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Pentole E Padelle: Quali I Materiali Migliori?

Pentole e padelle: quali i materiali migliori?

L’offerta è notevole. Dagli scaffali dei negozi occhieggiano invitanti pentole in pyrex, acciaio, alluminio, ceramica, rame, terracotta, ghisa, pietra ollare e antiaderenti. Un interrogativo inevitabile: quali le salutari e quali le tossiche? E le caratteristiche dei materiali che le compongono, come influiscono sul sapore degli alimenti? A seconda della scelta, ci può essere anche un risparmio nella cottura?

Per farla breve, l’importante è capire quali materiali assicurano una cottura più rapida e migliore: facendo risparmiare sulle fonti di calore per portare a cottura cereali, legumi, verdure, ecc. Perché ogni buon cuoco sa, inclusi gli chef, che la qualità e il gusto dei piatti che si preparano dipendono non solo dalla freschezza e dalla genuinità degli ingredienti di base, ma anche dai materiali che costituiscono gli utensili che più frequentemente si impiegano per la cottura. La morale? La scelta di pentole, padelle e casseruole è un fattore centrale per garantire alle portate il miglior rendimento nutrizionale, le migliori condizioni di igiene, la più alta digeribilità e l’assenza di residui tossici che potrebbero migrare nel cibo.

Che fare?

  • consultare tutti i test eseguiti da Associazioni come Altroconsumo, Associazioni Consumatori, Ricercatori.
  • prendere in considerazione la normativa sui Moca (Materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti), che è composta da oltre 350 atti legislativi, in costante evoluzione, che sono stati «sfornati» nel corso degli anni, fino ad arrivare ai più recenti Regolamenti (CE).

I risultati mostrano che i pericoli per la salute non sono poi così grandi, visto che tutti i test non evidenziano la presenza di residui, neppure dopo la prova di considerevoli prove di usura. Il problema più evidente che viene fuori lo dà il cibo che si attacca, durante la cottura. Ciò non toglie che scavando si capisce che l’eventuale tossicità di una padella antiaderente usurata e graffiata deriva da una sostanza generalmente conosciuta come Pfoa (acido perfluoro-ottanoico): serve, durante il processo di produzione, a realizzare il rivestimento delle padelle, e viene utilizzato per catalizzare le reazioni durante la produzione del Ptfe (politetrafluoroetilene), che è la base chimica del Teflon, ideato dalla Du Pont proprietaria del marchio (ma la stessa azienda ha dichiarato che da anni non utilizza più il Pfoa per la sua produzione).

C’è qualcosa che non va nel Pfoa? La Commissione europea e l’Epa (Agenzia americana per la protezione dell’ambiente), già a partire dal 2006, hanno iscritto il Pfoa fra gli elementi tossici.
L’accusa? Se il Pfoa è assunto a dosi oltre la norma o accumulato, sarebbe in grado di determinare problemi alla salute. L’Epa, da parte sua, ha stabilito che la sostanza incriminata non dovrà comparire più nei processi di produzione, soprattutto per evitare danni all’ambiente. E non è tutto. Nel 2009, l’Afssa (Agenzia francese per la sicurezza sanitaria degli alimenti) ha dichiarato che la quota di Pfoa che può migrare nei cibi è irrilevante. Infine, uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori della University of Exeter, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha dimostrato come livelli elevati, nel sangue, di questa sostanza siano collegati a un maggior pericolo di sviluppare malattie alla tiroide, soprattutto nelle donne.
Comunque, a scanso d’equivoci, ci sono già in commercio pentole con la dicitura «Pfoa free».

E per gli altri materiali?

  • tegami e pentole in alluminio reagiscono con facilità con diverse sostanze e tendono a dar vita a sali che secondo la ricerca aprirebbero la strada a disturbi intestinali, cattivo assorbimento del cibo e a patologie assai più serie quali il morbo di Alzheimer.
  • La padella in ferro non presenta controindicazioni.
  • Per la terracotta non devono essere presenti rivestimenti con vernici tossiche.
  • Le pentole in acciaio inox, visto che sono una lega di cromo e nichel, se pulite con spugnette abrasive favoriscono la migrazione dei due metalli nel cibo, scatenando eventuali reazioni allergiche.
  • Per le padelle smaltate e rivestite in ceramica occorre assicurarsi che non siano prodotte fuori dalla Comunità europea perché potrebbero contenere cadmio.
  • Il pyrex è fra i materiali più sicuri, così come la ghisa e la pietra ollare.

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