it.

Suolo e Salute srl
Via P. Borsellino 12 B – 61032 Fano PU, tel 0721/860543, info@suoloesalute.it, www.suoloesalute.it

Come conservarli
Meglio il tubetto

Per conservare al meglio un prodotto di bellezza occorre seguire alcune regole. Vediamole.

* Non appena si finisce di adoperare il prodotto, chiudere a fondo il tappo.

* I cosmetici non vanno mai tenuti al sole o vicino fonti di calore.

* Quando il prodotto cambia colore, muta la sua consistenza e l’odore non va mai impiegato.

* Non bisogna diluire saponi e shampoo con l’acqua: si può fare solo se li si usa immediatamente.

* Meglio i prodotti in tubetto che risentono meno delle contaminazioni.

* Prima di spalmarsi le creme occorre pulire bene le mani.

 

Prodotti con amore
Curare il proprio aspetto significa migliorare l’intero stile di vita. Un aiuto in più arriva da aziende che privilegiano ingredienti di qualità e rispetto dei lavoratori

«Ben vengano le creme per cancellare rughe e inestetismi, levigare il corpo, massaggiarlo. Però, occorre ricordare che c’è una mole impressionante di lavori scientifici in cui si dimostra che il 70 per cento dei segni stampati sul nostro viso e sul corpo derivano anche dallo stile di vita, dall’ambiente e dalla scarsa cura di sé», ricorda il professor Giuseppe Genovesi, specialista in endocrinologia, psichiatria, immunologia, ricercatore all’università la Sapienza e al policlinico Umberto I di Roma. E aggiunge: «Uno stile di vita equilibrato – fatto di moto, rifiuto di consumare bevande alcoliche, fumare – accompagnato a una alimentazione equilibrata basata su frutta e verdura di stagione bio, cereali, legumi è la “conditio sine qua non” per avere una buona pelle in ogni età della vita. Il regime vegetariano, dulcis in fundo, è un amico per la pelle».
Ormai sembra chiaro che la cute è la prima a subire le cattive conseguenze degli squilibri alimentari e di conseguenza metabolici. Cibi fritti, salumi, carni, alcolici, grassi, zuccheri semplici riescono a modificare il pH delle cellule agevolandone l’invecchiamento. La moderna dietologia ci dice che sul fronte dell’alimentazione occorre puntare su quei cibi che contengono antiossidanti. La E, per esempio, si trova negli oli che vanno, in ogni caso, consumati a freddo. La C è presente abbondantemente in una dieta come quella su esposta. In più, la vitamina C riesce a stimolare la produzione di nuovo collagene negli strati più profondi della pelle. Cominciare, poi, il pasto con un abbondante piatto di verdure crude e germogli distrugge i radicali liberi e purifica l’organismo. È bene anche abbondare in verdure amare (tarassaco, cicoria, carciofo) che hanno effetti disintossicanti.

