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GIOELE DIX: IO E I SALUTISTI

GIOELE DIX: IO E I SALUTISTI

Gioele Dix è il popolare attore comico, protagonista del programma Zelig. Ma anche scrittore e autore di testi di teatro impegnato. Recentemente ha preso di mira alcuni atteggiamenti estremisti dei cultori della salute. Abbiamo voluto saperne di più. Trovando molte sorprese…

Proviamo a percorrere una tua giornata tipo. Colazione: mica prenderai solo il caffè?
«Scherzi! Ho una passione per il caffelatte, con la tazzona, i biscotti e la loro scatola in bella evidenza. È un rito che mi porto dietro fin da ragazzo. Se non comincio così la giornata è come se mancasse una parte di me… A tal punto che se salto la colazione, la faccio direttamente a pranzo!».
Niente eccessi?
«Tranne quando sono in albergo, dove mi do alla pazza gioia. Però in realtà sto abbastanza attento: non mi faccio mancare le spremute d’arancia. Il burro, quello no… Amo invece molto i cornflakes».
Attento però ai troppi zuccheri…
«Già, gli zuccheri… Piuttosto, ho da risolvere una questione con le uova».
In che senso?
«Sulle uova ho un aneddoto. Da ragazzo ho fatto vari lavori. Diciamo che lavoravo poco e guadagnavo niente. Per un paio d’anni sono stato panettiere in un panificio industriale, dove mangiavo il pane appena sfornato – che fa malissimo  – e una volta mi portai un uovo sodo da mangiarmi con il pane caldo, una libidine totale! Un mio collega più vecchio mi vede, e con tono grave mi dice: “Stai attento con le uova, mi hanno proibito di mangiarle. Stai attento a non mangiarne tante!”. Sì, però lui ne mangiava 20-25 al giorno…  Va beh, noi vorremmo mangiare molto di più di quello che ci serve. Negli anni ho allora imparato a mangiare meno, stando attento alle quantità. Magari anche delle uova».
A proposito di latte, sai che c’è anche il «latte» vegetale?
«E perché mai?».
Per evitare di eccedere con quello di mucca: oggi trovi quello di riso, avena, soia…».
«La soia la considero solo al suo stato naturale, come fagiolo».
E non fai male. Comunque, stavo finendo l’elenco: c’è anche il «latte di farro».
«Di farro?!».
Sì, quello che citi nel tuo monologo sui salutisti. Non ci sono solo i biscotti.
«Andrò a documentarmi meglio».
E a pranzo, hai i tuoi sfizi e i tuoi rigori?
«Il condimento deve essere molto leggero, a me piace la pasta e la mangio spesso con un po’ d’olio e un po’ di ricotta. Il grana me lo hanno sconsigliato. Mangio anche in bianco, ma non mi fa tristezza».
Le verdure che posto hanno sulla tua tavola?
«Mi fai felice con zucchine e fagiolini. Mangio colorato e spesso crudo, dando via libera a finocchi e carote. E so che devo masticare a lungo».
Ma alla fine sembri quasi un vero salutista!
A cena, immagino però fai l’abbuffata finale.
«Quando lavoro, ho spettacoli e serate, non posso mangiare prima di recitare; sto quindi quasi a digiuno. A tarda sera devo dire che ho dato un taglio alle mangiate di pizza, che era l’ideale per scavarsi la fossa. E allora mangio leggero: verdura cruda o cotta…».
Carne?
«Non sono un grandissimo carnivoro. Mi piace il pesce, che mi sembra la migliore soluzione alternativa, e un po’ di carne bianca. In ogni caso la mia tendenza è sempre quella di mangiare poco, e con questo mi salvo».
Comunque non il panino con la salamella…
«No, anche perché non ho mai mangiato salumi».
Pratichi qualche sport?
«Ho giocato fino a pochi anni fa a tennis, ho fatto corsa, ma poi ho avuto problemi ai legamenti del ginocchio e ho dovuto interrompere. Da ragazzino ho fatto molto nuoto, anche se avevo un allenatore che alla fine me l’ha fatto odiare; ma oggi sono tornato a nuotare. Non sono però uno che fa uso delle macchine da palestra, non mi hanno mai entusiasmato…».
Uno dei tuoi personaggi tipici è l’automobilista, diciamo, «arrabbiato». Tu come gestisci il tuo stress?
«Per il mestiere che faccio mi sono abituato a una condizione di normale instabilità. Non ho mai fatto una vita regolare. Alla fine però credo di non avere un profilo da stressato. In altre parole, ci faccio attenzione. Mi creo delle valvole di sfogo. Per esempio, il nuoto mi fa molto bene. Mi piacerebbe dormire più di quanto faccio ora, quando lo faccio mi rilasso molto… E poi, mi fa sentire meglio leggere, scrivere, camminare, andare al mare: qui ho la fortuna di avere un piccolo rifugio per respirare aria migliore. E poi fare l’amore aiuta molto… Quando posso».
Capisco… Anni fa hai scritto un libro sulla Bibbia (La Bibbia ha (quasi) sempre ragione, ndr). La spiritualità che posto ha nella tua vita?
«Peccato ridurre questo tema in poche battute. Oggi sono sempre più interessato ai valori spirituali. Dal punto di vista narrativo trovo la Bibbia un testo folgorante. Ha la capacità di raccontare storie e personaggi che rimandano sempre ad altri significati. E questo è un bell’esercizio intellettuale che farebbe bene a chiunque. Per me che sono convinto di vivere dentro un “grande disegno”, magari che capisco solo fino a un certo punto, conta molto quello che vivi al di qua, su questa terra, prima di preoccuparmi dell’al di là. Questo atteggiamento deriva dal mio stretto legame con la tradizione ebraica. Nel mio libro ho provato a declinare in chiave ironica, ma senza essere irriverente, alcuni contenuti biblici con lo scopo di mettere in luce la parte umana di questa parola. Sono convinto che la Bibbia sia un libro molto vivo: mentre la leggo, io ne sono cambiato.
Tornando al tema del mangiare, considero la Bibbia come una cosa sporca di sugo, che ha addosso la vita. Un libro che fa parte della mia quotidianità, da poter essere letto anche in cucina, senza viverlo come un oggetto “altro”.
E in questo percorso spirituale sono sempre stato vicino a persone che erano attratte dalla fede non per farne una bandiera da sventolare, ma come elemento portante della loro quotidianità».


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