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CEFALEA Quando è Legata Alle Mestruazioni

CEFALEA Quando è legata alle mestruazioni

Il mal di testa delle donne
Di Lidia La Marca

Ho quasi quarant’anni e da un anno la cefalea di cui ho sofferto dall’adolescenza è diventata molto più intensa e frequente. Il disturbo compare prima delle mestruazioni e scompare nei primi giorni del flusso mestruale. Qual è la causa di questo disturbo? – Cecilia

La cefalea è un disturbo spesso sottostimato e mal trattato. Dobbiamo distinguere tra un mal di testa generico e occasionale (47 per cento), l’emicrania d’intensità variabile (dolore pulsante, unilaterale, accompagnato da nausea, vomito, ipersensibilità a tutti gli stimoli, preceduto da lampi di luce) che rappresenta un 10 per cento, la cefalea muscolo-tensiva (dura da 30 minuti a una settimana, di grado lieve, bilaterale, non associata ai sintomi dell’emicrania), in un 38 per cento di casi e, in un 3 per cento di casi la cefalea cronica (dura più di 15 giorni al mese).
La maggior parte delle persone affette da un disturbo intenso spesso lamenta ansia, depressione, fibriomialgie e dolori alla schiena, ed esiste forse una predisposizione.
La cefalea catameniale, cioè legata alla mestruazione, interessa più della metà delle donne che soffre abitualmente di mal di testa ed è caratteristica proprio perché è presente solo da 2 giorni prima a 2 giorni dopo l’inizio del flusso mestruale. Le crisi dolorose localizzate a un lato della testa assomigliano più all’emicrania (nausea, fastidio per la luce e per il rumore), sono spesso complicate da altri sintomi ormonali: disturbi dell’umore, dolore mestruale (dismenorrea), tensione mammaria dolorosa (mastodinia). Difficilmente curabile, il disturbo è in relazione alle fluttuazioni ormonali degli estrogeni, ormoni femminili per eccellenza. È importante abituare la ragazza adolescente a registrarne le caratteristiche e la frequenza dal suo esordio.
I fattori che determinano il disturbo, oltre alla diminuzione dei livelli di estrogeni in fase premestruale, sono legati a sistemi biologici molto complessi: il sistema oppioide (tono affettivo e secrezione di ormoni), l’asse ipotalamo-ipofisi surrene (adattamento allo stimolo stressante), il sistema adrenergico, il sistema serotoninergico, le prostaglandine (sistema di controllo del dolore), la prolattina, la melatonina (il cui deficit diminuisce la soglia del dolore), il nitrossido che ha un ruolo chiave nel dolore emicranico. La terapia della cefalea catameniale si basa su due pilastri: la terapia sintomatica, che cura l’attacco già iniziato, simile a quella della normale emicrania, e quella che tende a prevenire l’attacco.
Per la terapia sintomatica sono utilizzati i comuni analgesici, gli antinfiammatori non steroidei (Fans); il paracetamolo; gli ergot derivati (ergotamina diidroergotamina) che agiscono sul sistema serotonina, dopamina; il sumatriptan, molto efficace per rapidità d’azione; e gli antivomito comuni.
Per una terapia profilattica preventiva, recentemente si utilizza il pidolato di magnesio a partire dal 15° giorno del ciclo, fino alla successiva mestruazione. È privo di effetti collaterali, migliora la trasmissione degli impulsi elettrici, la contrazione muscolare e l’umore.

Le regole d’oro
Che fare per prevenire

– Se il disturbo è molto intenso e invalidante consultate il vostro medico.
– Evitate gli alimenti che possono scatenare la cefalea (alcol, elevate dosi di caffè, nitriti degli insaccati, tiramina presente nei formaggi stagionati, sale, glutammato di sodio).
– Introducete alimenti ricchi di magnesio (mandorle, arachidi, nocciole, pistacchi, cereali integrali, legumi, tra cui ceci e lenticchie).
– Evitate le variazioni atmosferiche (freddo e caldo eccessivi, vento) e di altitudine.
– Cercate di non dormire poco né troppo.
– Evitate i contraccettivi estroprogestinici.
– Prevenite le situazioni stressanti da un punto di vista emozionale.
– Compilate un diario degli episodi di cefalea per aiutare il medico a fare una diagnosi precisa.

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