Allergie agli additivi
Fatto questo fondamentale approccio preventivo occorre tenere conto di quanto si mette sul corpo. «L’allergia ai cosmetici spesso dipende dal gran numero di additivi e sostanze che sono introdotti in cosmetici per viso e corpo. Bene quindi privilegiare quei cosmetici, dopo attenta lettura dell’etichetta, soprattutto per chi ha una predisposizione allergica, privi di nichel, conservanti, profumi, lanolina. Eppoi, occorre considerare che il viso e il corpo hanno bisogno di creme. Non solo d’inverno quando fa freddo, ma la pelle si disidrata e viene aggredita a causa del basso grado di umidità degli ambienti riscaldati. Ma è d’obbligo che la cosmesi sia rigorosamente bio.
Infine, non dimenticare mai di bere tisane naturali in abbondanza, meravigliosa quella a base di aloe, che contengono sostanze naturali emollienti e antinfiammatorie assai valide per la salute della pelle. E come abbiamo già visto le offerte e le garanzie certo non mancano.
Sono ormai migliaia i prodotti di bellezza certificati. Si tratta di creme viso, creme corpo, prodotti per i capelli, saponi e bagnodoccia, creme da barba, prodotti per il make up e per il trucco, per i bambini, per uomo, per l’igiene intima, i solari, prodotti per l’igiene orale, deodoranti e profumi. E non solo per donne, l’offerta è ricchissima anche gli uomini che quest’anno hanno speso il 30 per cento in più nelle creme per il viso. Stanno diventando i migliori clienti di profumerie, centri estetici e chirurghi plastici.
E che dire delle dichiarazioni riportate in etichetta, in merito alle vitamine? Le associazioni dei consumatori affermano che in linea di massima va considerata positivamente, ma senza esagerare. La loro efficacia è tutta da dimostrare per i prodotti che servono per risciacquare, come i saponi, visto che il loro contatto con la pelle è ultraveloce. Quali sono le principali vitamine usate nei prodotti di bellezza? Quelle del gruppo A (retinol, retinyl oleate, palpitate); C (ascorbic acid, ascorbyl palmate); E (tocopherol, tocopheryl). Queste vitamine sviluppano i loro effetti soprattutto se presenti nelle creme. Nella prima parte del dossier è riportato come orientarsi nell’acquisto.

L’India come esempio
Le novità? Per esempio, c’è una linea indiana di cosmetici completamente naturali e certificati. Si tratta di prodotti per il viso, per i capelli e persino un dentifricio realizzato solo a partire da erbe e olio di cocco, del tutto privi di agenti chimici. Prodotti, quindi, per la prima volta completamente bio, della linea Herbal, realizzati dall’azienda indiana Vanamoolika, con ingredienti ottenuti solo con processi fisici tipo spremitura, triturazione o essiccazione.
Questi formulati sono prodotti nel Kerala, nell’India meridionale. Per la loro realizzazione sono impiegate oltre 400 varietà di erbe tipiche della zona. Si tratta di prodotti completamente naturali e sono sia amici dell’uomo che dell’ambiente, visto che nella loro produzione non richiedono alcun processo di raffinazione artificiale o modificazione con sintesi chimica. In essi sono inserite anche 371 erbe con funzionalità cosmetica, prodotte in regime di agricoltura biologica e certificate da Indocert, un organismo di controllo indiano che opera in partenariato con Icea in diversi progetti. E chiaro che il settore del bio di casa nostra offre altrettanta qualità.

Oltre il prodotto
Perché citiamo Vanamoolika? Perché più che un’azienda, è promotrice di una vera e propria filosofia di vita che opera nel rispetto della natura e delle persone: organizza e coordina il lavoro di centinaia di contadini, per lo più donne, che coltivano, raccolgono ed estraggono i principi attivi in un’unità produttiva efficiente e bene organizzata, subito dopo aver raccolto le piante tutte rigorosamente biologiche quando sono ancora freschissime.
E poi c’è un’altra frontiera, quella della cosmesi equosolidale. Vengono creati prodotti che non racchiudono conservanti e coloranti e sono formulati a partire da materie prime naturali di origine vegetale. I metodi? Tradizionali e nel rispetto dell’ambiente. Si tratta di prodotti di bellezza a marchio «fair trade» la cui diffusione è legata al successo che sta conoscendo il mercato dei cosmetici naturali e biologici. Non è certo un caso che siano proprio le aziende biologiche e naturali le più attente anche sul versante equo e solidale.
Dove sta la differenza di questi formulati? Innanzitutto sono impiegate materie prime di considerevole qualità. Sostanze che fanno parte integrante della cultura orientale e sudamericana. Poi, sono realizzati con tecniche cosmetologiche d’avanguardia. Insomma, siamo al cospetto di quella che possiamo definire, a tutti gli effetti, una considerevole realtà eco-equo-biologica.
E allora, dove comprare i cosmetici in linea con l’ambiente e con la salute? L’offerta è ampia, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Un’ultima considerazione: prima di fare ricorso a qualsiasi formulato, non improvvisate e consultate sempre dermatologo, fitoterapeuta, erborista di fiducia.

