skip to Main Content
Progetto: Porta La Sporta

Progetto: Porta la Sporta

In Italia l’associazione dei comuni virtuosi ha rilanciato l’iniziativa con la campagna «Porta la Sporta»(http://www.portalasporta.it/), ispirata al movimento inglese «Plasticbag Free Cities»: invitano le amministrazioni a mettere al bando i sacchetti di plastica, coinvolgono le scuole e i bambini in progetti di riciclo e girano le piazze per insegnare a fare divertenti sportine di tela, da tenere con sé e tirare fuori alla cassa del supermercato.

I blogger passano parola e sponsorizzano più che i sacchetti biodegradabili – sul cui smaltimento in tempi rapidi è battaglia di brevetti e studi – le vecchie sacche di tela o di juta, da ripiegare e portarsi dietro. La campagna «Porta la Sporta» promossa dall’Associazione dei comuni virtuosi con il patrocinio del Wwf Italia, di diverse regioni e province italiane ha lanciato così un invito a tutti i consumatori: «Munirsi di borse riutilizzabili e non usare sacchetti di plastica per tutta la giornata, ma anche nei giorni a venire. Un modo facile ed efficace per fermare l’abitudine insensata degli shopper monouso e ridurre le loro gravi ripercussioni sull’ambiente, in attesa che anche in Italia ne venga vietato l’uso, una decisione prevista dall’Unione europea entro il gennaio 2010 ma che l’Italia ha già rimandato, inspiegabilmente al 2011».

«Ogni anno sono consumati nel mondo centinaia di miliardi di sacchetti di plastica (100 miliardi solo in Europa), utilizzati per una media di 10-20 minuti. Solo in Italia si consumano oltre 20 miliardi di shopper l’anno, una media di circa 400 per ogni cittadino italiano, ponendoci tra i primi consumatori al mondo. E tutto questo è associato a ingenti consumi di petrolio ed emissioni di gas serra, oltre che di altre sostanze inquinanti», denuncia con forza Silvia Ricci, responsabile e ideatrice della campagna «Porta la Sporta».

«La crisi economica e l’emergenza rifiuti che è dietro l’angolo impone a tutti noi di cambiare gli stili di consumo che si sono consolidati nell’ultimo ventennio e che fanno sì che noi utilizziamo, per una sola volta, oggetti che poi buttiamo nella spazzatura. A partire dal sacchetto in plastica, c’è bisogno che tutti i cittadini facciano qualche sforzo in più e che abbiano più coscienza dei problemi ambientali che la plastica sta causando», conclude Silvia Ricci.


Sostieni la Salute attraverso l’attività di sensibilizzazione e informazione. Scopri come puoi aiutarci.pulsante-dona-ora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi