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L’intestino, Non Fatelo Irritare

L’intestino, non fatelo irritare

Quante volte liquidiamo fastidi addominali con l’espressione classica «mal di pancia». Il responsabile, spesso, è la parte finale dell’intestino, il colon. Ma le cause sono da ricercare più a monte… Tra dieta e altre scelte di vita

Un lungo tubo all’interno del quale il cibo viene demolito e assimilato. La sede della parte più importante del sistema immunitario. Un organo che produce molti ormoni. Un secondo cervello, che riceve e manda informazioni a quello collocato nella scatola cranica, influenzandone il funzionamento. La dimora della maggior parte dei batteri che convivono con il nostro organismo.
Ognuna di queste definizioni dell’intestino contiene una parte di verità. Ma solo riunendole iniziamo a intravedere la complessità di quest’organo e il suo ruolo centrale nel mantenimento del benessere e della salute. E anche la sua (relativa) fragilità. Nel senso che, trovandosi al centro di una complessa rete di stimoli e di funzioni, è inevitabile che situazioni diverse possano determinare una sua «irritazione». Soprattutto della parte finale, chiamata colon.

Ecco allora che la definizione di «colon irritabile» viene di fatto utilizzata per spiegare una condizione clinica caratterizzata da sintomi peculiari come dolore o fastidio addominale, gonfiore o senso di distensione addominale, alterazione della normale consistenza delle feci (sfatte o a palline), disturbi dell’evacuazione (stipsi o diarrea), eliminazione di muco dall’ano, ecc.

L’alimentazione non adeguata è quasi sempre il principale imputato del colon irritabile. Fatta salva la necessità di adeguare le abitudini nutrizionali alle esigenze e necessità di ciascuno, spesso la dieta di chi soffre di mal di pancia è povera di frutta e di verdure fresche e crude, scarsa di fibre (e quindi di cereali integrali e legumi), carente di semi oleosi, con eccessi di alimenti di origine animale (soprattutto carne e formaggi) e una presenza sovrabbondante di alimenti conservati e/o con aggiunta di additivi di vario genere. Anche la monotonia della dieta, inevitabile risultato della riduzione del tempo dedicato alla cucina e all’acquisto o produzione degli alimenti, favorisce l’insorgenza di intolleranze alimentari; le più importanti e frequenti risultano quelle al glutine di frumento e ai latticini.

Qualche suggerimento per una dieta appropriata

  • Prima colazione: un infuso tiepido (vedi più avanti) oppure latte di mandorla o di riso, gallette di riso o farro, crema di mandorle o di sesamo.
  • A metà mattino: spuntino con frutta fresca (un solo tipo).
  • Pranzo: antipasto di verdure crude miste (poche foglie, meglio carote, finocchio, cappuccio), un piatto di cereali integrali ben cotti, conditi con verdure stufate.
  • A metà pomeriggio: yogurt, oppure pane tostato con miele.Cena: verdure crude miste (una piccola porzione), verdure cotte a vapore, un alimento proteico (ricotta, uovo, crema di verdure con legumi, tofu, noci, da alternare).

Quando il dolore origina dalla «pancia», si rischia di dimenticare che l’apparato digerente inizia con la bocca. Quest’organo, in effetti, svolge un ruolo molto importante nel buon andamento dei processi digestivi. A patto di saperlo utilizzare. Una buona e prolungata masticazione è un pre-requisito indispensabile per impostare una buona strategia terapeutica del colon irritabile. Masticare 30-40 volte ogni boccone (non è molto, provate per credere) consente di triturare perfettamente il cibo e di mescolare a esso una buona quantità di saliva, con evidenti effetti positivi sulla digestione. In questo modo, tra l’altro, viene anche spontaneamente regolata (diminuita) la quantità di cibo consumato, con evidenti ulteriori benefici.

I batteri residenti nel nostro intestino svolgono funzioni importanti. Non solo per la digestione e l’assimilazione del cibo, ma anche per l’efficienza del sistema immunitario e la riduzione del rischio di diverse patologie infiammatorie e degenerative. Inoltre, i batteri intestinali sono indispensabili per il mantenimento dell’integrità strutturale e funzionale della mucosa che riveste l’intestino. È normale, dunque, che il colon irritabile sia accompagnato da un’alterazione del delicato equilibrio batterico. Equilibrio che va con sollecitudine ristabilito. Innanzitutto con una dieta che comprenda alimenti adatti anche a questo scopo: vegetali crudi, cibi ricchi di fibre, naturalmente dotati di fermenti ottenuti mediante processi naturali: crauti, pane da lievitazione acida, yogurt o fermentati da latte di soia, miso e shoyu (derivati dalla soia), ecc.
Oltre a questo, risultano estremamente utili gli integratori di fermenti, in particolare quelli che contengono i batteri più efficaci nel ridurre i sintomi fastidiosi della colite: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus rhamnosus, Bifidobacterium bifidum e Bifidobacterium breve.

Anche se non onnipotenti, anche le erbe medicinali possono trovare utilità, all’interno di una strategia composita (dieta, igiene di vita, attività fisica, equilibrio psichico, ecc.), e possono dare un contributo notevole per stabilizzare la funzione intestinale. Le piante utilizzabili sarebbero veramente numerose.

Ecco un esempio: l’infuso di malva, camomilla e semi di finocchio:

  • Mettete un cucchiaio da minestra della miscela in parti uguali in una tazza d’acqua bollente;
  • coprite e filtrate dopo 15 minuti; bevete senza dolcificare.

La malva è nota per le sue notevoli proprietà disinfiammanti, anche grazie al contenuto di benefiche mucillagini. La camomilla unisce alle proprietà antinfiammatorie anche quelle antispastiche e calmanti. I semi di finocchio contrastano le fermentazioni e gli spasmi intestinali.

La ritualità (necessariamente lenta) della preparazione e del consumo dell’infuso è parte importante dell’efficacia terapeutica di questa pozione.


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