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UNA “TERRA”CHE RISANA

UNA “TERRA”CHE RISANA

Tenuta in alta considerazione dalle culture antiche, le sue proprietà sono ancora oggi oggetto di studio della medicina. Un rimedio naturale ed efficace anche per i malanni di stagione

L’argilla non è terra, ma una sostanza completamente minerale, dotata di una caratteristica particolare: i suoi minerali non sono agglomerati in solidi sassi ma si trovano in particelle estremamente fini, con proprietà addirittura colloidali: significa che se le mescoliamo con l’acqua non si sciolgono ma rimangono sospese in una soluzione. Un’altra caratteristica dell’argilla è la sua plasticità che la rende morbida e malleabile, pertanto molto adatta a fare impacchi e cataplasmi, ma anche ad applicazioni tipo maschere di bellezza.
Secondo la provenienza, l’argilla può avere colore diverso, che va dal bianco e grigio al verde all’arancione e bruno, dovuto alla presenza di diversi minerali. La base sono sempre i silicati ai quali si possono unire spontaneamente alluminio (per esempio nel caolino); oppure magnesio e calcio; magnesio e ferro, nonché composizioni miste.
La cosa più sorprendente di questa materia non è tanto l’importanza della sua composizione chimica, quanto la sua azione fisica, che si nota nel momento in cui, insieme all’acqua, riesce a esprimere le proprie caratteristiche colloidali, che ne fanno un catalizzatore con proprietà assorbenti e purificanti. Queste caratteristiche vengono sfruttate soprattutto nei processi chimici delle grandi industrie: centinaia di migliaia di tonnellate di argilla vengono estratte ogni anno con destinazione industriale. Solo una piccola parte viene utilizzata per scopi terapeutici: per la preparazione di fanghi termali o di cosmetici, oppure venduta direttamente al consumatore in piccole confezioni, per usi estemporanei.
L’argilla destinata al consumo diretto e che si può trovare in farmacia, in erboristeria e nei negozi salutistici reca la scritta «ventilata». Viene essiccata al sole, selezionata e setacciata per renderla impalpabile, di grana finissima.
In commercio possiamo trovare anche numerosi prodotti a base di argilla, in combinazione con estratti fitoterapici, oli o altro. Questi prodotti sono destinati a uso più specifico, come maschere per viso, trattamento dei capelli, saponi, cosmesi per la prima infanzia, dentifrici, creme varie. La comodità di questi prodotti già pronti è evidente, mentre l’argilla ventilata si presta a numerosi usi, da sola o mescolata al momento con altri ingredienti, con un costo davvero basso per la materia prima, la quale non si deteriora se conservata all’asciutto.
Si sceglierà preferibilmente un’argilla «grassa»; basta fare una prova e metterne un po’ tra i denti: non deve scricchiolare.
Da mangiare…

Sì, la «terra» si può mangiare! Purché si tratti di questo tipo davvero speciale, nel corretto dosaggio e con le giuste modalità.
Intanto, ha un sapore neutro, per nulla sgradevole, quindi anche i più «schizzinosi» non avranno da ridire.
Dato il potere battericida dell’argilla, in grado di rendere potabile anche l’acqua stagnante, come pure quello assorbente che elimina, per esempio, i cattivi odori all’acqua, possiamo stare tranquilli che non farà mai del male, sempre assumendola nei modi idonei.
I principi di azione dell’argilla sono stati a lungo studiati, e moltissime delle sue proprietà benefiche sono state spiegate; tuttavia, c’è ancora molto da scoprire.
Il momento ideale per assumere l’argilla è a digiuno, per un’azione depurativa generale. Ai fini di una pulizia intestinale, la si può assumere anche dopo i pasti, avendo cura di bere molto tra uno e l’altro, per favorire l’eliminazione delle scorie che l’argilla avrà attirate a sé.
Si può prendere una punta di cucchiaino di plastica o di una spatola di legno, metterla in bocca e tenervela finché si sarà sciolta e scenderà da sola.
In alternativa, si può bere il surnatante dell’argilla. Alla sera versate una piccola quantità (un cucchiaino circa) di argilla in un bicchiere, aggiungetevi dell’acqua e mescolate delicatamente. Lasciate riposare per tutta la notte e al mattino, senza mescolare né agitare il bicchiere, potrete bere il liquido. L’acqua avrà assorbito una quantità notevole delle proprietà benefiche dell’argilla. La parte solida rimanente può essere data alle piante in vaso o in giardino, o usata per strofinare le pentole.
Quando assumere l’argilla per via orale:

