skip to Main Content
REGIME IPERPROTEICO ALLA SBARRA

REGIME IPERPROTEICO ALLA SBARRA

Vanno di moda le diete dimagranti dove si aumenta l’apporto di proteine a svantaggio dei carboidrati. Prima di stabilire se funzionano davvero, è bene conoscere i rischi che si possono correre

Frequentemente, per dimagrire ci si rivolge a diete cosiddette iperproteiche. Di cosa si tratta? È un regime alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati abbinato a un elevato apporto di proteine e grassi. È una scelta equilibrata? Analizziamo prima di tutto i dati sulle regole nutrizionali.
Le linee guida sulla nutrizione consigliano di non superare giornalmente una quantità di proteine pari a circa il 12-15 per cento di tutte le calorie consumate nella giornata. Tradotto in peso, questa percentuale corrisponde a circa 0,8 g di proteine per Kg di peso corporeo al giorno derivate sia da prodotti animali (ma sarebbero da ridurre al minimo), sia da alimenti vegetali (cereali integrali e legumi da consumare invece tutti i giorni). Ma allora perché le diete iperproteiche vanno così di moda? Su quali principi si basano?
Zuccheri nel sangue
Questi regimi alimentari nascono dalla considerazione che l’aumento veloce di glucosio nel sangue e la conseguente liberazione dell’insulina da parte del pancreas sono correlate a molte delle patologie cronico-degenerative moderne. Questi meccanismi sono favoriti dal consumo dei alimenti che contengono carboidrati raffinati e ad alto indice glicemico (cioè che una volta mangiati fanno aumentare velocemente i livelli di glucosio nel sangue) o dall’eccessivo consumo di grassi che può provocare un mal funzionamento dell’insulina chiamato insulino-resistenza.
Le proteine sembrano non essere coinvolte in questi meccanismi. Inoltre è credenza comune che un apporto proteico elevato faccia aumentare il volume muscolare e, dato che  per venire digerite utilizzano molta energia producendo un aumento del metabolismo basale, molte persone si convertono alle diete iperproteiche per ridurre il peso corporeo.
Nell’ultimo secolo ne sono nate molte, riportate su tantissimi libri ma mai seguite da seri e controllati studi scientifici che potessero mettere realmente in evidenza i benefici promessi.
Come una volta ha commentato il saggista americano H. L. Mencken: «Per ogni problema complicato esiste una soluzione semplice e solitamente è quella sbagliata». E questo è vero specialmente quando si vuole affrontare un problema guardando solo in una direzione senza tenere conto della complessità dell’organismo umano.
Infatti l’eccessivo consumo di proteine non è esente da portare danni alla salute.
Con una dieta iperproteica si possono effettivamente perdere molti chili e si può persino assistere a una riduzione dei livelli di colesterolo, glucosio e trigliceridi almeno in un primo momento. La perdita di peso iniziale  molto veloce, però, è dovuta quasi interamente a una riduzione dei liquidi, ma non della massa grassa. Con il tempo non solo si riacquista il peso perso (a meno che non si inizia un costante programma di attività fisica) ma si rialzano anche i livelli ematici di colesterolo, glucosio e trigliceridi perché l’organismo, insieme alle proteine animali, consuma anche i grassi che sono presenti in questi cibi. E i grassi, anche quelli buoni come l’olio extravergine d’oliva, contengono 900 kcal ogni 100 g, quindi a lungo termine forniscono più calorie al corpo dei carboidrati che contengono 400 kcal ogni 100 g. (Continua…)

*Ricercatrice dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano

Se vuoi approfondire questo tema
invia una mail: info@vitaesalute.net

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi