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IL RISVEGLIO DELLA PELLE

La fine dell’inverno è un momento critico per la pelle, e non solo per come si presenta: pallida e più secca rispetto alle altre stagioni, a causa delle ore prevalentemente trascorse in ambienti chiusi e riscaldati. In alcune zone del corpo risulta più ispessita e ruvida, mentre altre potranno essere arrossate e provocare prurito. Per fortuna è abbastanza facile porvi rimedio, con metodi e prodotti vicini alla natura.
Aria e luce
Con le giornate più lunghe e il clima più mite, il consiglio è quello di cogliere ogni occasione per esporre la pelle all’aria fresca e alla luce naturale. Non occorre necessariamente attendere il sole caldo; già il semplice «bagno d’aria» sarà un toccasana per la cute stanca, che assumerà presto un colorito più fresco. Con l’occasione, facciamo anche qualche esercizio di respirazione per favorire l’ossigenazione di tutto il corpo e ringiovanire la nostra pelle dall’interno.
Amica acqua
La pelle secca è letteralmente assetata e gradirà particolarmente ogni contatto con l’acqua, soprattutto se sappiamo giocare la carta delle temperature alternate: caldo-freddo-caldo-freddo. Sia quando vi sciacquate rapidamente il viso durante la giornata, o nel momento della doccia, concedetevi prima un contatto con l’acqua calda (ma non caldissima, deve risultare gradevole), seguito da una breve abluzione fredda o più fresca. Questa tecnica stimola la circolazione sanguigna superficiale e farà apparire la pelle rosea e liscia. Tenete sempre a portata di mano uno spruzzino con dell’acqua per rinfrescarvi il viso e le mani ogni volta che li sentite secchi.
Rinnovare le cellule
Un ottimo sistema per eliminare le «cellule morte», quelle che conferiscono alla pelle l’aspetto grigio e spento, e per stimolare la circolazione e il rinnovo dell’epidermide, sono le spazzolature. Ideali, per la cute del corpo, apposite spazzole di saggina, che ovviamente vanno usate con la dovuta delicatezza, senza eccessiva pressione. Si comincia dai piedi, spazzolando le gambe sempre in direzione del cuore; poi le braccia cominciando dalle punte delle dita, infine il resto del corpo. Esistono anche spazzole con il manico lungo per raggiungere agevolmente ogni parte della schiena.
Per il viso conviene usare una spazzola dalle setole più morbide.
Il momento migliore per la spazzolatura è prima o durante la doccia.
Esistono numerosi prodotti cosmetici a effetto cosiddetto «scrub», ossia leggermente esfolianti. Possono essere usati fino a una volta alla settimana, soprattutto al termine dell’inverno, usando sempre molta delicatezza nell’applicazione e nella rimozione. Meglio evitare quei cosmetici che contengono sostanze cheratolitiche (che sciolgono la cheratina nello strato superficiale della pelle) perché sono poco fisiologiche. Anche le creme contenenti, per esempio, frammenti del guscio di albicocca, per quanto naturali, possono risultare troppo aggressive, specie per pelli sottili o sensibili. Uno «scrub» naturale si ottiene, pensate, con il semplice sale da cucina umido, massaggiato sulla pelle e poi sciacquato. Vanno bene anche tutti i tipi di crusca: di frumento, riso, ecc.; basta mescolarla con un po’ di caolino o di argilla e impastare, poi strofinare sulla pelle del viso e/o del corpo, per vedere la pelle ben pulita e liscia. Alcuni cosmetici contengono estratti di cereali; tra questi la crusca.
Pietra pomice e guanto di crine vanno impiegati con prudenza ed esclusivamente su callosità marcate, per esempio su gomiti, ginocchia e talloni; sono invece compatibili i guanti di tessuto ruvido per massaggiarsi durante il bagno o la doccia.
Attenzione, trattamenti particolari come Gommage (è sempre esfoliante ma più delicato, ndr) sono di competenza dell’estetista; in ogni caso, si consiglia prudenza e di non esagerare, per non privare la pelle delle sue difese naturali.
Puliti, ma con delicatezza
Sempre per rispettare il suo naturale manto protettivo, i detergenti vanno scelti con estrema attenzione. Quelli liquidi risultano più igienici, perché non rimangono esposti ad aria, microrganismi e contatti vari come invece succede per le saponette solide; hanno un pH più fisiologico (leggermente acido) e inoltre sono più facili da dosare; ricordiamoci questa regola: «quantità sufficiente, e nulla più». Tanta schiuma non è garanzia di maggiore pulizia, ma sicuramente depaupera la pelle. Alcuni detergenti molto ben formulati producono poca schiuma o addirittura per nulla, eppure lavano benissimo.
Cercate sull’etichetta i termini «tensioattivo anionico» ed eventualmente «anfotero»; la presenza di amidi o proteine è un plus che protegge la pelle; l’aggiunta di estratti di erbe non ha molto senso nei detergenti e anche la profumazione va considerata un optional.

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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