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Mal Di Testa: La Natura In Aiuto Del Dolore

Mal di testa: la natura in aiuto del dolore

Una malattia può essere un segnale che richiede alla persona una cambiamento nello stile di vita. Bastano infatti semplici modifiche per migliorare anche la cura del mal di testa

Se consideriamo la malattia come un segnale, un campanello d’allarme che l’organismo produce per far presente che l’equilibrio della salute è in qualche modo perturbato, allora anche i sintomi e i dolori possono avere un loro senso. Ammesso che, tuttavia, non è sempre facile riconoscere il «senso» del mal di testa, in ogni caso, se non altro per aumentare l’efficacia di qualsiasi provvedimento terapeutico, è utilissimo correggere alcuni aspetti del proprio stile di vita.
In particolare, cercate di respirare aria pulita (almeno ogni tanto!) e di praticare una regolare attività fisica; migliorate la qualità della vostra alimentazione (riducendo con decisione gli alimenti di origine animale come carni, uova e formaggi a favore di cereali integrali, noci e semi oleosi, legumi, frutta e verdure di produzione biologica); bevete l’unica bibita che può vantare il marchio di assoluta naturalità: l’acqua pura; dormite a sufficienza (cioè almeno un’ora prima della mezzanotte, almeno 1-2 volte la settimana). Spesso il benessere ed il suo mantenimento è raggiunto soprattutto grazie a cose semplici.
A proposito di semplicità, prendiamo l’acqua. Oltre a berne qualche bicchiere durante la giornata (aiuta ad allontanare le scorie dall’organismo e ne consente il funzionamento ottimale), che se ne fa dell’acqua uno con il mal di testa? Una risposta l’ha data l’abate Kneipp (1821-1897), che aiutò molti sofferenti proprio con le pratiche idroterapiche da lui messe a punto. Questo semplice elemento naturale, utilizzato con sapienza, è in grado di rafforzare l’equilibrio psicofisico, di stimolare la forza vitale organica e di aumentare le reazioni generali di difesa e di adattamento dell’organismo. Azioni molto utili per chi soffre di mal di testa. Vediamo di seguito come utilizzare questo elemento:
  • Pediluvio a temperatura crescenteAttraverso una progressiva vasodilatazione, produce una consistente deviazione del sangue dalle zone alte del corpo verso le gambe. Limitando la congestione sanguigna cerebrale che spesso accompagna o causa il mal di testa.
    Cosa serve
    Un secchio o una vasca che possa contenere tanta acqua da bagnare le gambe fino a 10 centimetri sotto il ginocchio.
    Come fare
    Mettete il recipiente nella vasca da bagno e riempitelo con acqua appena fresca. Immergetevi i piedi e, nel giro di 15-20 minuti, aumentate gradatamente la temperatura fino ad arrivare a 40-42°C. Asciugate i piedi e riposatevi a letto per quindici minuti.
  • Doccia fredda del ginocchio
    Oltre a essere indicata in caso di mal di testa, è una pratica utile anche per i disturbi circolatori delle gambe, sia venosi sia arteriosi. Se fatta di sera, favorisce il sonno.
    Cosa serve
    Un tubo di gomma dal quale l’acqua non esca a forte pressione, ma con un getto morbido, regolare e pieno.
    Come fare
    Avvolgete la gamba con un «mantello» d’acqua. Iniziate lentamente dal dorso del piede destro e, risalendo all’esterno della gamba, arrivate fino a 10 centimetri sopra il ginocchio. Scendete poi verso il piede bagnando la parte interna dell’arto. Fate lo stesso sull’altra gamba. Alla fine, riscaldatevi bene con una camminata o una corsa.
La fitoterapia
Molte sono le risorse offerte dalle piante medicinali per la prevenzione e il trattamento del mal di testa. Suggeriamo qualche esempio, rimandando per una necessaria scelta personalizzata alle indicazioni del medico di fiducia.
  •  Maggiorana
    La maggiorana condivide con l’origano sia gli impieghi culinari sia quelli fitoterapici. È un ottimo antispasmodico, facilita la digestione ed è anche un buon calmante. Per questo il suo impiego è interessante in diverse forme di cefalea.
    Potete preparare un ottimo infuso mettendo un paio di cucchiaini rasi di maggiorana pianta in una tazza d’acqua bollente. Dopo 10 minuti filtrate. 3 tazze al giorno.
  • Menta
    È una pianta molto pregiata e apprezzata per le proprietà stomachiche, antispasmodiche, digestive, carminative, antisettiche intestinali, antinevralgiche e analgesiche. Usato esternamente, per frizioni sulle parti doloranti, l’olio essenziale (OE) di menta «raffredda», rendendole meno sensibili, le terminazioni nervose cutanee e questo effetto può dare un certo sollievo durante le crisi di cefalea
    L’infuso si prepara mettendo un cucchiaio di foglie in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti. Filtrate e bevetene 3 tazze al giorno, dopo i pasti. Con due gocce di OE frizionate le tempie e la fronte.
  • Rosa canina
    In caso di mal di testa è utile il gemmoderivato di rosa canina, che sembrerebbe in grado di inattivare la tiramina, una sostanza vasoattiva che spesso dà inizio alla crisi dolorosa. Assumete 50 gocce di macerato glicerico, due volte al giorno, con un po’ d’acqua.
  • Rosmarino
    Possiede proprietà colagoghe e coleretiche (cioè fa aumentare la produzione di bile da parte del fegato) e quindi facilita notevolmente la digestione e l’evacuazione delle feci. Il rosmarino è utile anche nelle stanchezze e nello stress da superlavoro fisico e mentale. È pure un ottimo pettorale, cioè efficace nelle affezioni respiratorie. Il rosmarino può essere impiegato nella terapia della cefalea soprattutto quando è causata dalla cattiva digestione e associata alla stitichezza.
    L’infuso si prepara semplicemente mettendo un cucchiaio di foglie secche (o un paio di rametti freschi) in una tazza d’acqua bollente. Dopo dieci minuti, filtrate e bevetene una tazza dopo i 3 pasti principali

Un semplice massaggio rilassante
Quando si ha mal di testa o semplicemente quando si ha voglia di rilassarsi e di favorire il rilasciamento della muscolatura della schiena e del collo (quasi sempre cronicamente contratti e per questo all’origine della cosiddetta cefalea muscolotensiva) la manipolazione attenta e delicata di queste masse muscolari porta a un sollievo immediato e duraturo.

Questa semplice pratica è alla portata di tutti: bastano il partner o un’amica/o dotati di buona volontà e di un piano di appoggio adeguato (una stuoia posata a terra oppure alcune coperte ripiegate e protette da un lenzuolo). Un po’ d’olio di mandorle dolci (anche addizionato con qualche goccia di olio essenziale di camomilla, di lavanda e di arancio amaro) darà alle mani la necessaria scorrevolezza.
Per cominciare non serve altro. Esistono anche tecniche di massaggio codificate, ma quello che vi voglio proporre è semplicemente di lasciar scorrere, tra massaggiato e massaggiatore, un reciproco flusso di energia e di simpatia (nel senso di patire/sentire assieme). In questo modo non sarà difficile adattare, momento per momento, la forza, la posizione e la velocità della manipolazione al piacere, al rilassamento e al beneficio avvertiti dal massaggiato.


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