skip to Main Content
EFFETTO PILLOLA

EFFETTO PILLOLA

In Italia circola da 40 anni. Una recente revisione degli studi su questo metodo anticoncezionale mette in luce tutti i rischi. Quali donne ne corrono di più. E i possibili benefici

Ha da poco compiuto 50 anni l’introduzione della pillola contraccettiva in Usa e in Europa (in Italia 40 anni) e attualmente più di 100 milioni di donne nel mondo, circa il 10 per cento della popolazione femminile in età fertile, la utilizzano. Le percentuali di donne che fanno uso di contraccezione ormonale sono molto variabili nei vari paesi. Ecco alcuni esempi: il 70 per cento delle nordamericane e canadesi, 58 per cento delle portoghesi, 41 per cento delle francesi e 17 per cento delle spagnole.
In Italia sono il 14,2 per cento, quart’ultimo posto nell’Unione europea, con importanti differenze regionali: la Sardegna è al primo posto (30,3 per cento) e la Campania all’ultimo (7,2 per cento). Interessante scoprire che il nostro paese è al diciottesimo posto come tasso di fecondità nella Ue, quindi un basso tasso di utilizzo della contraccezione ormonale non garantisce una maggiore crescita demografica, come è dimostrato dall’esempio italiano della Valle d’Aosta, regione in cui l’utilizzo della pillola è al 23 per cento e il cui tasso di fecondità è 1,57 ( secondo solo al Trentino Alto- Adige ).
È quindi evidente che la gestione consapevole della fertilità non modifica la scelta di procreare, bensì rappresenta un valido aiuto alla pianificazione familiare associata a un sereno vissuto della sessualità.
Poco si sa sul lungo termine

Ciò che più preoccupa è la mancanza di formazione e informazione sugli effetti a medio e lungo termine dei contraccettivi estro-progestinici. La letteratura scientifica in proposito è vasta, ma frammentata e con evidenze spesso contrastanti. Ci ha pensato lo Iarc , International Agency for Research on Cancer, che ha pubblicato una corposa raccolta di studi scientifici su vasta scala dal 1999 (epoca in cui i dosaggi degli estrogeni erano già stati ridotti di circa un terzo rispetto alle prime pillole e i progestinici erano di seconda generazione ) al 20071.
Il Working Group che ha redatto questa monografia conclude chiaramente che la contraccezione ormonale è carcinogenica per la mammella (il tumore più rappresentato nelle donne), ma quasi esclusivamente nelle donne a cui viene diagnosticato il cancro mammario in età inferiore o lievemente superiore  ai 40 anni e che hanno iniziato l’assunzione degli ormoni in età precoce, cioè prima di 20 anni di età e nelle donne portatrici di mutazioni geniche Brca 1 e Brca 2.
Purtroppo, la penuria di laboratori che svolgano queste analisi genetiche, associato al loro alto costo, non hanno permesso l’introduzione della ricerca delle suddette mutazioni nella routine delle analisi prima della prescrizione della pillola. Questo è invece un dato altamente predittivo della probabilità, ereditata, di sviluppare un tumore mammario. Si stima, infatti, che circa il 14 per cento dei tumori mammari siano correlati con la mutazione dei due geni oncosopressori Brca1 e Brca2, e la possibilità di ereditarla da entrambi i genitori è del 50 per cento (fig 2).
Che cosa verificare

In attesa della diffusione di massa di queste preziose analisi, possiamo e dobbiamo svolgere un’accurata analisi familiare, non solo nella linea materna, ma anche in quella paterna: una donna che riferisca la presenza di parenti che hanno sviluppato tumore mammario in età pre-menopausale è probabilmente un soggetto a maggior rischio di svilupparlo a sua volta in età precoce, se viene esposta a fattori promuoventi quali gli ormoni estro-progestinici.
Per contro, la contraccezione ormonale ha mostrato un effetto protettivo sul cancro dell’endometrio, dell’ovaio e del colon-retto e di non influire sull’incidenza di altri tipi di tumore maligno, melanoma compreso (vedi box «In sintesi»).
Questi dati, seppure non completamente accettati dalla comunità scientifica che opera nel campo della pianificazione familiare, ci inducono a una forte revisione critica della gestione clinica della contraccezione ormonale.
Il più esposto è l’apparato vascolare

In realtà, il rischio principale per la salute delle donne che assumono la pillola riguarda l’apparato vascolare, sia nel suo distretto venoso che arterioso e su questo dato il consenso è unanime.
Il rischio di sviluppare tromboflebiti o disfunzioni dell’endotelio arterioso, condizione patologica che promuove la formazione della placca ateroscelrotica, aumenta:

  • Con l’incremento del dosaggio di estrogeno (ma ormai i contraccettivi orali contengono quantità di etinil-estradiolo tra i 20 e i 30 mcg, considerate molto sicure).
  • Con i progestinici di ultima generazione. Il primo progestinico utilizzato, il levonorgestrel, è considerato più sicuro rispetto a quelli di ultima generazione. Se, per esempio, vengono utilizzate pillole contenenti dospirenone (un progestinico che riduce la ritenzione idrica e, perciò molto amato dalle ragazze), è consigliabile monitorare la funzione coagulativa con maggiore attenzione e sospendere l’assunzione almeno ogni 18-24 mesi.
  • Con l’aumentare dell’età della donna.
  • Se la donna è fumatrice, diabetica, obesa.
  • Se la donna è portatrice di polimorfismo genetico (ovvero una variante genetica silente) che promuove l’aumento di coagulazione del sangue. Per questo tra le analisi da effettuare prima dell’uso della pillola e poi ogni anno, sono indispensabili quelle per l’omocisteina.
  • Se la donna mostra valori di colesterolo e di trigliceridi superiori alla norma. Anche se l’età media delle utilizzatrici di pillola è piuttosto bassa, non trascuriamo la familiarità delle dislipidemie.

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi