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L’energia è Servita

L’energia è servita

Sentirsi in forma con il cibo. Quali alimenti e combinazioni scegliere. I benefici psicofisici. I menù energetici da sperimentare

Fin dall’Ottocento, consideriamo il cibo sotto forma di calorie (o di joule). Ogni caloria corrisponde al quantitativo di energia necessario perché 1 g di acqua aumenti di 1° C. Questo sistema è oggi discusso perché troppo semplicistico. «Il cibo come lo conosciamo oggi non è più semplicemente una fonte di calorie e di macro e micronutrienti, ma qualcosa di più complesso che una volta ingerito interagisce con l’organismo liberando, o paradossalmente “togliendo”, energia», spiega Monica Bossi, medico di medicina interna e medicina biointegrata, nutrizionista di Trieste.

«Più che fonte calorica infatti il cibo diventa vera e propria molecola con funzione similormonale (come la serotonina, famoso ormone della felicità’ o neurotrasmettitoriali (come l’acido folico, contenuto in alcuni alimenti e ortaggi, fondamentale per la salute del cervello, per la funzione cognitiva e per il buon umore), che influenzano il benessere psichico, oltre che quello fisico. Il cibo può essere energia pura, cioè salute, o veleno, e aprire le porte alle malattie sia per la carenza di sostanze essenziali per il mantenimento della salute, ormai mancanti in molti alimenti che assumiamo quotidianamente, sia perché questi stessi sono forieri di sostanze “inutili” o addirittura pericolose per la salute, con meccanismi più o meno complessi. Il cibo diventa cioè un’arma a disposizione di tutti per stare bene, un possibile rimedio preventivo e terapeutico».

Cibo vivo e cibo morto
Per quanto vecchio, se un seme è integro ci sono buone probabilità che una volta piantato si sviluppi perché ha l’energia per una nuova vita. Ma privato della parte esterna o schiacciato non produrrà nulla, è morto.

È lo stesso con i cibi industriali che hanno subito lavorazioni spinte, come gli oli ricavati con i solventi, le margarine, il latte Uht, lo zucchero bianco e derivati – tutti privati di vitamine, minerali e antiossidanti e capaci (è il caso dello zucchero bianco) di sottrarli all’organismo. Stesso discorso per certi additivi presenti in piatti pronti e per il junk food, che con il suo sovraccarico di grassi cattivi e calorie favorisce l’appesantimento e il calo energetico. Il cibo spazzatura impoverisce poi la flora intestinale: le feci ristagnano, con il tempo l’organismo si infiamma e si indebolisce.

Anche le nostre modalità di cottura sono in gioco. Sottoposti a lunghe cotture o a bollitura, gli ortaggi perdono:

  • enzimi digestivi;
  • vitamine come la C (che aiuta a ripulire il fegato dalle tossine, togliendo stanchezza),
  • la E, che aumenta vigore e resistenza, o i folati, che favoriscono il benessere mentale e la produzione di globuli rossi (cui si deve il trasporto dell’ossigeno a cellule e tessuti);
  • il ferro, che favorisce anch’esso il trasporto dell’ossigeno, senza cui saremmo deboli,
  • il selenio, che protegge le cellule dai radicali liberi,
  • il magnesio, che tra l’altro riduce la resistenza insulinica nei sofferenti di sindrome metabolica.

Il più comune cibo morto sono pane di farine raffinate, riso brillato, fette biscottate, fiocchi di cereali: insomma i carboidrati, che dovrebbero essere la nostra principale fonte di energia.

Questioni glicemiche
La carica energetica dei cereali raffinati è effimera: al brusco innalzamento della glicemia segue un rapido calo. Subentra allora un senso di spossatezza cui l’organismo reagisce più o meno acutamente con fame, tremori, pallore, palpitazioni. I cereali integrali, invece, grazie alle fibre garantiscono un’energia più duratura. Ma molto dipende dalla combinazione. «Le associazioni sono fondamentali. Non importa tanto il tipo di cibo quanto il potere che ha associato nel pasto: da qui il potere di quel pasto di essere più o meno digeribile, di mantenere costante o meno la glicemia, di influire sul metabolismo, di incrementare ormoni di un tipo o di un altro, non ultimo di avere riflessi sull’energia immediata e a lungo termine», spiega la nutrizionista. “Premesso che bisognerebbe variare il tipo di cereali assunti scegliendo la forma integrale, o scegliere cereali meno noti a noi occidentali quali la quinoa, il khorasan (kamut), il saraceno, l’amaranto, se devo mangiare una pasta bianca è bene combinarla in modo da assorbire i contraccolpi di un veloce rialzo glicemico, che in breve tempo riporterebbe la fame».

Attenti all’acidità
I cereali raffinati spostano l’equilibrio organico verso l’acidità; altrettanto fanno proteine animali, zucchero bianco, oli raffinati, dolcificanti artificiali. Tra i primi segnali di acidità organica c’è la stanchezza eccessiva, il calo delle energie. Eliminati gli alimenti indicati, occorre abbondare con le verdure, che sono basiche. Particolarmente indicate sono quelle a foglia verde scuro per la presenza di clorofilla, che è alcalinizzante, facilita il trasporto dell’ossigeno verso cellule e tessuti, stimola la disintossicazione del fegato.
I cereali integrali e i legumi (tranne i fagioli) sono anch’essi piuttosto acidificanti, ma dato il  valore nutrizionale non vanno esclusi ma associati con gli ortaggi, che ne riequilibrano l’effetto.
Per prevenire e ridurre l’acidità sono utili anche le passeggiate nei boschi e nei luoghi ricchi di ossigeno.

Stimolanti spompanti
E’ effimera l’energia promessa da stimolanti come il caffè. Sorseggiarlo ridà la carica e attenua la stanchezza psicofisica, ma se la dieta non è energetica non bastano 1-2 tazzine per rimediare; si rischia un accumulo di caffeina (e di stanchezza, perché questa non se ne va!) e un sonno turbato.
Gli stimolanti agiscono sulle ghiandole surrenali causando una forte produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo, se in eccesso, indebolisce cellule, muscoli e tessuti, stimola infiammazioni, rende la mente confusa, peggiora la qualità del sonno, facilita l’accumulo di grasso (anche perché aumenta l’appetito e la voglia di zuccheri raffinati).
Da ciò si intuisce come anche l’adeguata gestione dello stress sia determinante per mantenere l’energia.

tratto dall’articolo “L’energia è servita” della rivista Vita&Salute edizione di Aprile 2015, di Giuliana Lomazzi

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