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Le Conquiste Dell’umiltà

Le conquiste dell’umiltà

È una virtù oggi poco di moda, ma che porta a raggiungere obiettivi insperati. Perché favorisce la crescita personale e l’apertura ai contributi degli altri. I passi da fare per svilupparla

Ho dedicato molto tempo allo studio del carisma personale e ho scoperto che la maggior parte degli uomini e delle donne che ha goduto nella vita di un successo duraturo, era rappresentata da persone «alla mano». Erano cioè persone umili e consapevoli dei loro limiti, nonostante fossero delle star nei loro campi (vedi M. Piovano, Sviluppare il proprio carisma, De Vecchi, pp. 250, € 14,5, ndr). Come ebbe a dire il poeta inglese Thomas Stearns Eliot: «L’umiltà è la virtù più difficile da conquistare; infatti, niente è più duro a morire del desiderio di pensare bene di se stessi». Indipendentemente dalla professione che svolgiamo, dalle persone che frequentiamo, cerchiamo sempre di essere persone semplici, rispettose e naturali.

Chi sono, infatti, i datori di lavoro, i manager o i dirigenti che lasceranno un’impronta indelebile nella loro attività lavorativa? Con tutta probabilità, coloro che si saranno saputi calare nella realtà dei loro lavoratori. Chi avrà chiesto loro come andavano veramente le attività, le loro preoccupazioni e che cosa potevano fare per migliorare l’azienda per la quale collaboravano. Ricordo che uno dei miei primi direttori con cui ebbi il privilegio di collaborare, mi ripeteva: «Se ti trovi a passare per l’atrio e mi vedi, anche se desideri semplicemente salutarmi, fermati e fallo. Se vuoi lanciarmi al volo un’idea, fallo. La mia porta è sempre aperta». Al contrario, troviamo altri responsabili che stanno «sopra a dei piedistalli» per impartire ordini e direttive senza mai calarsi nei panni di chi li esegue. Costoro, difficilmente, saranno apprezzati, stimati e amati.
Anche nel mondo dello sport i veri campioni, quelli che hanno più carisma, sono spesso persone umili e consapevoli dei loro limiti. Nonostante possono aver conquistato i più ambiti trofei, sanno rapportarsi con rispetto e riconoscenza non solo verso i propri fan ma anche nei confronti dei mass media e degli avversari.

Consapevole dei propri limiti
Ma che cos’è esattamente l’umiltà? Nonostante esistano diversi modi di intendere questo termine, una persona umile è essenzialmente un individuo modesto e privo di superbia, che non si ritiene migliore o più importante di altri. La persona umile è, di fatto, colui che si mostra sempre consapevole dei propri limiti e che non si esalta «esageratamente» per i risultati positivi che ha conseguito. In pratica, nonostante i successi, la fama o i denari conquistati, le persone umili non dimenticano la loro origine. Rimangono con i piedi per terra. Infatti, il termine «umiltà» deriva dalla parola latina humilis che significa «basso», «dalla terra».

Purtroppo, nella società attuale, all’umiltà vengono contrapposti la presunzione, la sfrontatezza, la superbia e l’orgoglio. Quando, però, crediamo di essere superiori agli altri ci neghiamo la possibilità di migliorarci. Un detto tibetano paragona l’uomo orgoglioso a una tazza rovesciata: non lascia entrare nulla ma non può nemmeno essere riempita. L’orgoglio è, perciò, una falsa protezione. E più siamo orgogliosi e più diventiamo rigidi, distaccati dagli altri e sconnessi dalla nostra vera natura. Sono per queste ragioni che la Bibbia ci ricorda che: «Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili» (1 Pietro 5,5:). La vera umiltà è, perciò, una virtù che deve essere coltivata come una scelta consapevole e i suoi frutti non si faranno attendere.

  • Ci fa migliorare
    Come possiamo crescere ed evolverci se pensiamo di non avere nulla da imparare? Socrate, il grande filosofo greco, affermava: «So di non sapere». E Galileo Galilei diceva: «Non ho mai conosciuto uomo così ignorante da non aver nulla da insegnarmi». Nella vita come nel lavoro, la complessità che ci circonda rende sempre più importante chiedere consigli e informazioni a chi ha più esperienza di noi. Ammettere la propria ignoranza non è perciò segno di debolezza, al contrario è sinonimo d’intelligenza. Per questo motivo, quando una persona cerca di parlarci, non continuiamo a fare quello che stiamo facendo – cucinare, leggere il giornale o lavorare al computer – impariamo, invece, a interrompere quello che stiamo facendo, guardano le persone negli occhi, dando ascolto e attenzione a tutti.
  • È una forza calma
    C’è una particolare dignità nelle persone che sono sinceramente umili. Costoro possono essere anche persone di successo, ma hanno conservato la saggezza e l’esperienza necessaria per comprendere i loro limiti e il valore altrui. Molti personaggi nella storia hanno messo in luce la qualità dell’umiltà. Questa virtù non è stata un ostacolo nel portare a termine ciò che hanno realizzato nella vita. Al contrario, è stata una fonte di forza, che ha permesso loro di ricevere rispetto e poter offrire maggiore ispirazione alle persone con cui sono venute in contatto. Prendiamo per esempio il 7° Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, considerato il Presidente più amato dagli italiani. Questa sua popolarità derivava soprattutto dal fatto che sapeva farsi amare dal suo popolo perché era un uomo del popolo, una persona fuori dalle logiche di potere, semplice, schietto che anche con gli avversari di partito aveva mantenuto onestà e lealtà. Come possiamo dimenticare la sua esultanza da «tifoso» alla finale dei Mondiali spagnoli del 1982, quando in piedi disse: «Ormai non ci prendono più!», riferendosi alla squadra tedesca, nostra avversaria alla finale (partita vinta dall’Italia per 3 a 1)? Ecco una frase che pronunziò il 31 dicembre del 1978 alla nazione in occasione del discorso di fine anno: «I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo».
  • Ci fa rimanere con i piedi per terra
    Umiltà significa dare agli eventi il giusto valore, significa sempre pensare: «Ok! Sono stato bravo ma… ». Il connettivo «ma» vuole indicare che ci sono molti altri aspetti che si possono migliorare; che la strada da percorrere verso ciò che più ambiamo è ancora lunga e faticosa ma che, allo stesso tempo, possiamo percorrerla fiduciosi delle nostre potenzialità.

tratto dall’articolo “Le conquiste dell’umiltà” della rivista Vita&Salute edizione di Febbraio 2015, di Massimo Piovano

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