skip to Main Content
FARMACI DI TROPPO

FARMACI DI TROPPO

Le cure inutili. Gli interessi economici. Le soluzioni naturali per evitare gli enormi sprechi della spesa sanitaria

Ogni giorno, In Italia, ci sono milioni di persone che prendono almeno uno fra le migliaia di medicinali in commercio. Così i cassetti delle case traboccano di tubetti e confezioni di farmaci. C’è chi lo fa quando si presenta il più innocuo dei sintomi e chi invece cerca di rispondere a patologie più serie. Certo il risultato è sempre lo stesso: «pillola tira pillola». Prendiamo il caso dei 6 milioni di italiani che soffrono di cefalea cronica. «Questi pazienti manderebbero giù di tutto, pur di veder scomparire quel peso che gli incombe costantemente sulla testa e pur di condurre una vita normale. In realtà, si trasformano in forzati della pillola, spesso autoprescritta, e non si rendono conto che l’accumulo di questa classe di farmaci produce il mal di testa. Spesso, poi, per l’eccesso di pasticche, necessitano di un ricovero ospedaliero per disintossicarsi e il 25 per cento va incontro a ricadute. La soluzione? Per stoppare quello che possiamo definire un iperconsumo dissennato occorre responsabilizzare il paziente e informare al top la classe medica, per fare una corretta diagnosi e terapia, e non trascurare altri tipi di intervento. L’imperativo è di attuare anche stili di vita più naturali», afferma con forza Giuseppe Genovesi, immunologo, endocrinologo, psichiatra e professore di biologia all’università La Sapienza di Roma.
Il rischio del fai da te

È chiaro che una maggiore informazione al medico di base, agli specialisti e al paziente eviterebbe anche un altro pericolo che porta all’abuso di farmaci. Gli esperti del Ministero della salute puntano il dito contro le cure fai da te. Un modo di fare che porta le persone a passare, con naturalezza, da un farmaco all’altro. Ma come ci arrivano? Semplice, bastano i consigli del vicino di casa, di un amico o del collega di lavoro che magnifica gli effetti mirabolanti dei farmaci che sta assumendo. Stesso discorso per chi dà credito a trattamenti alternativi, non prescritti, che quasi sempre rendono il quadro ancora più fosco. Il risultato è quasi sempre deleterio: ci si rimpinza di farmaci inadatti, non si guarisce, le patologie corrono il rischio di intensificarsi e possono presentarsi tutta una serie di effetti collaterali dovuti all’assunzione della pillola sbagliata. «È straordinario, peraltro, che i più sicuri assertori di questa linea siano proprio i giovani nel fiore dell’età. Facciamo qualche esempio. Il 20 per cento degli italiani che assumono farmaci lo fa di propria iniziativa, ma senza passare attraverso il medico. E la percentuale appena citata balza oltre il 40 per cento nella classe di età di 25-34 anni. È evidente, però, che più si va avanti negli anni più si consumano farmaci. Ciò che sembra incredibile, a prima vista, è che l’indirizzo ultrapreventivo della medicina, secondo il quale si accede fiduciosi a farmaci e controlli, “baipassando” tranquillamente il medico di base e lo specialista, ha fatto breccia proprio in quella quota della popolazione che per avere davanti a sé la vita intera, manda giù tutti i prodotti messi a disposizione per raggiungere lo scopo», dichiara Roberto Volpi (è stato responsabile dell’Ufficio di statistica dell’ospedale provinciale di Pontedera, del Gruppo di lavoro delle statistiche sociosanitarie della regione Toscana e membro dell’Osservatorio epidemiologico della stessa regione) nel suo bellissimo libro L’amara Medicina, (Mondadori, pp. 200, € 17,00).
E poi è ormai operativa in Italia la vendita di farmaci on line. Ce ne parla Elio Rossi, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia, ospedale Campo Marte di Lucca. «I medicinali da banco, senza ricetta, e i prodotti erboristici o omeopatici acquistati on line, privi sempre di prescrizione, sono un pericolo. Perché? Arrivano a casa farmaci falsificati, contengono il principio attivo in dosi molto basse, ciascuno si prescrive le cure da sé e senza competenza, scegliendo in base alla pubblicità. In più hanno effetti collaterali negativi se presi insieme ad altri farmaci essenziali: possono potenziare o diminuire l’azione del farmaco che serve».
Cifre raddoppiate

Ma come va il consumo di farmaci in Italia? La fotografia è impietosa e arriva dal rapporto Osmed (Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali), stilato annualmente grazie al lavoro dell’Agenzia italiana per il farmaco e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e che tende a mettere sotto controllo la spesa farmaceutica nel nostro paese. Che cosa viene fuori? Che negli ultimi 10 anni l’impiego dei farmaci è praticamente raddoppiato. Se si guarda al 2009, sono state ricettate 926 dosi al giorno per ogni 1.000 abitanti. Il totale? 30 scatole al dì. Gli aumenti sono dell’ordine di un più 7,9 per cento i gastrointestinali, più 4,2 per cento i farmaci per il sistema nervoso centrale, 3,3 per cento in più gli ematologici. Su tutti si registra l’iperconsumo di antidepressivi. Così la spesa farmaceutica ha toccato i 25 miliardi di euro, di questi il 75 per cento sono stati a carico del Servizio sanitario nazionale: per ogni cittadino italiano la spesa è ammontata a 420 euro.
Sentiamo cosa ha dichiarato, in merito, Roberto Raschetti, direttore dell’Osservatorio sull’impiego dei farmaci dell’Iss. Che aggiunge: «A crescere sono i farmaci che sono impiegati per contrastare le patologie croniche. La crescita non stupisce perché è strettamente connessa sia all’invecchiamento della popolazione sia alle abitudini come quelle socioculturali. È chiaro che nell’iperconsumo di farmaci bisogna includere anche gli stili di vita e le condizioni psicologiche di chi quotidianamente deve fare i conti con la crisi economica e con lavori precari. Il dato positivo? La crescita nei consumi dei farmaci generici-equivalenti per i quali è scaduto il brevetto. Si tratta dei «no brand» che hanno gli stessi effetti dei loro parenti di marca, ma che avendo un costo medio inferiore che va dal 20 al 40 per cento potrebbero far risparmiare alle casse del Sistema sanitario nazionale 1 miliardo di euro l’anno».

 

Se vuoi approfondire questo tema
invia una mail: info@vitaesalute.net

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi