skip to Main Content
Il Caffè Alla Sbarra

Il caffè alla sbarra

Accade ogni mattina, a milioni di italiani: suona la sveglia, giù dal letto in gran fretta, una doccia, i vestiti e poi di corsa si trangugia l’inevitabile tazzina di caffè, per giunta a digiuno, e poi in fretta si va al lavoro.

La moderna scienza dell’alimentazione sostiene che, al di là delle controindicazioni della nera bevanda – ma qui ci sono due scuole di pensiero – mandarla giù a digiuno fa male allo stomaco. «Il caffè è una bevanda che stimola l’ipersecrezione gastrica di acido cloridrico, fastidiosa e dannosa per le pareti gastriche, soprattutto a digiuno. Insomma, non è una sana scelta assumere caffè a stomaco vuoto». fa presente Pier Luigi Rossi, noto e storico esperto in scienza dell’alimentazione, docente di nutrizione clinica all’università di Bologna.

Un gesto abituale a ogni latitudine, però.
Perché il caffè è la bevanda più diffusa del pianeta, dopo l’acqua e il tè (anche qui possiamo trovare caffeina). Un dato lo dimostra. Ogni giorno, nel mondo, se ne consumano quasi 1,6 miliardi di tazzine. Le miscele in commercio sono due: l’Arabica e la Robusta. L’Arabica è la specie più diffusa: il suo caffè è più aromatico: ha oli in maggiore quantità e più fini; è più dolce perché ha più zuccheri e meno amaro per il minor contenuto di caffeina. La Robusta è la specie più resistente: dà un caffè più corposo, meno delicato e più astringente. Chi sono i principali consumatori? Tutti risponderebbero senza esitazioni: «Gli italiani». Invece no, il primato spetta ai finlandesi che ne assumono 12 kg pro capite l’anno, mentre noi ci attestiamo sui 5,8 Kg. E non è l’unico dato.

Alcune ricerche

Lo sapevate che la nera bevanda è quella che nella storia ha collezionato più record in fatto di ricerche scientifiche, anatemi, aneddoti?

  • L’équipe di ricercatori diretta da Masato Tsutsui, cardiologo ed esperto di farmacologia dell’University of the Ryukyus di Okinawa (Giappone), hanno proceduto a somministrare ad un gruppo campione di 27 ragazzi, di età compresa tra i 20 e i 30 anni (nessuno di loro era un consumatore abituale di caffè) due volte al giorno, una tazzina da 60 ml. Ai ragazzi, però, è stato nascosto che mentre un giorno avrebbero bevuto caffè contenente caffeina, nell’altro avrebbero sorbito del decaffeinato.Risultato? Confrontando i dati dei due gruppi si è appurato che la caffeina incrementa del 30 per cento la velocità di scorrimento del sangue nei capillari.

    «Il dato è un indizio su come il caffè possa aiutare a migliorare la salute cardiovascolare. E in questo caso si tratta solo di una delle molte modalità attraverso cui il caffè possa favorire il benessere di cuore e arterie» commenta Tsutsui. Si pensa addirittura a «una nuova strategia di trattamento per le malattie cardiovascolari».

Sembra tutto a posto, anzi di più. Ma sul fatto che sia proprio vero e se il caffè faccia bene o meno si interrogano medici e ricercatori da almeno 30 anni. Tanto sforzo è riuscito a dissipare tutti i dubbi? Non proprio, quando si viene al dunque le conclusioni delle ricerche continuano, sempre, ad affermare tutto e il contrario di tutto.

  • Tra gli ultimi allarmi, si segnala quello di alcuni ricercatori canadesi, università di Guelph, guidati da Marie-Soleil Beaudoin: «Bere caffè dopo un pasto ricco di grassi aumenta la glicemia del 65 per cento». Colpa della caffeina. La ragione? Arresta una comunicazione efficace fra intestino e pancreas, impedendo, di fatto, un’adeguata produzione dell’ormone insulina. Al problema sono più esposti i soggetti con diabete di tipo 2.
  • Bere caffè anche sei ore prima di andare a dormire può rovinare il sonno. Lo affermano i membri dell’Henry Ford Sleep Disorders and Research Center, guidati da Christopher Drake: con una ricerca avrebbero stabilito quale potrebbe essere l’ora ad hoc, oltre cui è sconsigliabile mandare giù una tazzina di caffè. L’ora è le 17.00. Sul sonno, pare che un punto d’accordo sia stato trovato. Il pare è d’obbligo, visto che altri ricercatori insorgono: «A seconda delle dosi e della sensibilità individuale, le stesse sostanze possono comportarsi come inibitori o invece facilitare il sonno».

Le controindicazioni della caffeina (non bevetene troppo)

Ma di sicuro si hanno dati precisi riguardo la caffeina, il principio attivo contenuto nel caffè. Questa sostanza (anche con un’eccessiva stimolazione delle ghiandole surrenali che, a loro volta, aumentano la produzione di adrenalina, l’ormone dello stress) esercita un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale, irrita la mucosa dello stomaco e determina una certa attività diuretica. Un consumo eccessivo di caffè (è difficile individuare la dose tossica, estremamente variabile da individuo a individuo) può produrre ulcera gastrica, esofagite e reflusso gastroesofageo.

Un abuso continuo può determinare anche nervosismo, irritabilità, ansia, insonnia, palpitazioni cardiache.

Inoltre, chi consuma regolarmente caffè sviluppa tolleranza agli effetti di questa bevanda, il che porta spesso ad aumentare inconsapevolmente la quantità ingerita quotidianamente. Occorre infine ricordare che alcune condizioni come la gravidanza o la contemporanea assunzione di farmaci possono allungare di molto i tempi di degradazione metabolica della caffeina e quindi, di fatto, ridurne la tolleranza. È ovvio dunque che le donne incinte e coloro che assumono farmaci (oltre ovviamente ai bambini) non dovrebbero consumare caffè.

Per trovare alternative sicure al caffè, clicca qui per l’articolo dedicato!

tratto dall’articolo “il caffè alla sbarra” della rivista Vita&Salute edizione di Febbraio 2014, di Massimo Ilari


 

Sostieni la Salute attraverso l’attività di sensibilizzazione e informazione. Scopri come puoi aiutarci.

pulsante-dona-ora

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi