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Il Dottor Cibo

Il dottor cibo

Le ricerche scientifiche ormai confermano: il cibo ha un ruolo determinante nello sviluppo o nella prevenzione del cancro. Un terzo dei tumori si potrebbe evitare adottando una dieta sana. Ecco gli alimenti al top dell’efficacia

 Sono ormai dimostrate le diverse modalità con cui un cibo può prevenire o favorire la formazione di un tumore. Esiste per esempio un legame chiarissimo tra il consumo di insaccati e lo sviluppo di neoplasie gastriche e intestinali (ma probabilmente anche di altro tipo, per esempio alla vescica), a causa del contenuto di nitriti e nitrati usati per la conservazione delle carni. Il consumo di cibi contaminati da aflatossine (muffe che interessano le granaglie mal conservate) predispone al tumore epatico, quello di carni rosse al cancro intestinale e quello di alcol al tumore di gola ed esofago.
La quantità e la qualità dei cibi influisce in modo diverso sullo sviluppo dei tumori non solo perché può coinvolgere il fegato, da cui passano tutte le tossine, ma anche perché favorisce l’infiammazione organica (che può aprire le porte a qualsiasi tipo di tumore) e lo squilibrio ormonale, responsabile dei tumori femminili (ovaio, seno e utero) e maschili (prostata).
Certo, non sta tutto qui. “Tutti i tumori sono causati da specifici danni ai nostri geni, danni che però nella maggior parte dei casi derivano dall’ambiente esterno alle nostre cellule” scrive il professor Veronesi nella prefazione del libro Prevenire il cancro è possibile di E. Rosati (1). Dopo aver citato radiazioni, sostanze chimiche e virus, l’esperto prosegue così: “Una volta che nella cellula si sono prodotte tutte le mutazioni necessarie a trasformarla in cellula tumorale, la malattia – che è fondamentalmente una crescita cellulare incontrollata – per potersi scatenare deve trovare un ambiente favorevole al suo sviluppo”. Ma anche il nostro ambiente interno dipende da fattori esterni, sottolinea Veronesi: tra questi, il cibo. Torniamo dunque al nostro assunto iniziale, cioè di una dieta capace di prevenire il tumore. Se a questa associamo un corretto stile di vita (niente fumo e alcol, attività fisica regolare, un’adeguata gestione delle emozioni) saremo probabilmente in grado di prevenire un altro terzo dei tumori. Ma qui ci limiteremo a parlare di cibo.

A tavola contro i tumori
L’industrializzazione dell’alimentazione ci priva dei composti antitumorali e al contempo ci rifornisce di sostanze nocive per il nostro organismo: grassi di cattiva qualità, zuccheri raffinati, sale in eccesso ecc. Perciò sono questi i primi alimenti a dover lasciare le nostre tavole per dare spazio ad altri.
Ormai, grazie alle numerose ricerche condotte, sappiamo molto bene quali sono i cibi giusti. Ce lo conferma il WCRF, fondo mondiale per la ricerca sul cancro, con il suo fondamentale report del 2007; ce lo ripetono i principali enti che si occupano di salute e ce lo raccontano moltissimi libri dedicati alla tematica. Tra questi, spiccano quelli di D. Servan-Schreiber (2) (il ricercatore francese morto qualche anno fa dopo aver lottato per vent’anni con un tumore cerebrale per cui gli avevano dato pochi mesi di vita) e L’alimentazione antitumorale (3) dei ricercatori canadesi R. Béliveau e D. Gingras, che hanno esaminato i singoli alimenti per scoprirne il potenziale anticancerogeno. Ed ecco che cosa emerge da queste fonti.

Gli alicamenti
Gli alimenti funzionali, o alicamenti, sono cibi ricchissimi di proprietà stimolanti del benessere. E sono praticamente tutti vegetali. Ma proprio frutta e verdura sono i cibi meno apprezzati dagli italiani, che disattendono le pur scarse 5 porzioni (secondo un sondaggio svolto nel 2014 dalla Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, solo 1 italiano su 5 le raggiunge, il 44% è al di sotto), oggi portate a 9.
Eppure è proprio nelle verdure e nella frutta che si trovano dei composti fondamentali per la prevenzione dei tumori, i cosiddetti  fitochimici.

I fitochimici
Sono molecole prodotte dalle piante per difendersi da danni esterni e attacchi di parassiti: hanno quindi proprietà antinsetticide, antibatteriche, antifungine. E sono l’arma principale per il nostro benessere.
Tutte le piante sono provviste di queste preziose molecole, la cui importanza supera di molto quella delle vitamine. Tra di esse si trovano i polifenoli (di cui sono stati individuati finora oltre 4000 tipi), attivi contro la carcinogenesi. Da parte loro, gli antiossidanti (vitamina C, E, folati, carotenoidi, selenio e zinco) sono in grado di proteggere le cellule e il DNA. Nell’insieme, tali molecole prendono di mira i vari processi di evoluzione del cancro: per esempio quelle di aglio e cavoli disattivano le sostanze cancerogene; la curcumina, il resveratrolo e le catechine impediscono la crescita cellulare incontrollata e lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni.
Ci sono tanti altri fitochimici dal nome complesso (per esempio l’idrossitirosolo dell’olio extravergine), ma non vale la pena ricordarseli tutti. Meglio puntare sul colore e sull’odore dei vegetali per scegliere quelli più ricchi di questi componenti. La tinta accesa mostra la presenza degli antiossidanti; per esempio il rosso di licopene e antocianine, il giallo-arancio di carotenoidi e flavonoidi, il verde di clorofilla e carotenoidi, il blu-viola di antocianine, carotenoidi, betacarotene e resveratrolo, il bianco della quercetina. Perciò mettiamo in tavola belle insalate variopinte e contorni di varie tinte!
Gli odori possono essere più o meno gradevoli ma importanti. Il profumo degli agrumi rivela la presenza di terpeni, l’odore di aglio e cavoli di utili composti solforati.

Oltre alle verdure
In prima linea ci sono dunque gli ortaggi, seguiti dalla frutta. Ma altrettanto importanti sono i legumi, che devono comparire in ogni pasto, seppure senza esagerare. Vanno ricordati soprattutto i cereali integrali, che stimolano il sistema immunitario e non solo. “Hanno azione anti-infiammatoria” spiega Franco Berrino (già direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, e autore del recente Il cibo dell’uomo (4). E non sono gli unici, l’esperto ci ricorda altri utili antinfiammatori: “in particolare quelli che contengono grassi omega-3, come i semi di lino, la soia, le erbe selvatiche, e inoltre le cipolle, le mele, e in generale le verdure, con l’eccezione delle solanacee (pomodori, melanzane, peperoni)”.
Vale la pena poi ricordare il ruolo di spezie e aromi; oltre alla curcuma (vedi sotto) e al curry che la contiene ricordiamo lo zenzero e il peperoncino, anche questi antinfiammatori, e le tipiche erbe mediterranee: rosmarino, salvia, prezzemolo, timo, origano, maggiorana, menta, basilico…

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