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Bio, Il Prezzo è Giusto

Bio, il prezzo è giusto

Prodotti più cari, qualche dubbio sui controlli. Mancanza di informazione. Anche se il cibo da agricoltura biologica non conosce crisi, deve fare ancora i conti con pregiudizi e diffidenze dei consumatori. Vediamo se hanno ragione

Il 60% degli italiani usa bio, e sono coloro che sono disposti a spendere il 15% in più per un prodotto pulito.

Lo conferma il boom che il settore sta conoscendo in Italia. Lo confermano i dati forniti dal Sinab (il Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica presso il Mipaaf). Il biologico cresce sia in termini di superficie (si sono toccati gli 1,3 milioni di ettari, +12,8% rispetto al 2012); sia in numero di aziende (46 mila produttori e oltre 52 mila operatori); sia di fatturato (3,5 miliardi di euro, oltre il 2% delle vendite alimentari totali del Paese). Infine, l’Italia è al secondo posto in Europa e al quinto nel mondo per superficie biologica.

Certo, alcuni interrogativi continuano a porsi con forza. Bio o non bio? Fa bene, è più buono, la spesa è giustificata, protegge la biodiversità? O è addirittura dannoso? Facciamo il punto per rispondere a tutte le questioni sul tavolo.

Innanzi tutto fa bene al suolo. La produttività dei terreni biologici infatti è maggiore dell’80% rispetto a quelli convenzionali e conserva le proprietà biologiche, fisiche e chimiche nel tempo, garantendo sicurezza alimentare a lungo termine. I benefici poi, si estendono alla biodiversità: sono stati infatti rilevati, su terreni a coltivazione biologica, il 50% in piu di ragni, 60% di ucccelli, 75% pipistrelli.

Lo stesso non si può dire per i terreni coltivati con metodi intensivi: oltre il 40% andranno persi entro il 2050, i cui prodotti possono produrre anche rischi sulla salute a causa dei pesticidi (clicca qui per ulteriori informazioni). Dunque, l’agricoltura, se condotta come regolamento europeo comanda, è la vera alternativa per proteggere il pianeta.

Ma superata la questione dei benefici reali del biologico all’ambiente, resta il problema sulla affidabilità della classificazione dei prodotti come bio, dubbi che si fanno sempre più concreti se si è a conoscenza dell’import eccessivo dai mercati extra-Ue.

Il mercato è infatti assediato da merci in arrivo da 130 paesi, con 70 standard produttivi diversi da quelli stabiliti dall’Unione europea, merci che potrebbero aggirare alle maglie dei controlli, aprendo la strada a un mercato «parallelo». Un esempio? In Cina, ci sono dieci organismi di controllo per il biologico che applicano parametri diversi. Perché tutto ciò? Ce lo racconta una mole di indagini. Negli ultimi dieci anni la richiesta di prodotti bio nella UE è quadruplicata, mentre l’offerta è appena raddoppiata. E le frodi sono una possibile conseguenza di questo scenario. Non a caso, soprattutto nell’ultimo decennio, sono state scoperte diverse truffe che hanno portato a un calo di credibilità del settore fra i consumatori e molti di loro si sono fatti l’idea che gran parte del bio sia di per sé “falso”.

Per lo meno in Italia sembra che ci siano buoni sistemi di controllo, come testimonia Paolo Carnemolla di Federbio: “Il sistema di controllo e certificazione attivo nel biologico è unico e agisce a vari livelli: ogni singolo operatore deve essere controllato e certificato da un organismo di parte terza e gli scambi commerciali che ogni giorno si realizzano implicano un controllo incrociato che rende evidente qualsiasi tentativo di furberia o, peggio, di frode. Il metodo di controllo è poi basato sul rischio: intensifica verifiche ispettive e prelievi di campione in quelle aziende che per esempio sono miste, o in determinate colture, in aziende molto grandi oppure in quelle che in passato hanno dimostrato di aver commesso non conformità o in cui sono stati riscontrati residui. Tutti i dati sono trasmessi elettronicamente alle Regioni e al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf)”.

“Se qualcuno ha dei dubbi venga pure presso i nostri organismi e ‘apriremo gli archivi’ per dimostrare che il biologico non ha nulla da nascondere”, aggiungono infine gli Enti di certificazione bio.

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