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Acidità Gastrica: Cause E Rimedi

Acidità gastrica: cause e rimedi

L’acidità gastrica è spesso il frutto di diete sregolate e cibi irritanti. Quali alimenti tenere alla larga e quali soluzioni naturali possono intervenire in un disturbo che interessa particolarmente le donne.
La vittima preferita delle malattie digestive ha 40-50 anni, spesso è separata o divorziata, fa uso frequente di farmaci per altre patologie, è in sovrappeso e soprattutto è stressata.

Ecco l’identikit stilato dalla competenza del gastroenterologo (nella fattispecie Franco Pacini, presidente della Federazione Italiana delle Malattie Digestive).

Soprattutto il mal di stomaco, anzi il «bruciore» di stomaco può essere l’indizio più valido per mettere in relazione l’apparato digerente con il sistema nervoso.

Addentriamoci fra le cause
Con il termine di acidità di stomaco, iperacidità gastrica, pirosi gastrica intendiamo riferirci sempre al bruciore di stomaco che spesso disturba le nostre giornate. Questo problema può essere dovuto a varie situazioni, fra cui:

Pasti troppo abbondanti: una volta veniva etichettato tutto come «indigestione», giusto per dar spazio a purghe o altri «magici» presidi che spesso peggioravano il quadro.

  • Abuso di caffè, alcol e tabacco: la triade quasi sempre incriminata si riferisce a sostanze che hanno anche un’ azione diretta sulla mucosa dello stomaco, irritandola e stimolando la secrezione di succhi acidi.
  •  Reazioni allergiche individuali, per esempio ad alimenti o farmaci.
  • Risposte abnormi a farmaci gastrolesivi, in generale tutti gli antinfiammatori, dunque cortisonici, aspirina, ibuprofen…
  • Una brevità dell’esofago o un’ernia jatale diaframmatica che comportano lo stiramento dell’accoppiata esofago-stomaco con passaggio di  parte di quest’ultimo nel torace. Da un punto di vista pratico si ha la comparsa del cosiddetto reflusso gastroesofageo.
  • Lo stress (emotivo, fisico, relazionale…) che comporta un aumento nella produzione di adrenalina (o simili) e di conseguenza di acido cloridrico nello stomaco. 

Il meccanismo
Che succede allo stomaco, allora? Ripartiamo dalla sua anatomia e fisiologia. La parete interna di quest’organo è rivestita da uno strato lucido, la mucosa gastrica, formato da cellule che secernono muco, enzimi digestivi (la pepsina) e acido cloridrico. Quando interviene una (o più) delle cause sopra ricordate, può accadere che la quota di acido cloridrico prevalga su quella del muco, che ha l’importante funzione di proteggere lo stomaco dall’acido. Come conseguenza quasi immediata, la mucosa dello stomaco si irrita e viene fuori il bruciore.

La più tipica e frequente manifestazione clinica è, come si può immaginare, la gastrite, una vera e propria infiammazione dello stomaco. Se non viene curata bene o viene trascurata può portare con il tempo alla formazione di un’ulcera.

Come comportarsi? Rassicuriamo subito chi legge: di solito il bruciore di stomaco non è un sintomo preoccupante. A volte basta un po’ di bicarbonato o una compressa di antiacido da masticare. Se però il disturbo persiste o ricompare con una frequenza insolita (diciamo, almeno due o tre volte alla settimana) conviene parlarne con il proprio medico.
 

La cura tradizionale
Fra i farmaci che si sono sempre dati per il bruciore di stomaco e che si impiegano ancora adesso, grande importanza l’hanno i cosiddetti antiacidi, sostanze leggermente alcaline il cui scopo – come è intuitivo – è di neutralizzare l’acidità eccessiva delle secrezioni dello stomaco e ridurre il bruciore. Fra questi ricordiamo:

  • Il bicarbonato di sodio, che agisce in modo istantaneo, ma solo per breve tempo (pertanto è utile solo per forme leggere).
  • I composti a base di alluminio.
  • I composti a base di magnesio. L’ effetto di queste ultime due categorie è sicuramente più duraturo, e comunque i farmaci di questo tipo possono essere abbinati o alternati nel corso della giornata.

Fra i farmaci che vengono spesso associati agli antiacidi, un posto particolare l’hanno gli alginati (fra cui l’alginato di sodio, molto prescritto dai medici di famiglia, sia in sciroppo, sia in compresse masticabili).
Infine i derivati del sucralfato agiscono in quanto non diminuiscono l’acidità, ma aumentano la protezione dello stomaco. Il loro uso è indicato quando l’iperacidità si trasforma in vera gastrite con rischio di ulcera.

Le cure naturali
Su questo versante preferito da V&S, potremmo forse dire che c’è solo l’imbarazzo della scelta, soprattutto in materia di piante medicinali. Un po’ d’ordine è comunque opportuno.

Fra le erbe più specifiche ricordiamo certamente la camomilla, ad azione calmante e antispastica (un paio di tazze quotidiane di infuso di fiori secchi per venti minuti o tintura madre, dieci gocce in acqua per due o tre volte al giorno); anche lo zenzero è utile, soprattutto in modo a essa complementare, in quanto assorbe l’eccesso di acidi gastrici (una capsula di estratto secco dopo pranzo e cena).

Una parte considerevole ce l’hanno le erbe aromatiche, fra cui:

  • Anice stellato, finocchio e melissa (che intervengono in senso lato sulla cattiva digestione curando pure un eccesso di aria in pancia). Ecco come preparare una corretta tisana di melissa: far infondere per cinque minuti un cucchiaino da caffè di foglie secche e berne lentamente una tazza alla fine di ogni pasto.
  • Asperula odorosa, utile soprattutto quando il bruciore è presente al mattino a digiuno. Si verserà un cucchiaio da minestra di pianta secca in acqua bollita lasciando infondere per dieci minuti; se ne berranno sempre tre tazze al giorno.

Anche se può apparire un controsenso, migliorano il bruciore di stomaco anche le erbe amare, fra cui:

  • Rabarbaro, da prepararsi prima come decotto (far bollire per dieci minuti) poi come infuso (lasciar decantare per cinque minuti): un cucchiaio da tè in acqua due volte al giorno, dopo pranzo e cena;
  • Genziana, utile per placare i dolori di stomaco e parallelamente di intestino: una tazza, mezz’ora prima dei pasti di infuso (uno o due grammi di radice in 150 ml di acqua bollente infusa per quindici minuti).

 

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