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QUANDO LATTINA FA RIMA CON CAFFEINA

QUANDO LATTINA FA RIMA CON CAFFEINA

Analcolici che promettono mirabilie. Sono gli «energy drinks». Ma analizzandoli bene, scopriamo che contengono soprattutto stimolanti in dosi elevate. Che diventano pericolosi se associati all’alcol. Come spesso accade

Le immagini pubblicitarie promettono di «metterci le ali», regalandoci energia e grinta. La realtà è meno poetica. E molto meno piacevole. Stiamo parlando degli energy drinks, bevande in prevalenza analcoliche (almeno in Italia), ricche di sostanze stimolanti come la caffeina ma anche di altri principi attivi dal nome evocativo, come la taurina. Che garantiscono di aumentare le energie fisiche e mentali, e di migliorare le nostre performances, sportive e cognitive. Grazie soprattutto alla caffeina, presente in dosi abbondanti, anche se in Italia non sono commercializzati alcuni prodotti come la Wired X505, che contiene appunto 505 mg di caffeina a lattina. Le bibite più note e diffuse sono Red Bull e Burn (80 mg a lattina, più del doppio di una lattina di cola, il valore medio di un caffè espresso) o la più intensa Monster (160 mg). La caffeina resta comunque la principale sostanza stimolante contenuta in queste bibite, a cui si aggiunge un’abbondante dose di zucchero – o di dolcificanti per i prodotti a zero calorie – e altri componenti come taurina, carnitina, alcuni aminoacidi, glucoronolattone, vitamine del gruppo B, estratti vegetali come guaranà, ginseng, ginkgo biloba.
Chi sono i consumatori
Queste bevande sono arrivate in Europa negli anni Ottanta e da allora hanno cominciato a diffondersi in modo esponenziale, anche se le marche in vendita attraverso i canali ufficiali non sono quelle più cariche di sostanze stimolanti, diffuse soprattutto negli Stati Uniti: esiste perfino un Cocaine energy drink, commercializzato negli Usa e in Gran Bretagna, che ovviamente non contiene cocaina, ma una dose altissima di caffeina, oltre a guaranà e taurina. «I principali consumatori di queste bevande sono giovani adulti di età compresa tra 18 e 35 anni: numerosi studi condotti su studenti universitari in Europa a negli Usa ne hanno evidenziato una diffusione particolarmente elevata», spiega Gianvincenzo Zuccotti, ordinario di pediatria all’università degli studi di Milano. In Italia, uno studio effettuato da ricercatori dell’università di Messina mostra che il 57 per cento circa degli studenti le consuma con motivazioni diverse: per rimanere svegli in vista degli esami o in altre situazioni che richiedono lucidità ed energie, compresa «la necessità di guidare di notte». C’è da preoccuparsi ? Nonostante queste bibite siano liberamente in vendita, le autorità sanitarie di alcuni paesi stanno cercando di limitarne il consumo. Il Ministero della salute francese ricorda sul proprio sito Internet che queste bibite non sono altro che stimolanti del sistema nervoso e in quanto tali vanno consumate con cautela, moderatamente – la dose consigliata è mezza lattina al giorno – e solo da adulti. Inoltre, sono sconsigliate alle donne in stato interessante ma anche agli sportivi, ossia proprio a una delle categorie cui sembrano rivolgersi.
Pubblicità e lauti guadagni
Il problema è che queste campagne di sensibilizzazione devono confrontarsi con campagne pubblicitarie aggressive e intense che promuovono gli energy drinks come bibite sane e, appunto, «sportive», adatte a chi vuole tenersi in forma. «Le bevande classificate come energy drinks sono vendute a un prezzo decisamente superiore rispetto alle normali bibite gassate, anche se i costi di produzione sono del tutto simili. Questo permette alle aziende di realizzare campagne pubblicitarie massicce e di investire in promozione sponsorizzando molte manifestazioni sportive che attirano i giovani», osserva Roberto la Pira, esperto di alimentazione e direttore della rivista on line Il fatto alimentare. In effetti, presso i punti vendita della catena Esselunga, la Red Bull, prodotto leader del mercato, costa oltre 5 euro al litro, fino a cinque volte di più rispetto ad aranciate o cole. «Pensiamo proprio all’immagine della Red Bull, giocata sul nome evocativo della taurina, l’aminoacido in essa contenuto, associato spesso all’immagine del toro riprodotta sulla lattina e ripresa dagli spot», spiega La Pira. Un’immagine rafforzata dal gusto non gradevolissimo della bevanda, «per uomini veri». «Ma soprattutto dalla pubblicità martellante che insiste sull’energia e la grinta correlate all’immagine della bevanda», prosegue l’esperto. «Un altro aspetto interessante legato a Red Bull è la costante sponsorizzazione di eventi sportivi, come le esibizioni di parapendio o di snowboard, oppure di imprese legate a sport estremi, mirate ad attirare un pubblico giovanile alla ricerca di sensazioni “forti”».
