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RAPPORTI SESSUALI DOLOROSI

È vero, amare fa bene. E fa bene fare l’amore con il proprio partner; gli effetti positivi di una buona attività sessuale sono psicologici e fisici. Ma non sempre questa funzione fisiologica è così piacevole e stimolante per l’organismo; il dolore nel rapporto sessuale è un aspetto ricorrente nelle esperienze degli uomini e soprattutto delle donne. Quello ripetuto, con un’intensità che può variare notevolmente da persona a persona, da situazione a situazione, può far sorgere il timore di sentire male e dunque rinunciare all’attività sessuale, che diventa occasione di sofferenza piuttosto che di piacere, con disagi per il partner e conseguenze per il rapporto di coppia.
Il dolore a livello genitale, persistente o ricorrente durante il rapporto, si chiama dispareunia e riguarda entrambi i sessi.

La maggiore attenzione medica alle disfunzioni sessuali e in particolare a quelle che si manifestano con dolore, ritenute un tempo esclusivamente psicosomatiche «il dolore è psicogeno» o che è «tutto nella testa del paziente», ha fatto emergere il ruolo determinante dei fattori biologici.

Gli elementi da analizzare in questo sintomo complesso sono:

il tempo di insorgenza del dolore; se si presenta sin dai primi rapporti o è acquisito;
– la relazione tra sintomo e contesto; se compare sempre e con qualsiasi partner;

– la sua localizzazione e l’eziologia organica, psicogena o mista.

