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O’ SOLE NOSTRO

O’ SOLE NOSTRO

Precauzioni e benefici dei raggi solari. Una potente energia alternativa. I dubbi e i rischi del nucleare

Che cosa non si farebbe per una tintarella «mozzafiato»? C’è chi apre le «danze» già in autunno, con lampade e lettini. Ma ora è arrivata un’importante novità che smorza gli entusiasmi: un decreto interministeriale vieta le lampade abbronzanti ai minori di 18 anni, alle donne incinte e ai soggetti con patologie particolari o che si «bruciano» facilmente al sole. Si tratta di lampade abbronzanti a raggi uva e solarium.
E quelli sopra i 18? Per loro a  fare la differenza, sempre negativa, sono le cattive abitudini di esposizione al sole. Quali? Si va dalla mania della tintarella, costi quel che costi, per arrivare all’esposizione fra le 11 e le 15, le ore più deleterie per la pelle. Eppoi, c’è scarsa conoscenza sull’impiego degli schermi solari, delle creme e dei reidratanti post-doccia. Il risultato? È abituale la mancata o errata applicazione delle creme solari di cui, spesso, non si leggono neppure gli ingredienti. Quanti sanno che l’applicazione dovrebbe essere ripetuta almeno ogni due ore e dopo il bagno? Quanti sanno che la reidratazione della pelle è d’obbligo per mantenerla elastica ed evitare le spellature? Eppure, ogni estate, l’Associazione italiana di dermatologia e cosmetologia ricorda che il sole può rappresentare uno stress per l’organismo, che si difende, dando il via all’abbronzatura. E forse non tutti sanno che – preferiamo ripeterlo –  proprio per aumentare le difese nei confronti delle radiazioni – la pelle «cambia» colore sotto l’effetto di un pigmento bruno, la melanina, prodotta dai melanociti, cellule presenti nel tessuto cutaneo. In definitiva, più melanina è presente, più si diventa scuri.

Troppo superficiali
Il peccato più banale che si possa fare, quando si è alla ricerca disperata della tintarella, è quello della superficialità. Tanto per cominciare sarebbe indispensabile essere a conoscenza del proprio fototipo: le caratteristiche della pelle. Subito dopo, occhio al filtro, visto che fra i diversi prodotti solari ci sono delle enormi differenze e quelli biologici sono il top fra la gamma delle creme, perché non contengono sostanze chimiche sospettate di produrre danni al nostro organismo (sull’argomento creme bio abbiamo dedicato un ampio servizio nel numero di giugno di V&S, ndr).
Inoltre è altresì essenziale ribadire la differenziazione tra schermi fisici e filtri chimici. I fisici sono sostanze minerali (ossido di zinco, diossido di titanio). Per «schermo» s’intendono tutte quelle sostanze che alzano un’autentica barriera verso le radiazioni, soprattutto Uvb: riflettono le radiazioni nocive. Per quanto riguarda i cosiddetti chimici, invece, sono tutta una serie di sostanze che assorbono energia: consentono una copertura completa dello spettro ultravioletto – Uvb, Uva corti e Uva lunghi –  e, per le loro grandi dimensioni molecolari, si comportano come gli schermi fisici, riflettendo le radiazioni.
Come scegliere il fattore di protezione più indicato per la propria pelle? In etichetta è riportato come Spf (Sun Protection Factor): capacità di un protettore solare di bloccare la radiazione del fiammeggiante astro, in particolare quella di tipo Uvb.
In parole povere, Spf è una misura della quota di radiazione che la pelle protetta può ricevere, prima che faccia la sua spiacevole comparsa l’eritema.
L’indicazione è in relazione a fattori come la concentrazione del principio attivo, il tipo di pelle e l’intensità delle radiazioni, che cresce, in modo proporzionale, con l’altitudine sopra il livello del mare. È essenziale che un prodotto conferisca protezione sia nei confronti degli Uvb che degli Uva.
Ma attenzione, un protettore solare non è costituito solo dai suoi principi attivi, ma anche dai cosiddetti eccipienti, dai quali dipendono la diffusione e la permanenza del prodotto sulla pelle, nonché la sua resistenza all’acqua e alla sudorazione.

I più resistenti
Un’ulteriore considerazione. La resistenza delle creme all’acqua, e di riflesso al sudore,  è un fattore da non trascurare.
Anche in questo caso bisogna osservare bene le diciture che compaiono sui prodotti.
Water resistant: l’efficacia della protezione è superiore al 50 per cento anche dopo 2 immersioni in acqua di 20 minuti ognuna.
Very water resistant: l’efficacia della protezione è superiore al 50 per cento dopo 4 immersioni in acqua di 20 minuti ognuna.
Come ricorda il professor Mario Cristofolini, grande dermatologo di Trento, primario della Clinica Dermatologica dell’Ospedale di Trento fino a che l’età lo ha mandato in pensione, attualmente responsabile del Centro Studi e Ricerche delle Terme di Comano: «Se preso nel modo giusto e alle giuste dosi, come qualsiasi farmaco, il sole apporta effetti benefici». E infatti l’equilibrata esposizione al sole è una vera e propria strategia di cura.

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