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DORMI BENE, MANGI SANO

DORMI BENE, MANGI SANO

Se riposiamo sufficientemente, siamo capaci di scegliere i cibi giusti ed essere meno tentati da dolci e grassi. E quindi a non ingrassare.
Vediamo perché il cervello è condizionato dalle ore di sonno

Ci sono due dati che, apparentemente, sembrano inconciliabili fra loro. L’Italia ha un triste primato: il numero più elevato, in Europa, di bambini obesi: abbiamo toccato quota 36 per cento. E non basta: anche il 10 per cento della popolazione adulta è obesa e il 35 per cento in sovrappeso. Il che significa che, nel paese della dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco, 20 milioni di italiani hanno problemi di peso. E ogni anno la popolazione che si avvia verso l’obesità ha una crescita dello 0,5 per cento.
Passiamo quindi al secondo dato. A leggere i numeri di una ricerca australiana, la fascia di ragazzi compresa fra 0 e 18 anni ha perso, nell’ultimo decennio, 73 minuti di sonno. Lo studio, molto approfondito, è firmato da tre ricercatrici dell’università dell’Australia del Sud, Adelaide, e ha preso in esame proprio la fascia da zero a diciotto anni.
Lisa Matricciani, coordinatrice del gruppo di studiose, ha incrociato i dati recuperati dagli archivi e relativi a oltre 300 casi. Considerando tutti gli aspetti, dai disturbi più diffusi alle ore raccomandate di sonno, fino ad arrivare al riposo effettivo consigliato.
Prendendo in esame le sottofasce d’età viene fuori che a dormire di meno sono soprattutto gli adolescenti, età che va dai 16 e i 18 anni – si pensa che ci sia lo zampino anche di internet e della televisione – che dormono 91 minuti in meno. L’indagine, a ulteriore dimostrazione della sua accuratezza, non trascura le diverse aree geografiche: scandinavi, inglesi e australiani dormono di più, mentre perdono decine di minuti fondamentali, per l’equilibrio psicofisico, europei, americani e canadesi.
Un’ulteriore considerazione, l’insonnia rovina le notti di 16 italiani su 100 e la quota si raddoppia se si considerano tutti i soggetti che ne soffrono per brevi periodi. E dopo i 50 anni, colpisce di più le donne.

La novità dell’ultima ricerca

A questo punto, potreste dire: dov’è l’inconciliabilità di questi dati? È solo apparente. La novità è che dormire in modo insufficiente fa salire l’ago della bilancia. La scienza, grazie a un gran numero di ricerche, ha dimostrato che non si possono avere più grossi dubbi sull’assunto. Il perché lo acclarano due ricerche statunitensi presentate al Congresso  Sleep 2012, svoltosi a Boston (Usa) dal 9 al 13 giugno 2012.
Gli studi portano a comprendere l’insidioso legame che intercorre fra ore di sonno perse e chili in più. In pratica, quando dormiamo poco il cervello va in tilt: non ha più la capacità di selezionare in modo equilibrato gli alimenti e spinge ad abbuffate continue di cibi grassi e calorici: hot dog, bevande zuccherate, patatine, wurstel, ecc. Risultato? Il sicuro aumento di peso.
Entrambi gli studi sono stati condotti su volontari che si sono sottoposti a risonanza magnetica funzionale, a livello cerebrale: il primo, dello Sleep and Neuroimaging Laboratory dell’università di Berkeley, ha interessato 23 adulti, uomini e donne di peso normale e in buona salute, cui è stato chiesto di dormire per una notte solo 4 ore e per un’altra ben 9 ore. Al termine di ciascuna delle due notti, è stata effettuata una risonanza magnetica funzionale (fMRI). A entrambi i gruppi coinvolti sono state, poi, mostrate immagini di cibi e ognuno dei 23 era tenuto a dichiarare quanto li desiderasse e avrebbe voluto mangiarli. L’obiettivo? Comprendere se andasse in crisi una precisa area del cervello, quando non si riposa in modo adeguato. Risultato? Quell’area esiste. «Tutto si verifica a livello del lobo frontale, un nodo fondamentale per il controllo del comportamento e per compiere scelte di una certa complessità, per esempio che cosa mettere sotto i denti», ha dichiarato Stephanie Greer, responsabile dell’indagine. E ha aggiunto. «Non sono state, di contro, appurati cambiamenti di attività nelle aree più profonde connesse con la gratificazione. Per essere più chiari, sembra proprio che la carenza di sonno riesca ad avere effetti a un livello cerebrale corticale elevato. E tutto ciò per l’incapacità di integrare segnali e conoscenze che di norma, quando siamo abbastanza riposati, ci aiutano a fare scelte alimentari sane».
Entrando più in dettaglio è emerso che con solo 4 ore di sonno i lobi frontali del cervello, quelli implicati nelle scelte sagge, rimangono inattivi, facendo preferire al soggetto cibi molto dolci oppure molto salati; dopo ben 9 ore di sonno i lobi frontali si attivano, partecipando alla scelta del soggetto su che cosa sia meglio mangiare e quindi orientano la decisione verso alimenti più salutari. «Più chiaro di così! In mancanza di sonno non siamo in grado di decidere che cosa è preferibile portare in tavola, né di giudicare se un alimento è abbastanza salutare in relazione al suo gusto. Il risultato è che dopo una notte passata a rigirarsi nel letto, ingurgitiamo cibi calorici, quasi senza rendercene conto. Infine, il poco sonno impedisce al cervello di produrre l’ormone che ci fa sentire sazi e appagati, la leptina», commenta il professor Pierluigi Rossi, noto e storico esperto in Scienza dell’Alimentazione.

La vittoria delle calorie

La seconda ricerca, condotta da scienziati della Columbia University di New York, ha fornito dati per i volontari che non avevano dormito abbastanza, per diversi giorni. E confermano l’altro studio. «In questi casi, sempre con la risonanza, si è potuto osservare che la vista di cibi grassi e calorici accendeva molto di più le zone cerebrali della gratificazione, che si attivavano invece di meno di fronte a quegli stessi cibi se si era riposato a sufficienza», ha precisato Marie-Pierre St.-Onge, responsabile dell’indagine. È il trionfo delle calorie. Il suo significato ce lo spiega il professor Giuseppe Genovesi, specialista in endocrinologia, psichiatria, immunologia, ricercatore e già presidente della Società italiana di psiconeuroimmunologia. «Vince il cibo spazzatura. Pieno di additivi di sintesi e che allontana il cibo biologico che contiene una quota di pesticidi e prodotti chimici assai inferiore a qualsiasi altro alimento. Insomma, bisogna puntare su stili di vita adeguati per assicurarci maggiore futuro e forma fisica, e facilitare l’appuntamento con il sonno. Amici del riposo sono attività fisica regolare, impegno intellettuale costante, astensione dal fumo, alimentazione equilibrata e varia, normale peso corporeo, facilitare lo stress positivo (eustress). E andare a dormire due ore dopo la cena».

tratto dall’articolo “Dormi bene, mangi sano” della rivista Vita e Salute, di Massimo Ilari

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