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Dipendenza Da Internet E Video Games

Dipendenza da internet e video games

L’ultimo recente congresso della Società italiana di psicopatologia che si è svolto a Roma ha affrontato un interessante lavoro scientifico di un gruppo di ricercatori di Palermo*. Lo studio parte da alcune nuove linee di ricerca che collocano al vertice dei fattori maggiormente responsabili della qualità del percorso di crescita, l’autostima, la ricerca di sensazioni nuove (sensation seeking) e l’impulsività.
Questi fattori sembrerebbero influenzare l’insorgenza di eventuali condotte a rischio o dipendenze, comprese quelle relative a tv e videogiochi.
I ricercatori hanno quindi somministrato alcuni test psicometrici a 1.291 soggetti delle scuole medie superiori di Palermo. I primi risultati indicano che la tendenza a un uso intensivo e non funzionale delle nuove tecnologie (internet, videogiochi e tv) abbassa i livelli di autostima, soprattutto quella legata alla capacità di esprimere emozioni e competenze; sempre per lo stesso motivo, diminuisce l’autostima legata alla vita di relazione. In più è stata riscontrata una relazione tra i livelli di impulsività, sensation seeking e ancora la tendenza a un uso problematico di internet e videogiochi.

*“Autostima, sensation seeking e impulsività nell’uso problematico delle nuove tecnologi in adolescenza.”

Autori : C. La Cascia, L. Sideli, D. Mangiapane, C. Sartorio, S. Amato, A. Bruno, C. Maniscalco, I. Ruggirello, A. Attilla, R. Valsavoia, A. Vela, M. Inguglia*, M.G. Guarnirei, E Piro**, D. La Barbera
Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Sezione di psichiatria, Università di Palermo, * Dipartimento di Salute Mentale, ASL 6 di Palermo; ** Dipartimento Materno Infantile di Palermo

Il piacere della lentezza

Da questo studio emerge quindi che bassa autostima e sensation seeking sembrano costituire fattori di rischio dovuti a un uso intensivo e problematico delle nuove tecnologie. La ricerca di sensazioni nuove diventa allora la parola chiave per individuare un problema che nasce durante l’infanzia e si sviluppa fino a determinare in età adulta, volendo essere ottimisti, alcuni malesseri legati alla difficoltà a godere del presente. Infatti le tecnologie attuali sono tarate sul concetto di velocità: strumenti che invecchiano precocemente, possibilità di navigare sempre più velocemente in rete, il tutto per passare in fretta da qualcosa a qualcos’altro. Si comprende allora come in questa dimensione della velocità, sia difficile sperimentare il piacere delle cose che hanno una loro lentezza nel presente. Non trascuriamo inoltre che in queste esperienze la selezione dei canali comunicativi privilegia vista e udito, a discapito delle relazioni tattili (le carezze della mamma rimangono l’ultimo ricordo di questo tipo?).
La caratteristica del sistema psicofisico umano richiede un’interazione plurisensoriale con l’ambiente che lo circonda per accedere al pieno godimento emotivo. Sarebbe infatti opportuno avere delle costanti relazioni con il mondo che ci circonda usando tutti i nostri sensi per raggiungere la consapevolezza della realtà fisica e quindi emotiva; soltanto partendo da questo punto ci si può astrarre utilizzando adeguatamente le risorse tecnologiche a disposizione. Ci si può anche astrarre con percorsi meditativi purché, così come per internet e videogiochi, non costituiscano sostituzioni delle relazioni umane o addirittura fughe da situazioni reali impegnative.


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