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PERMETTERE AI FIGLI DI BERE O PROIBIRE?

Il Centro Studi Alcologici di Trento ha sottolineato come una parte di genitori, di solito i padri, siano propensi a permettere, magari tacitamente, che i figli facciano uso di bevande alcoliche in occasione di feste private, quale iniziazione al consumo. I padri pensano che tutti ci sono passati ed hanno poi trovato “un equilibrio”.
Un’altra parte dei genitori, di solito le madri (le donne pagano, insieme ai bambini, il prezzo più grande degli effetti negativi dell’alcol) preferiscono un atteggiamento più rigoroso, di controllo, se non di proibizione. In realtà, poi, i figli ubbidiscono finchè “debbono”, poi la proibizione perde efficacia.
Permettere che i figli facciano uso di alcol, purchè moderato, è come proporre loro di cominciare a fumare, oppure farsi un po’ di marijuana o di coca, purchè “poca”. E’ come scherzare col fuoco: scalda sì, ma anche brucia.
D’altronde, è un dato accertato che il comportamento dei figli è orientato dall’esempio dei genitori (oltre che dagli amici, dalla pubblicità, dalla cultura generale). Come per le sigarette (se c’è uno o più fumatori in famiglia, fra i figli ci saranno più fumatori), oggi sappiamo che se c’è uno o più bevitori in famiglia, i figli tenderanno a bere, o se già bevono, a bere di più.
I genitori (e gli educatori) dovrebbero interpretare uno stile di vita sano, libero dall’alcol. Eviterebbero così l’imbarazzo del “fate come dico ma non come faccio” ed anche di dover difendere la sostanza (di per sé dannosa) con la difficoltà della gestione del rischio che ne consegue.
Proibire è sicuramente un approccio povero da un punto di vista educativo, ma non si può nemmeno permettere, pensando “io ….. speriamo che me la cavo”.
Bisogna dunque uscire dai limiti del proibire o permettere, ed investire sulla promozione della sobrietà, e dei suoi aspetti positivi, nei confronti non solo dell’alcol, ma di tutto lo stile di vita. Perché non proporre la bellezza dell’essere sobrio, a fronte della piacevolezza (temporanea) dell’essere un po’ fatto ?
Se i genitori investono in star bene, avranno dei figli che a loro volta potranno scegliere consapevolmente, in base agli stimoli educativi che avranno ricevuto.
Esempi concreti:·  scegliere periodicamente di non bere per sei settimane e discutere le motivazioni e gli esiti con i figli scegliere di non consumare alcolici come scelta di vita (sia durante i pasti che durante le feste e ricorrenze), sempre discutendone con i figli scegliere di non offrire bevande alcoliche agli ospiti (anche nelle feste e nelle ricorrenze) sempre discutendone con i figli.


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