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SPORT SU MISURA

Per rimettersi in forma, sono tante le discipline sportive a nostra disposizione. Ma qual è la più adatta, in base alla personalità e alle esigenze fisiche? Innanzitutto, un primo orientamento è basato sull’età; tra i 20 e i 30 anni è indicata qualsiasi disciplina sportiva, sia individuale che di squadra, tra i 30 e i 40 anni il mantenimento di una buona forma fisica è legato alla regolarità e alla correttezza del programma di allenamento seguito; specialmente se negli anni precedenti ci si è mantenuti fisicamente attivi, si possono ancora raggiungere buoni livelli nella prestazione sportiva. Dopo i 40 anni, i programmi di attività fisica si modificano non tanto nei contenuti quanto piuttosto nella distribuzione dei carichi di lavoro (intensità, durata e frequenza) e nelle modalità di esecuzione. Dopo i 60 anni sono consigliati esercizi che non creino sollecitazioni eccessive sulla colonna vertebrale e sull’apparato muscolo-scheletrico e che, in generale, non pongano l’organismo in condizioni di stress molto intenso. Attenzione, però: per chi non ha mai praticato con regolarità dell’esercizio fisico, la strategia migliore è un approccio graduale al movimento per limitare gli eventuali effetti sfavorevoli sia fisici, come la dolorabilità dopo l’allenamento, sia psicologico; attività troppo complesse, in cui è difficile raggiungere risultati immediati, potrebbero scoraggiare.

 

In squadra o da soli

In generale, prima di scegliere uno sport occorre innanzitutto fare una differenziazione tra gli sport di squadra e quelli individuali. Se vogliamo migliorare la nostra capacità di lavorare in team, imparare a socializzare con altri e a collaborare insieme per superare le difficoltà e ottenere un obiettivo comune, possiamo optare ovviamente per uno sport di squadra come calcio, pallacanestro, pallavolo, softball, baseball. Se prediligiamo uno sport individuale, che ci consenta invece di poterlo praticare in orari vari senza avere l’obbligo di seguire i giorni fissi degli allenamenti di squadra, possiamo scegliere uno degli sport seguenti, a seconda se siamo amanti di sport più «dinamici» o più meditativi.

POWER WALKING: ovvero camminate lunghe e a buon passo. Offre tutti i vantaggi del camminare abbinando gli aspetti salutari delle attività aerobiche con un ottimo lavoro per cuore e polmoni. Dal punto di vista fisico, aiuta a controllare il peso e ad avere gambe e glutei più tonici; da quello psicologico, oltre a migliorare la fiducia in sé e a fare sentire più energici, dà una grande sensazione di serenità grazie a aria pura, paesaggi gradevoli, possibilità di guardarsi intorno e di stare in pace con i propri pensieri e con il mondo.

CORSA: ottima per perdere peso e aumentare la resistenza fisica, è indicata per le persone che vogliono liberarsi dallo stress e rilassarsi, «scaricando» letteralmente preoccupazioni e tensioni. Dopo una doccia, permette di sentirsi come nuovi.

CICLISMO: ideale per rendere più forti ed efficienti il cuore e i polmoni, oltre che i muscoli. È indicato a chi desidera accrescere fiducia nelle proprie potenzialità e desidera divertirsi; si resterà sorpresi dai panorami e dai suoni che il viaggiare in macchina tende a celare.

ESERCIZI AEROBICI (STEP, AEROBICA, TONIFICAZIONE MUSCOLARE): amati soprattutto da un pubblico femminile che gradisce muoversi a ritmo di musica e ottenere maggiori coordinazione e flessibilità, oltre che un grande dispendio calorico. Ottimi anche per il lavoro cardiovascolare.

STRETCHING: utilissimo per l’allungamento muscolare e la flessibilità per persone che si vogliono mantenere «elastiche» senza fare esercizi faticosi.

GINNASTICA IN ACQUA: praticabili da tutti, grazie al fatto che il peso del corpo viene ridotto in modo proporzionale alla sua immersione (principio della «spinta idrostatica») e che di conseguenza attività di alto impatto se praticate a terra, come spinning, corsa e gag, in acqua vengono trasformate in esercizi di medio impatto, mentre esercizi normalmente di impatto moderato come per esempio tai-chi e pilates, assumono un basso impatto.  

Per i più piccoli
Ecco i suggerimenti che propone Gianfranco Trapani, esperto di alimentazione e attività sportiva per i ragazzi, consulente didattico presso il Centro Oms per la Medicina tradizionale dell’università statale di Milano, a seconda del carattere del bambino:
Non sa assumersi responsabilità, non sa portare a termine un risultato, non si pone obiettivi? È timido e insicuro? Preferite degli sport individuali (atletica leggera, ginnastica artistica, nuoto, corsa, biking, ping pong…) che abituano ad assumersi delle responsabilità in prima persona e a fare scelte strategiche. Il bambino che non si impegna a scuola (oppure quello che si impegna ma non riesce a socializzare) ha un basso livello di autostima, ma può aumentare la fiducia in se stesso proprio praticando discipline che gli consentono di affermare la sua personalità e la sua immagine.

È molto orgoglioso ed egocentrico?
Proponetegli uno sport di squadra. Far parte di un gruppo lo stimolerà ad accettare le regole e a sviluppare un senso d’integrazione in una comunità. Indossando la maglia della sua società e «facendo squadra», imparerà a privilegiare gli obiettivi comuni rispetto a quelli personali. Il momento ideale per iniziare questo percorso è verso gli otto anni, quando cominciano ad essere più vivi l’interesse e la curiosità nei confronti del mondo esterno.

È un bambino aggressivo?
Sono consigliabili sport competitivi, come il judo, il karatè e la lotta. Sport che stimolano la concentrazione e la velocità del bambino. Certamente anche le attività di squadra sono adatte perché insegnano il rispetto delle regole e degli altri.
È svogliato e pigro, magari un po’ rotondetto?
Meglio iniziare con una serie di brevi esercizi ginnici, per poi passare a una fase di allenamento leggero (corsa, nuoto o bicicletta), infine indirizzarlo verso un vero e proprio sport. Ricordate che il bambino va seguito anche dal punto di vista alimentare. Insomma, lo sport non è importante solo per un buono sviluppo fisico, ma anche dal punto di vista psicologico-emotivo. I giovani imparano cosi a misurarsi con se stessi, conoscersi, confrontarsi con gli altri, ad apprendere l’osservanza delle regole, della lealtà, del rispetto e della collaborazione con il gruppo.

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