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Reflusso Gastrico, Cause E Rimedi

Reflusso gastrico, cause e rimedi

Il reflusso gastro esofageo è in forte aumento. Nonostante il maggior consumo di farmaci che dovrebbero contrastarlo. Ecco le cause e i rimedi efficaci da considerare

Dolore oppressivo dietro lo sterno, tosse cronica, raucedine, laringite ricorrente, infiammazione della gola, perdita di smalto dentale e perfino asma e sinusite… Ecco diverse condizioni che possono essere provocate da un’eccessiva produzione di acido gastrico con conseguente risalita in esofago. È chiamata malattia da reflusso o Gerd nel linguaggio medico internazionale.
Fino a pochi anni fa, nel nostro paese ne soffriva una persona su 5. Attualmente invece la statistica ci rivela che lo scorso anno si sono recati dal proprio medico di famiglia o dallo specialista gastroenterologo per sintomi legati a questa patologia ben uno su tre italiani mettendo in evidenza un fenomeno apparentemente contradditorio. Infatti a un aumento della diffusione  dei farmaci  dalla iper reclamizzata efficacia per contrastare l’acidità e «proteggere lo stomaco» (sono i più venduti in assoluto insieme a quelli per l’ipercolesterolemia), non è corrisposta una valida soluzione al problema.
Un disturbo nemmeno tanto da sottovalutare, visto che il viaggio a senso contrario dell’acido cloridrico prodotto nello stomaco e diretto verso la bocca potrebbe risultare molto subdolo e pericoloso. Questo acido infatti, da un iniziale lieve bruciore a contatto con una mucosa dapprima integra, può provocare vere e proprie ustioni, soprattutto se questi viaggi diventano frequenti scorribande lungo la mucosa dell’esofago fino a determinare degenerazioni talvolta maligne, come risultato del conseguente ricambio accelerato della mucosa colpita.

L’aumento di peso
Ma cerchiamo di capire perché la malattia da reflusso sia un fenomeno in costante crescita. Secondo uno studio appena pubblicato dall’autorevole rivista scientifica Clinical Gastroenterology and Hepatology Journal, una delle cause sarebbe da ricercare nell’aumento di peso corporeo tipico dei paesi più industrializzati.
Altro dato emerso da questo studio, a conforto degli ex-fumatori, mette in risalto il fatto che la sospensione  del fumo di sigaretta porta a risultati quasi immediati sul miglioramento dei sintomi del reflusso.
L’azione dello stress che in passato era annoverata come causa primaria del reflusso è stata confermata da uno studio Norvegese. La ricerca ha seguito l’andamento di eventuali sintomi dati dalla Gerd in un campione di operai valutati in un primo tempo in fase di occupazione e, successivamente, in fase di disoccupazione. Alla fine, si è riscontrato il peggioramento dei sintomi, anche se ci si è posti il quesito che avrebbero dovuto essere valutate anche le diverse abitudini di vita. Infatti chi si trova in condizioni di stress per mancanza di lavoro tende a compensare  aumentando il consumo di cibo poco salutare, fumando di più e bevendo bevande alcoliche o stimolanti, tutti fattori che provocano un forte peggioramento del quadro iniziale.

Un decalogo da osservare
Ma quali misure dovremmo prendere per contrastare e cercare di risolvere una patologia così fastidiosa?

Innanzitutto rivolgersi al proprio medico curante e seguire i consigli che molto probabilmente avrà suggerito prima di prescrivere i farmaci per il trattamento del caso.
Tuttavia sarà molto utile, sia a scopo preventivo che curativo, avere le seguenti accortezze.

  1. Combattere la stitichezza. Oltre al peso del nostro addome per l’accumulo eccessivo di grasso in tale sede dobbiamo evitare le pressioni gastriche eccessive. Se per esempio ci sforziamo nell’evacuazione, lo stomaco tenderà a essere spinto verso il diaframma dando origine spesso a delle sacche all’interno del torace (ernia iatale). Cinture strette e fenomeni di tosse cronica potrebbero portare allo stesso risultato.
  2. Limitare grassi, fritti, carne e latticini. Gli acidi prodotti nello stomaco servono principalmente per digerire questi tipi di cibi. Il latte dopo un temporaneo effetto benefico dovuto alla sua alcalinità, stimola la produzione eccessiva di acidi per la ricchezza di grassi e proteine.
  3. Evitare pasti pesanti specie la sera a ora tarda. Il cibo deve essere aiutato dalla gravità a prendere la via intestinale. Allo scopo è buona norma fare una breve passeggiata dopo ogni pasto, soprattutto quello serale.
  4. Masticare bene in un’atmosfera tranquilla e prendersi qualche minuto per rilassarsi dopo il pasto, attenuando stress e nervosismo.
  5. Attenzione a sigarette alcol e caffè. La nicotina provoca il rilassamento della valvola tra stomaco ed esofago (cardias) compromettendone il suo funzionamento. Vino e birra contengono acidi (maleico e succinico). Spumante e bibite gassate hanno l’inconveniente aggiuntivo di distendere lo stomaco favorendo la risalita degli acidi. Il caffè (anche il decaffeinato) aumenta la produzione di acido: meglio considerare l’uso di tisane (a eccezione dei tè ricchi in teina), orzo o altre miscele di cereali tostati.
  6. Evitare cipolla e aglio crudi, ravanelli, peperoni, cetrioli, pomodori (specie se fuori stagione), succhi di frutta confezionati (specialmente pompelmo e arancia).
  7. Fare uso di verdure e ortaggi soprattutto della famiglia delle crucifere (cavolo, cavolfiore, verza, broccolo, ecc.) che hanno un grande potere curativo (se assunti sotto forma di succo centrifugato crudo favoriscono addirittura la cicatrizzazione di eventuali ulcere); anche le patate (non fritte!) sono raccomandabili, mentre la frutta più adatta è rappresentata da papaya e ananas consumata sia fresca che in estratti.
  8. Evitare cioccolato, spezie (pepe e peperoncino), menta. L’effetto della cioccolata è di diminuire la pressione del cardias; ciò è ancora più evidente se è mangiata a digiuno e in associazione con altre sostanze appena elencate: cioccolata alla menta, al peperoncino, al liquore.
  9. Attenzione all’assunzione indiscriminata di farmaci non strettamente necessari che potrebbero provocare iperacidità gastrica (aspirina e altri antinfiammatori, ansiolitici, teofillina).
  10. Coricarsi con materasso rialzato nella porzione superiore del corpo. Se non possediamo una rete a doghe reclinabile, possiamo provare a inserire degli spessori di circa 15 cm che sollevino la porzione del letto corrispondente alla zona cervico–lombare. Evitiamo di dormire in posizione prona (a pancia sotto) e se abituati a dormire di fianco, scegliamo quello sinistro (favorisce la chiusura della porzione superiore dello stomaco).
    E infine: molto spesso, contrariamente a quanto si pensa, non è lo stress che provoca i nostri disturbi, ma piuttosto i disturbi che portano a essere stressati!

Di Raniero Facchini
Specialista in chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva


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