Il rischio dipendenza
L’immagine di queste bevande insomma è legata a un bluff: non si tratta di prodotti che danno energia, ma di veri e propri stimolanti, soprattutto per via della grande quantità di caffeina in essi contenuta. Caffeina che è normalmente usata come blando stimolante in grado di migliorare le performances cognitive, ma che in dosi eccessive può provocare tachicardia, ipertensione, vertigini, «tutti sintomi», ricorda Zuccotti, «che sono stati riscontrati nei consumatori abituali di energy drinks». La caffeina, inoltre, può causare dipendenza con relativi sintomi di astinenza – mal di testa, nausea, astenia, insonnia – se l’assunzione viene improvvisamente interrotta o drasticamente diminuite le dosi. In realtà, una precisa indicazione sulla dose di caffeina da assumere non è chiara: per quanto riguarda gli energy drinks, le autorità francesi parlano di mezza lattina al giorno, quelle australiane di una. Tenendo comunque presente che il consumo in un lasso ristretto di tempo (due/tre lattine nel corso di una serata in discoteca o di una notte di studio) può aumentare notevolmente i rischi e che stiamo parlando di persone adulte. Nel caso dei giovanissimi, gli energy drinks dovrebbero essere davvero off limits, perché la caffeina e le altre sostanze stimolanti possono provocare ansia e disturbi del sonno. «Eppure molte delle pubblicità Red Bull sono pensate proprio per i ragazzini», ricorda La Pira. «Basti pensare a un evento come il “Red Bull Flugtag”, una strampalata e divertente competizione aerea organizzata da qualche anno a Milano. Senza contare le distribuzioni gratuite di lattine di bibita per le strade della città». «Ancora più allarmante per la salute è l’abitudine di consumare queste bevande associate all’alcol», osserva Zuccotti. Un malcostume che sta prendendo piede anche in Italia: «Perfino Esselunga, nel sito dedicato alla spesa on line, proponeva un cocktail a base di vodka e Red Bull», ricorda La Pira; «con un annuncio che è stato rimosso dopo una nostra segnalazione. Un problema che ha attirato l’attenzione del Comitato per la sicurezza alimentare del Ministero della salute, che in un documento sottolinea la necessità di diffondere informazioni corrette sui rischi legati al consumo di energy drinks mescolati all’alcol. Un allarme che si somma a quello lanciato dall’Fda negli Stati Uniti, «dove la situazione è anche più preoccupante, visto che sono in vendita energy drinks già miscelati con alcolici, ma proposti in confezioni simili a quelle delle normali bibite che rendono difficile distinguerle», spiega Zuccotti. Il rischio è che la caffeina – e forse anche la taurina – mascherino l’effetto depressivo dell’alcol, inducendo le persone a bere di più, o a pensare erroneamente di essere lucide e con i riflessi pronti nonostante l’alcol ingerito. «In questo modo aumenta anche il rischio di incidenti stradali o di molestie sessuali», prosegue il pediatra. Pesanti anche i rischi dal punto di vista fisico: alcol ed energy drinks possono provocare l’aumento di diuresi e sudorazione alterando il bilancio elettrolitico e i meccanismi centrali di regolazione del ritmo cardiaco, con il risultato della comparsa di tachicardia e palpitazioni, ma anche di aritmie in soggetti predisposti, mentre la taurina può causare alterazioni della funzionalità renale. «Insomma, si tratta di un problema da non sottovalutare», conclude Zuccotti, «particolarmente per il consumo da parte di giovanissimi, o la combinazione con alcolici».

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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