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GLI ECCESSI DELL’ACQUA

Di sicuro dobbiamo berne ogni giorno. E in estate poi, aumenta il suo fabbisogno. Ma tra gli esperti c’è chi mette sull’avviso da facili certezze sui pro e contro della regina delle bevande

Uffa che caldo! E una gran sete, da spegnere a tutti i costi. Che fare? I nutrizionisti ci dicono che meglio sarebbe placare la voglia di liquidi con l’acqua, il liquido di certo più naturale e fisiologico in tutte le stagioni.
«Si tratta di un elemento insostituibile per l’organismo perché la quota di acqua normalmente prodotta (acqua metabolica) non riesce a coprire i fabbisogni quotidiani. Il corpo, infatti, è composto in gran parte di acqua (circa il 75 per cento nel neonato e il 60 per cento nell’adulto) e la sua perdita eccessiva scatena non pochi disturbi capaci di incedere addirittura sulla salute. E badate non solo sotto il solleone o quando si fa sport, l’acqua è indispensabile dall’autunno all’estate», sottolinea il professor Pier Luigi Rossi, noto e storico esperto in scienza dell’alimentazione e docente di nutrizione clinica all’università di Bologna.
Ma quanta berne? «In condizioni di normalità, e di temperature non elevate, un adulto ne dovrebbe consumare circa 2 litri il giorno e se sudiamo molto ne occorre anche di più. In estate, poi, l’organismo si trasforma in pompiere e con l’acqua tenta di spegnere il calore che lo assedia. La parola d’ordine? Bere a volontà, secondo le esigenze, per reintegrare i preziosi sali minerali dispersi appunto con il sudore. C’è anche da dire che consumando giornalmente 5 razioni di frutta e verdura  introduciamo anche l’acqua fisiologica degli alimenti e che non c’è una quota d’acqua standard per tutti, visto che occorre tener conto della stagione e delle caratteristiche individuali», puntualizza il  professor Lucio Lucchin, primario, servizio di dietetica e nutrizione clinica, ospedale di Bolzano.

A tutti i costi…
Dunque, sia il professor Rossi che il professor Lucchin stigmatizzano gli asserti pseudoscientifici secondo i quali più acqua s’ingurgita, più ci si depura, più si smaltiscono i liquidi in eccesso, più s’idrata la pelle e di riflesso è chiaro che non invitino a bere a ogni costo. Anzi, raccomandano sempre di rivolgersi a uno specialista, capace di coniugare stato del paziente e dunque necessità idriche personali. Anche perché i martellanti spot pubblicitari, soprattutto quando arriva il caldo, che rimbalzano da tv, media e cartelloni pubblicitari le sparano «grosse» e invitano a rimpinzarsi d’acqua. Chi non lo fa si sente in colpa, come se avesse trasgredito un comandamento di vita. In realtà cercare di bere ogni giorno, senza se e senza ma, quasi due bottiglie d’acqua fa bene soprattutto ai produttori di minerale. Alla nostra salute non sempre, al nostro portafoglio mai.
Ma anche, siamo sicuro che dobbiamo bere a ogni costo, anche quando non ne abbiamo voglia? Che sia giusto, ogni mattina, costringere i bambini a mandare giù almeno un bicchiere d’acqua? Che dobbiamo acquistare acqua minerale povera di sodio se non vogliamo riempirci di cellulite o di lardo tremolante?
Su queste domande vale la pena leggere cosa afferma l’Agenzia europea per la sicurezza (Efsa): «Un sufficiente apporto di acqua è di vitale importanza per quasi tutte le funzioni dell’organismo e in particolare per regolare la temperatura corporea. Una perdita del 10 per cento dell’acqua corporea può essere fatale. Il fabbisogno di acqua può variare: più è intensa l’attività fisica e più la temperatura ambientale è elevata, maggiore sarà la richiesta di acqua. L’Efsa ha fissato un adeguato apporto di acqua, basandosi su una moderata attività fisica e temperature ambientali medie, pari a 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri al dì per gli uomini. Questo dato comprende l’acqua assunta sia con le bevande sia con gli alimenti».

Quantità non sempre motivate
C’è chi non è del tutto d’accordo. La nutrizionista canadese Susan Barr, docente presso l’università della British Columbia, afferma che la corsa agli otto bicchieri d’acqua non sempre è motivata, visto che le persone sane assumono una quota adeguata d’acqua  sia attraverso i cibi sia attraverso le bevande come tè verde, succhi di frutta, minestroni, frutta e verdure in genere. Valutazioni confermate dall’American College of Nutrition: «La maggior parte dell’acqua di cui abbiamo bisogno è contenuta nei cibi come frutta e verdura. Quindi, le persone senza particolari problemi di salute e che seguono una corretta dieta mediterranea, è bene che non si sentano sul banco degli imputati se non idratano il corpo con meno dei 2 fatidici litri».
E non è tutto. Consultando la letteratura medica e prendendo in esame i risultati delle ricerche più serie condotte sull’argomento, si scopre che gli studi più accreditati bocciano, soprattutto, i falsi miti che circolano su acqua, bellezza e salute. Dunque, la sete è in rapporto con la persona, il tipo di attività e la stagione.
C’era per esempio un grande giocatore brasiliano, Josè Altafini, centravanti di Milan, Napoli e Juventus, che si vantava di bere ben poco, quasi mai. Heinz Valtin, fisiologo americano della Dartmouth Medical School (New Hampshire), ha dimostrato in un famoso studio che la tesi degli 8 bicchieri o 2 litri al giorno, a tutti i costi, manca completamente di prove scientifiche a sostegno. «Insomma, è il buon senso che deve prevalere e occorre bere quando se ne sente la necessità e tenendo conto della stagione. È chiaro che in estate si avrà più bisogno di liquidi», precisa il professor Leopoldo Silvestroni, ricercatore all’università La Sapienza di Roma.
Il dilemma a questo punto è che acqua bere: minerale o del rubinetto di casa? Beh, un fatto è certo: l’acqua del rubinetto è gratis e sicura. Lo attesta un’inchiesta condotta dall’associazione consumatori Altroconsumo (www.altroconsumo.it). L’acqua dell’acquedotto, chiamata anche «l’acqua del sindaco», è di buona qualità al pari di quella in bottiglia e lo si è constatato dopo aver messo a confronto 40 tra le minerali più vendute in Italia con l’acqua di otto fonti pubbliche di grandi città italiane come: Milano, Roma, Napoli, Cagliari, ecc. È ottima quando è garantita non solo dalla società erogatrice, ma anche dall’Asl o Arpa competente perché alcune città non si sono adeguate in tutto ai parametri di assenza di alcuni metalli pesanti, come stabilisce l’Europa, e allora hanno chiesto delle deroghe. Tanti raccomandano, poi, in un’acqua, minerale o dell’acquedotto che sia, la povertà di sodio. In realtà, ciò conta ben poco visto che secondo la moderna scienza dell’alimentazione ridurre il consumo di cloruro di sodio è d’obbligo se si è ipertesi e se si tende a eccedere nella cucina a «tutto sale». Di contro, sarebbe più giusto limitare l’impiego di sale da cucina e ridurre il consumo di cibi salati (per esempio i salumi ). Qualcuno punta il dito anche contro l’acqua minerale con le bollicine. «In effetti, l’acqua gassata, addizionata di anidride carbonica, fa male solo a chi soffre di disturbi gastrici e intestinali e solo quando le bollicine sono troppe», ricordano gli esperti dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran).

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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