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Crisi Economica E Buona Alimentazione

Crisi economica e buona alimentazione

In tempo di crisi economica può essere difficile da seguire anche una dieta corretta

«Gli italiani mangiano sicuramente peggio perché, davanti a problemi di portafoglio mettono in secondo piano la qualità. I rischi sono maggiori per le persone più fragili, sia sul piano sociale che di salute, come gli anziani». Lo conferma una ricerca Censis-Coldiretti, che evidenzia come, dal 1950 a oggi, sia rivoluzionato il modo di consumare prodotti alimentari in Italia.

In merito al rapporto fra crisi economica, stile di vita e salute, il professor Lucio Lucchin, presidente dell’Associazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), afferma: «Gli italiani tendono a mangiare peggio, soprattutto per due ragioni. La prima è legata molto alla scarsa disponibilità economica per tutti quegli alimenti che rivestono un ruolo di primo piano per la salute, come frutta e verdura. Poi, c’è da considerare che, in genere, le promozioni avviate dalle grandi catene non riguardano quasi mai gli alimenti più idonei per il corpo, ma quelli, apparentemente, definiti più «sazianti». Così dagli scaffali occhieggiano salumi e formaggi a prezzi speciali, piuttosto che verdure».
Il quadro che emerge fa capire che tutto ciò rischia di avere un impatto negativo sul sistema immunitario. Tutto questo ha un impatto negativo sulla qualità dell’alimentazione in generale. «La cosa è ancora più evidente per i bambini che appartengono alle classi meno agiate: consumano una quota minore di frutta e verdura. Stesso discorso per gli anziani che, per far quadrare il bilancio, mettono nel carrello prodotti a buon mercato. Va a finire che al posto di una bella minestra di legumi, a pranzo o cena, preferiscono i wurstel acquistati in offerta», chiosa Lucchin.

Ma cosa possiamo fare per rompere questo catena di insalubrità? Basta ingegnarsi e recuperare un po’ delle nostre radici. Riappropriarsi delle ricette tradizionali significa innanzitutto riscoprire la cucina (la soddisfazione di creare con le proprie mani squisiti manicaretti) e anche contenere la spesa utilizzando i prodotti di base (meno costosi, ma senza scendere a compromessi con la nostra salute). Ecco alcune ricette:

  • Sformato di verdure cotte: Ottimo da preparare quando avanzano verdure già cucinate (ma non sfatte):
    – verdure cotte
    – fette di pane di segale in proporzione
    – una manciatina di nocciole
    – 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
    – brodo vegetale
    Preparare strati alternati di verdure e fette di pane. Versate un mestolo di brodo (la pietanza deve restare comunque densa) e spolverizzate con le nocciole tritate grossolanamente. Infornate a 190° per circa 15 minuti.
    Servite lo sformato condito con olio e se fosse troppo asciutto spruzzatelo con brodo caldo.
  • 3 in 1: Questa ricetta permette di preparare 3 piatti in breve tempo.
    – un grosso cavolfiore bio
    – 800 ml circa di brodo vegetale
    – 2 patate medie
    – 2 scalogni
    – 4 cucchiai di panna di avena
    – 8 cucchiai di fiocchi di avena
    – 250 g di ceci lessati
    – 8 olive verdi snocciolate
    – aceto di mele
    – 4 cucchiai di olio evo
    – 6 cucchiai di sesamo
    – 2 cucchiaini di maggiorana
    – sale e peperoncino
    Mondate il cavolfiore e lavatelo. Mettete le cimette in due cestelli sovrapponibili per la cottura a vapore. Versate il brodo in una pentola che possa alloggiare bene i cestelli e fatelo bollire. Unite le foglie e il torsolo tagliuzzati, le patate sbucciate, lavate e tagliate a dadini, gli scalogni pelati e affettati. Mettete i cestelli, coprite e fate sobbollire. Togliete le cimette non appena saranno al dente. A cottura ultimata frullate la zuppa, unite la panna e fatela scaldare a fuoco basso. Spegnete il fuoco, regolate di sale, unite i fiocchi e fateli gonfiare. Servite la zuppa come primo piatto, seguita da un’insalata preparata con metà delle cimette, i ceci, le olive, l’aceto, metà dell’olio, sale e peperoncino. Il giorno successivo mettete le cimette rimaste in una teglia e salatele. Mescolate il sesamo con la maggiorana e distribuitelo sul cavolfiore. Infornate a 180°C per 20 minuti, condite con l’olio rimasto e servite.
  • Focaccia all’uvetta
    – 200 g di farina integrale
    – 200 g di uvetta
    – 100 ml di latte di soia
    – 2 cucchiai colmi di pasta madre
    – 1 pezzetto di lievito di birra
    – sale
    – 3 cucchiai di olio evo
    Ammollate l’uvetta sciacquata nel latte di soia tiepido. Dopo una decina di minuti trasferitela in una ciotola e mettetela da parte. Al suo posto mettete il lievito di birra e fatelo sciogliere. Unite la farina, la pasta madre, il sale e l’olio. Aggiungete gradualmente l’acqua tiepida sufficiente per avere un composto sodo e omogeneo, che lavorerete bene sul tavolo. Raccoglietelo a palla e fatelo lievitare per 4-5 ore. Unite l’uvetta, lavorate di nuovo l’impasto e fatelo gonfiare ancora per 30 minuti. Infine stendetelo non troppo sottile in una teglia foderata con carta da forno. Cuocete a 190°C per 35-40 minuti. Servite la focaccia fredda per colazione o merenda. Volendo potete farcire con una confettura casalinga senza zucchero.

Se vuoi continuare a sapere di più su questo argomento, leggi il nostro articolo “con la crisi mangio meglio!”

Un consiglio in più: Macchine da cucina e risparmio
Un piccolo investimento in cucina porta a grandi risparmi.

  • Acquistare una macchina per il pane vuol dire portare in tavola sfornati sempre freschi, autoprodotti con farine integrali di qualità e pasta acida. Bastano 10 minuti del nostro tempo per impostare la macchina, che poi fa tutto da sé (anche impasto per la pizza e dolci a lievitazione naturale).
  • La brocca per il latte di soia è un’altra preziosa risorsa. Sono sufficienti 70-80 g di soia per ottenere 1 litro abbondante di latte al costo di circa 40 centesimi. Poi si può utilizzare una semplice ed economica yogurtiera, dove versare il latte caldo unito a qualche cucchiaio di yogurt di soia. Nel giro di poche ore lo yogurt sarà pronto; mettetene da parte un barattolino, che servirà come starter per la volta successiva. Quanti soldi (e inquinanti vasetti di plastica usa e getta) risparmierete in poco tempo!

tratto dall’articolo “Con la crisi mangio meglio” della rivista Vita&Salute edizione di Novembre 2013, di Giuliana Lomazzi

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