La dispareunia ha nella donna un’incidenza che varia tra il 12 e il 33 per cento in rapporto a età, stato culturale e sociale, etnia; ma può raggiungere il 45 per cento dopo la menopausa. Si parla di dispareunia superficiale quando il dolore è localizzato negli organi genitali esterni, profonda se invece ha sede in quelli interni.
Il vaginismo, condizione più tipica delle giovani donne, con un’incidenza dell’1-2 per cento, è caratterizzato da una contrazione spastica della muscolatura pelvica e vaginale che rende impossibile il coito ed è alla base dei cosiddetti «matrimoni bianchi» o non consumati e trova la sua motivazione in cause psicoemotive: educazione errata o «terroristica», convinzione che il sesso sia qualcosa di sporco e quindi da evitare, scarsa educazione sessuale, tentativi di stupro, paura della prima volta, di gravidanze indesiderate, di dolore al momento del parto ecc.
Nella realtà clinica le cause biologiche e psicosessuali interagiscono in misura diversa in ogni singolo caso. Nella donna le cause biologiche superficiali sono: la carenza di ormoni sessuali che determina un’insufficiente lubrificazione accompagnata da secchezza e distrofia genitale, l’ipertono dell’elevatore dell’ano che può dar luogo a mialgie; le vulviti o vaginiti batteriche o micotiche; le iatrogene secondarie a interventi chirurgici o a terapie farmacologiche, le patologie dei nervi periferici, lesioni traumatiche. Tra le cause profonde occorre ricordare l’endometrosi, l’infiammazione e il varicocele pelvico, gli esiti di radioterapia e di interventi chirurgici, il ricorso alla spirale quale metodo anticoncezionale.
Tra i fattori emozionali, che agiscono per via riflessa inibendo la normale lubrificazione vaginale, non vanno sottovalutati la depressione, l’ansia, lo stress, la storia di abusi sessuali. Le difficoltà possono risiedere nella donna stessa, che spesso manifesta scarso desiderio sessuale e paura del piacere, o nella sua psiche; il rapporto fisico può evocare fantasmi del passato ai quali si reagisce mobilitando le proprie difese. Le difficoltà relazionali che possono contribuire al persistere e all’aggravarsi della percezione del dolore sono dovute alla mancanza di intimità emotiva, ai preliminari inadeguati che stimolano scarsa eccitazione, ai conflitti con il partner, all’insoddisfazione sessuale e alla scarsa compatibilità anatomica genitale. Può entrare in gioco anche una problematica del rapporto di coppia; quando il dolore è una modalità che permette di evitare l’incontro sessuale indesiderato, può essere una reazione di difesa conscia o meno contro il raggiungimento del coito per mancanza di simpatia verso il partner.
Nel maschio, la dispareunia può manifastarsi durante l’erezione per fimosi, parafimosi, frenulo corto, ipospadia, traumi del pene, balanite, balanopostite, uretriti, curvatura congenita del pene, induratio penis plastica. Queste patologie possono provocare dolore al momento della introduzione del pene o durante i movimenti del coito. Se il dolore insorge durante l’eiaculazione, le cause sono da riferire a infiammazioni dell’uretra, della vescica, della prostata, dei testicoli a ipertrofia o carcinoma della prostata.
La persona che soffre di dolori durante il rapporto sessuale raramente riferisce questa condizione, bisogna invece evitare ogni pudore, parlarne con il partner ricercando le situazioni di stress o le tensioni che incidono sul rapporto, per evitare che nella coppia nascano incomprensioni e frustrazioni. Successivamente, anche se l’argomento da affrontare è delicato, sarà necessario consultare il medico.
La visita specialistica prevede un rigoroso esame obiettivo e un’anamnesi molto accurata sulla precisa localizzazione e le caratteristiche del dolore prima, durante o dopo l’atto sessuale, l’eventuale presenza di sintomi associati (urinari, sanguinamento ecc.); raramente occorre ricorrere a indagini strumentali come ecografia, tac o laparoscopia.
Talora, per un corretto inquadramento diagnostico, è indispensabile una visita andrologica nell’uomo o ginecologica nella donna, che aiutino a rintracciare i possibili fattori organici e successivamente ricercare eventuali cause psicologiche. La scienza medica ha compiuto evidenti progressi per comprendere le patologie sessuali; i disordini da dolore sessuale rappresentano un gruppo di disfunzioni eterogenee, a eziologia multifattoriale, che richiedono un approccio multidisciplinare e la collaborazione di entrambi i partner.
La terapia dovrà necessariamente essere articolata e diretta ai diversi motivi che di volta in volta sono responsabili del dolore; sarà il medico a scegliere la combinazione terapeutica migliore. La prevenzione prevede un’accurata igiene intima, evitando l’uso di saponi aggressivi che possono modificare l’ecosistema vaginale, vera e propria barriera alle infiammazioni e alle infezioni; l’uso di biancheria intima di lino, il frequente ricambio e l’utilizzo di gel lubrificanti o prodotti idratanti.
Si può curare il disagio con pillole e bisturi, ma anche con le parole e in particolare con una corretta educazione sessuale, volta a una migliore conoscenza degli organi sessuali. La terapia causale è volta a rimuovere le problematiche esistenti nella coppia, a capire quali posizioni sessuali evocano dolore e ricercare posizioni coitali meno dolorose, per esempio di fianco.
Negli stati infiammatori o infettivi, la terapia prevede un trattamento con antiflogistici e antibiotici, estrogeni, i fitostrogeni, la vitamina E per uso locale nelle donne in menopausa, gli antidolorifici come sintomatici e talora una chirurgia mirata potranno risolvere il problema. Con appositi esercizi di Kegel o altri, si può acquisire il controllo dei muscoli perineali in modo da evitarne la contrattura al momento del rapporto ed eliminare il dolore.
Tra i prodotti naturali è consigliato l’olio di germe di grano, ricco in vitamina E, come di acidi grassi polinsaturi, per impacchi locali giornalieri è un ottimo emolliente, l’artiglio del diavolo come antidolorifico, la tintura di echinacea per la sua azione locale antinfiammatoria, antibatterica e rigenerante tissutale e l’olio di rosa canina per le sue proprietà antiossidanti.
Le psicoterapie utilizzate sono molteplici: da quelle cognitive comportamentali, alle psicoanalitiche, alle terapie della comunicazione di coppia e quelle corporee, da quella sessuale a quella strategica; la scelta dipenderà dalle specifiche cause del sintomo e dalle caratteristiche del paziente e della coppia.
La terapia, mirata e personalizzata, avrà come obiettivo quello di restituire il piacere di un’intimità anche fisica al paziente e alla coppia, tale da far vivere loro una soddisfacente vita sessuale.

 

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