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CON LA TESTA TRA LE NUVOLE

CON LA TESTA TRA LE NUVOLE

La capacità di concentrarsi è innata? Non proprio. E per chi avesse questo tipo di difficoltà esistono esercizi pratici che aiutano a sviluppare e ad affinare questa caratteristica non secondaria
Quante volte capita di perdere l’attenzione e divagare su altri pensieri mentre stiamo svolgendo un compito o ascoltando una persona? Oppure, interrotti da una telefonata o da una domanda inopportuna, di perdere il filo di ciò che stavamo dicendo? Bene, è assolutamente normale. La nostra mente è stata progettata per selezionare, tra le molteplicità di stimoli provenienti dall’esterno, i dati importanti da quelli non considerati tali. E guai se non fosse così!
Si stima che ciascuno di noi sia sottoposto a una media di 60 mila stimoli (visivi, auditivi, olfattivi, gustativi, tattili) al giorno. In pratica, uno ogni secondo durante tutto il periodo di veglia. Se il nostro cervello non fosse in grado di selezionare queste innumerevoli informazioni, saremmo bloccati e non riusciremmo a compiere alcun tipo di azione. Per fortuna questo non accade, poiché siamo dotati di un sistema di filtraggio che ci protegge da questo eccesso di stimoli. Tuttavia, il problema sorge quando perdiamo con troppa frequenza l’attenzione, diventando persone distratte. E la distrazione non è un aspetto positivo. Non a caso l’Inail (Istituto nazionale infortuni sul lavoro) annovera tra le causa principali degli infortuni sui luoghi di lavoro la sbadataggine, la scarsa attenzione e concentrazione su ciò che si sta facendo.
Ma la disattenzione è anche causa di tanti incidenti stradali o infortuni domestici. Che dire poi delle conseguenze negative in ambito scolastico o professionale? Eppure, nella vita come nello sport, nello studio o sul lavoro, la concentrazione è il segreto per riuscire. Decide delle vittorie o delle sconfitte.
Alcuni trucchi da adottare

«Due minuti in più». Quando avvertite che la vostra concentrazione inizia a calare, pensate di dovere rimanere concentrati solo per altri due minuti prima di completare la vostra attività. Una volta scaduti, stabilite altri due minuti in più. Quando imparerete a suddividere il tempo per svolgere un compito in frazioni più piccole, vi accorgerete che la vostra concentrazione migliora. Ricordatevi che, secondo studi fatti, il livello di concentrazione può mantenersi dai 20 ai 40 minuti, poi il cervello tende ad affaticarsi. Quindi, imparate a sfruttare al massimo questi tempi. Non studiate, per esempio, meno di 20 minuti e non smettete prima dei 40.
Trovate l’ambiente giusto. L’ambiente di studio o lavoro gioca un ruolo chiave per la capacità di concentrazione. Non sempre disponiamo del migliore dei luoghi possibili, tuttavia possiamo fare sempre qualcosa per eliminare possibili distrazioni.
Tenetevi in forma. Stanchezza e concentrazione non vanno molto d’accordo. Il segreto è sapersi mantenere in forma. Come? Migliorando la qualità del sonno, mangiando sano, facendo attività fisica, bevendo molta acqua. Il nostro cervello, infatti, ha bisogno di acqua per poter funzionare in modo ottimale e, se ne avremo la giusta cura, ci ricompenserà consentendoci una maggiore attenzione e concentrazione.
Annotazioni a portata di mano. Le interruzioni sono il peggior nemico della nostra concentrazione. Che si tratti di una richiesta urgente del vostro capo, di una nuova e-mail o dell’sms di un vostro amico, ogni volta che interrompete la vostra attività, ritrovare la giusta concentrazione richiede dai 10 ai 15 minuti. Soluzioni? Utilizzate un taccuino sul quale appuntare le seguenti annotazioni: l’attività che state svolgendo, a che punto siete arrivati, cosa dovete fare. Sembra macchinoso e noioso, ma solo tenendo traccia delle attività che stiamo svolgendo e delle interruzioni, capiremo con quanta frequenza si passi da un’attività all’altra senza concludere nulla. Inoltre, grazie agli appunti, potrete tornare velocemente al vostro lavoro, esattamente dal punto in cui lo avevate interrotto.
Prendete appunti. Se potete, durante una conversazione, prendete sempre appunti. Il segreto sta non tanto nell’annotare ogni cosa, quanto nell’individuare parole chiave che, per associazione di idee o di immagini, riportino direttamente il pensiero a un discorso più ampio.

Se vuoi leggere il dossier completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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