– Per lenire le irritazioni in qualsiasi parte del tratto digerente, dalle mucose orali fino al colon; ha effetto «medicante» persino sulle ulcerazioni.
– In caso di dissenteria, enteriti che si avvalgono della sua azione addolcente, assorbente e cicatrizzante.§
– In presenza di flatulenza, che viene ridotta fino a completo assorbimento, con eliminazione delle sostanze che provocano la formazione di gas intestinale.
– In caso di stitichezza.
– Per ottenere un blando effetto «detergente» che raggiunge anche le altre parti del corpo, lontane dall’intestino, quindi conviene provarlo anche in caso di acne o foruncolosi;
– Per aiutare a regolare il metabolismo e l’organismo in generale.
Un periodo di assunzione quotidiano dovrebbe durare circa 3 settimane. Dopo una pausa di 2 o 3 settimane si può ripetere, secondo la necessità. È sconsigliato l’uso orale in caso di predisposizione alle occlusioni intestinali o allo strozzamento d’ernia; in simili circostanze meglio optare per il surnatante.
Per uso esterno
Esistono moltissime indicazioni per l’uso esterno dell’argilla, sia in naturopatia sia in cosmesi, che vedono questo elemento unico ingrediente insieme all’acqua, oppure ad altri componenti aggiunti. Ricordatevi di preparare l’impasto di argilla e acqua in un recipiente non metallico; terracotta, porcellana, vetro o legno vanno bene, e mescolate solo con mestoli o spatole di legno.
Temperatura e quantità d’acqua

L’impasto di argilla può essere applicato freddo, tiepido o caldo, dipende dalla condizione in cui si trova il corpo e dall’obiettivo che vi prefiggete. Per esempio, in presenza di una congestione, infiammazione, irritazione o febbre, usatelo freddo e secondo il caso rinnovatelo.
In caso di dolori reumatici, oppure per sostenere il metabolismo di reni, vescica, fegato e ossa, si usa l’argilla calda. Il cataplasma di argilla caldo va mantenuto tale con borse dell’acqua e con coperte, e anche qui va rinnovato, se necessario.
L’argilla non andrebbe mai portata a contatto diretto con un calore intenso. Piuttosto, scaldate l’acqua alla temperatura desiderata e mescolatela poi con l’argilla.
Per ottenere un impasto morbido, è sufficiente una quantità sorprendentemente piccola di acqua. Aggiungetela a piccole dosi fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Essiccazione e asportazione

Più lo strato di argilla applicato sulla pelle è sottile, maggiormente rapida risulterà l’evaporazione dell’acqua. L’argilla essiccata può far «tirare» la pelle e quindi indurci a eliminarla prima del tempo previsto. Basta però aggiungere poche gocce di olio (quello extravergine di oliva è perfetto, ma vanno bene anche altri oli di pregio come l’olio di lino o di enotera o di germe di grano) per allungare notevolmente i tempi di esposizione, soprattutto per le maschere.
Nel caso di cataplasmi da mantenere per alcune ore o anche per tutta la notte, applicate uno strato spesso 1 o 2 cm, poi coprite con una pellicola per isolare la parte dall’aria.
Terminata l’applicazione, se l’argilla è rimasta morbida basta spingerla con la pellicola o con una spatola di legno o un panno morbido.
Se invece si fosse seccata, sciacquate con abbondante acqua tiepida senza strofinare ma insistete finché l’argilla si sarà sciolta da sola. Poi risciacquate con acqua fresca o fredda per tonificare la pelle e per introdurre una benefica reazione termica.
Se l’argilla usata era molto secca potete applicare un olio o un latte sulla pelle trattata.

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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