Peli superflui
Depilarsi con lo zucchero

Con l’arrivo dell’estate e con le calze che vengono tolte si ripresenta il problema di mostrare gambe ben levigate. Le alternative non sono molte: rasoio (a mano o elettrico); epilazione (sia con ceretta in strisce a freddo o a caldo sia con un epilatore elettrico), crema depilatoria; laser.
Anche in questo caso la cosmesi mette a disposizione un gran numero di ritrovati.

I pro e i contro
– Il rasoio, trascorse otto ore, lascia la pelle di nuovo ispida.

– L’epilatore elettrico potrebbe essere doloroso, fanno eccezione alcuni modelli che raffreddano la pelle.

– La ceretta a freddo potrebbe dare risultati non esaltanti.

– La ceretta a caldo andrebbe fatta da un’estetista: anche se assicura buonissimi risultati potrebbe creare effetti indesiderati a chi ha la pelle sensibile.

– La crema depilatoria, infine, è il più delle volte un prodotto chimico e potrebbe irritare la pelle.

– Il laser non assicura soluzioni definitive.

 

Consigli per la rasatura
Viva la lentezza

Ai più sembrerà strano, ma «Radersi con successo» è un articolo curato da Zoe Diana Draelos, nota dermatologa statunitense. Il testo mette in primo piano l’importanza della rasatura sia maschile che femminile. La ragione? Secondo la Draelos, numerose patologie dermatologiche (dalle follicoliti alle pseudofollicoliti, alla cute sensibile) rischiano di essere causate o riacutizzate da un atto frequente e abituale che sovente è poco considerato anche dai dermatologi.
Come fare? Primo, con la scelta dei prodotti che deve essere bio. Poi, è d’obbligo indirizzarsi su un prodotto capace di creare un’interfaccia tra la lama e la cute. Il più adatto è un gel che in confezione è sotto forma di aerosol che si trasforma in schiuma appena applicato sulla pelle. Il perché? Trattiene l’acqua, ammorbidendo la cheratina e facilitando così la rasatura. Come procedere?
Bagnare il viso con acqua calda, mettere il gel nel palmo della mano, sfregarlo a fondo sino a quando non diventa una schiuma. Va tenuto sulla zona per almeno 3-4 minuti.
Per rasarsi oggi si usa prevalentemente il rasoio elettrico e qui c’è tutta una vasta gamma di prodotti bio a base di erbe, oli e oli essenziali che permettono di aiutare la pelle, sia prima che dopo, all’appuntamento con lo sbarramento. Ci sono, poi, le lamette. E, infine, il vecchio rasoio a lama che andrebbe recuperato perché opera una vera e propria rigenerazione della pelle. È consigliabile per uno stile di vita più improntato alla «lentezza» e al recupero dei propri tempi, sin dal mattino. La prima cosa da fare è di acquistare un rasoio d’acciaio, perfettamente affilato: in caso contrario ci sono molte probabilità di tagliarsi. I prodotti? Sapone da barba, pennello e un asciugamano. Procedete poi così:

– Lavare accuratamente il viso con acqua molto calda: si dilatano i pori della pelle e la rasatura è più scorrevole.

– Poi, insaponare: stendere a fondo il sapone per ammorbidire a fondo il pelo, così si prepara al contatto con il rasoio.

– Subito dopo passare il rasoio sulla coramella.

Infine rasarsi: iniziare dalle gote, tirando la pelle con la mano libera; dopo le gote i baffi e buon ultimo il mento.

– Per il contropelo si procede così: mento, gote, baffi.

– Finita la rasatura, risciacquare il viso con acqua fredda: si richiudono i pori precedentemente aperti.

– Asciugare a fondo il viso e applicare il dopobarba, senza alcol in modo da non irritare l’epidermide.  Per i dopobarba affidarsi alla linea bio.

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