skip to Main Content
Sindrome Da Accumulo: Chi Sono Le Vittime?

Sindrome da accumulo: chi sono le vittime?

Siamo vittime della «sindrome da accumulo»? È una tendenza che rasenta la dipendenza e si sta facendo sempre più strada. Spesso serve solo a colmare altri vuoti. Non ultimo, quello interiore

Chi non ha mai tentato di nobilitare il proprio disordine sulla scrivania definendolo «caos organizzato»? Chi, nelle proprie abitazioni, non conserva libri, giornali o riviste che non leggerà mai? Vestiti che non indosserebbe nemmeno se costretto, cibi che non assaggerà, dvd che non vedrà; telefonini che non utilizzerà? E quante volte ci è capitato di comprare un paio di scarpe nuove per poi continuare a indossare quelle vecchie?
Gli americani hanno coniato un termine per descrivere questo fenomeno: clutterholic (da «clutter», che significa accumulo, e «holic», che vuol dire dipendenza, vizio).
A quanto pare l’esercito dei «clutterholics» è sempre più in aumento. Infatti, secondo una ricerca americana, l’80 per cento delle cose che possediamo non sarà mai usato.
La causa? La cultura occidentale, che ci ha «programmati» per aggiungere, riempire e accumulare. Cerchiamo la felicità attraverso il possesso di simulacri, ci riempiamo di cose inutili per mettere a tacere il nostro senso di vuoto interiore.

Istigati dalla pubblicità

La pubblicità non fa altro che esortarci in tal senso, continuamente e interrottamente, ad acquistare cibo, oggetti, macchine, cellulari di ultima generazione, viaggi da sogno, cosmetica, abiti e scarpe di marca. Anzi, di più: la macchina commerciale è diventata così sofisticata negli anni da persuaderci che esista la possibilità di acquistare la via per la felicità.
Ci sono poi persone che ne sono vittime più di altre, come i «depressi» che accumulano gli oggetti sul pavimento. Accatastano riviste, libri, dvd, scatoloni e altro sul pavimento perché è come se avessero un peso che li immobilizzano.
Abbiamo inoltre i «nostalgici», che hanno paura di affrontare i cambiamenti e conservano peluche, robot, macchinine dell’infanzia oppure vecchi biglietti d’aereo o di concerti. I «perfezionisti», che collezionano oggetti per ordinare il mondo e in qualche modo per controllarlo. Gli «insicuri», che cercano l’identità in oggetti cosiddetti «status symbol» come penne, orologi preziosi, vestiti firmati, prodotti tecnologici. Ma il denominatore comune di questa sindrome di accumulo è un disturbo dell’attenzione che impedisce di valutare rapidamente una situazione e selezionare ciò che ci serve da ciò che è inutile.

Sostieni la Salute attraverso l’attività di sensibilizzazione e informazione. Scopri come puoi aiutarci.pulsante-dona-ora

Share This
Back To Top

Per consentirti la migliore esperienza di navigazione, abbiamo configurato il nostro sito internet in modo da consentire i cookie. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso degli stessi. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi