skip to Main Content
La Rosa Canina: Un Serbatoio Di Vitamina C

La Rosa Canina: un serbatoio di Vitamina C

CURIOSITÀ
La rosa selvatica è una delle specie del conosciuto genere Rosa che aveva tale nome anche presso i Romani come Rosa sylvestris (rosa di bosco o selvatica). Essi avevano ereditato dai Greci (ródon) il nome del genere, la cui etimologia incerta è di origine orientale; questi ultimi chiamavano invece cunórodon, «rosa del cane» (cúon = cane) proprio questa comune specie di rosa. Così, la pianta deve il suo nome a Plinio il vecchio, che racconta la leggenda che ha dato origine all’uso medicinale della radice della pianta per la cura dei morsi dei cani rabbiosi, grazie a una guardia pretoriana che, in seguito al morso di un cane, guarì con l’infuso della radice consigliatole dalla madre. Curiosa la spiegazione dell’accostamento dei due nomi «rosa» e «cane», Rosa canina (1753), per un fiore molto grazioso e appariscente che rallegra le siepi e i margini dei boschi, offerta da Leclerc: «..per il fascino del suo fiore che scintilla fra cespugli come una stella in una seta preziosa… armoniosamente rivestito da una corazza di corallo».

SCHEDA BOTANICA
È un arbusto spinoso, alto 100-200 cm, comune nelle nostre campagne, soprattutto nell’Appennino; si trova comunque in tutta Europa. Ha fusti legnosi glabri, con spine (rosse) robuste, arcuate, a base allungata, compresse. Le foglie sono composte da 5-7 foglioline ovali o ellittiche con margini dentati. I fiori, rosati, hanno grandi petali e sono poco profumati. Fiorisce tra maggio e giugno. I suoi frutti carnosi e dal colore rosso vivo (cinorroidi) raggiungono la maturazione nel tardo autunno.

PROPRIETÀ

I fiori e le foglie sono usati in farmacopea per la preparazione di infusi e tisane; con i semi si preparano anche antiparassitari; con i petali dei fiori viene preparato il miele rosato. La parte più importante della pianta è rappresentata dal frutto (cinorrodonte) che non è un vero frutto. Il concentrato totale del principio attivo è ottenuto dai cinorrodonti mediante estrazione a freddo (per evitare l’alterazione delle vitamine contenute – soprattutto C, 1,7 per cento – che sono termolabili) e concentrazione dello stesso.

Grazie alla grande quantità di vitamina C, ma anche di sali minerali, carotenoidi e flavonoidi, la pianta ha proprietà tonificanti e antiscorbutiche, utile in caso di stanchezza, astenia e durante le convalescenze.

Aumenta le difese immunitarie; il gemmoderivato, soprattutto in età pediatrica, viene utilizzato nella patologia infettiva dell’apparato respiratorio.
La Tintura Madre, oltre all’attività vitaminica e blandamente diuretica, esercita un’azione ipoglicemizzante, utile nel trattamento del diabete alimentare. Le bacche sono un innocuo ed efficace diuretico per cui rientrano nella formulazione di tisane spesso associate al carcadè. La ricchezza in flavonoidi ne giustifica l’utilizzo, per uso esterno, nel trattamento emolliente e protettivo della pelle.


 

Sostieni la Salute attraverso l’attività di sensibilizzazione e informazione. Scopri come puoi aiutarci.pulsante-dona-ora

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi