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L’intestino: Il Secondo Cervello

L’intestino: il secondo cervello

Nell’apparato digerente, in particolare nell’intestino, si trova una rete composta da milioni di neuroni, un vero e proprio secondo cervello che dialoga costantemente col primo

Il sistema nervoso enterico, pare che contenga più neuroni (200-600 milioni) del midollo spinale o del sistema nervoso periferico. E’ dunque probabile che esso influenzi buona parte delle nostre emozioni.

“E’ noto che il primo cervello, quello cranico, influenza il secondo, quello viscerale, ma anche il secondo influenza il primo, nel senso che quello che accade nella testa (stress, emozioni) influenza la salute della pancia e viceversa” dichiara Francesco Bottaccioli, direttore del Simaiss (Scuola internazionale di medicina avanzata e integrata e scienze della salute) che continua: “Anzi, stando all’anatomia, le connessioni che dal cervello enterico vanno a quello centrale sono più numerose di quelle che fanno il viaggio inverso”.

Dunque il malfunzionamento dell’intestino può influenzare il funzionamento del sistema nervoso centrale, sopratutto se si pensa che il 95% di tutta la serotonina del nostro organismo è prodotta dall’intestino.
La serotonina infatti non è solo la molecola del buonumore: tra le sue funzioni c’è quella di regolare la peristalsi (e dunque l’attività digestiva), e di inviare segnali al cervello come la sazietà o la nausea.
“E sappiamo che un’infiammazione intestinale produce eccesso di serotonina, compromettendo la regolarità del meccanismo digestivo. Ma al tempo stesso, l’infiammazione attiva enormemente l’enzima che demolisce la serotonina, causando nel tempo un forte deficit della molecola a livello cerebrale, con conseguente depressione”, spiega Bottaccioli.

In questa logica, gioca un ruolo fondamentale la popolazione batterica intestinale, detta microbiota, che fornisce nutrienti e regola l’integrità della mucosa intestinale stimolando un’adeguata risposta immunitaria, ma che influenza anche l’equilibrio della nostra psiche.
“Lo confermano una serie di studi sul ruolo dei probiotici che riequilibrano il microbiota, e che permettono di ridurre l’ansia, di diminuire la risposta di stress in persone con sindrome dell’intestino irritabile e con fatica cronica”.

La funzione dell’intestino, tuttavia, non è circoscrivibile nemmeno nell’ambito digestivo e psichico: infatti l’80% di tutte le cellule umane capaci di produrre anticorpi sono localizzate nella mucosa intestinale.

Dunque, di motivi validi per mantenere in buona salute la nostra flora intestinale, ce ne sono a sufficienza.
Ma come fare? Qui di seguito alcuni consigli utili:

  • Evitate una dieta troppo calorica (ricca di cibi raffinati, zuccheri e carne rossa), preferite invece cibi che contengano grassi polinsaturi Omega 3, come ad esempio pesce e noci, ma anche olio di lino, legumi e alghe.
  • Arricchite l’alimentazione di spezie che riducano l’uso del sale e grassi e che allo stesso tempo abbiano un effetto protettivo: curcuma, aglio, peperoncino e finocchio selvatico sono efficaci antinfiammatori.
  • Evitate il consumo eccessivo di antibiotici, e nel caso fosse necessario consumarli riequilibrate la flora intestinale  con yogurt o fermenti lattici.
  • Non fumare ed evitare il consumo di alcolici.
  • Tenete a bada ansia ed emozioni negative: utilizzate tecniche antistress, e all’occorrenza, ricorrete a a una tisana calmante come la classica camomilla che favorisce la digestione oppure melissa e menta.
    Qui di seguito il link all’articolo dedicato ai consigli per migliorare il proprio rapporto con l’ansia.
  • Ricordate inoltre che le passeggiate in mezzo alla natura hanno un potente effetto antistress e aiuta a migliorare la respirazione: ne trarrà giovamento l’organismo tutto.  Ecco il link al nostro articolo dedicato questo argomento.

tratto dall’articolo “La salute tra due cervelli” della rivista Vita&Salute edizione di Gennaio 2016, di Paola Emilia Cicerone


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