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UNA FACCIA PULITA

Brufoli o punti neri possono essere una vera ossessione per gli adolescenti. Complicando le loro relazioni sociali. Perché compaiono e cosa fare per eliminarli o prevenirli

«La mia ragazza non può soffrire né foruncoli né orzaioli», cantava uno degli eroi minori di Enzo Jannacci, che aveva sollevato, a quattro mani con Dario Fo, uno dei disagi importanti delle relazioni giovanili.
Si dice, a ragione, che si tratti di un «problema di giovinezza», e infatti i brufoli (e i più grossi foruncoli) colpiscono soprattutto ragazzini e adolescenti nel periodo della pubertà, fra i 12 e i 14 anni, addirittura oltre il 90 per cento: il picco massimo si registra verso i 17-18 anni nelle donne e un paio di anni dopo negli uomini. Il maschio «fiorisce» di più, comunque, a causa dei più elevati livelli di testosterone, l’ormone sessuale maschile.
Se si formano brufoli in età adulta, le cause sono da ricercarsi soprattutto nell’inquinamento e nello stress.

Tutta colpa del sebo
Non possiamo parlare di brufoli senza fare riferimento alle ghiandole sebacee, piccoli e numerosi annessi della pelle, fondamentali per la lubrificazione di tutta la superficie cutanea.
Il sebo è una sostanza oleosa che garantisce anche una sorta di isolamento termico, proteggendo dagli sbalzi esterni di temperatura.
Condizioni particolari, come sbalzi ormonali di vario tipo, possono indurre un aumento della secrezione di sebo da parte di queste ghiandole e portare alla formazione di inestetici bottoncini.

Condizioni di partenza
La pelle, più spesso quella grassa, è cosparsa di ghiandole sebacee che a un certo momento, per stimoli adeguati, iniziano a riempirsi delle loro secrezioni. È questa, in genere, una reazione anomala al testosterone, ormone fisiologicamente presente anche nella donna, sia pure in piccole quantità. Ciò avviene soprattutto durante la pubertà, in cui nelle ragazze c’è un aumento generale degli ormoni e fra questi anche il testosterone.
Le cellule della pelle che riveste anche le ghiandole sebacee si sfaldano poco a poco e subiscono alla lunga una reazione chimica: il risultato visibile è la formazione del classico punto nero (o per meglio dire del «comedone»).
L’azione spesso nevrotica che alcuni parenti o amici stretti intendono compiere per spremere un punto nero non è poi così negativa, sempre che la si pratichi con intelligenza e rispettando le basilari misure igieniche.
Infatti, eliminando anche con la pressione delle dita il punto nero si scoperchia, per così dire, la ghiandola togliendo il cappuccio nero cellulare (e lo sporco) e facendo fuoriuscire il sebo in eccesso.
A volte, in alcune zone, l’apertura della ghiandola sebacea è talmente piccola che l’aria non riesce a entrare in contatto con il sebo e il punto nero non si forma. Rimane così solo il brufolo, che si arrossa e si infiamma, a causa dei batteri che normalmente abitano sulla pelle, silenti, pronti ad attaccare e a moltiplicarsi, se si verificano le condizioni idonee.
Per questa serie di ragioni, se il brufolo non viene curato come si deve, il follicolo pilifero può perforarsi e si possono formare delle cicatrici inestetiche e permanenti che deturpano il volto.

Pustole e altro ancora
Il brufolo si forma quando la ghiandola sebacea non riesce a espellere le sostanze grasse che produce per colpa di germi, polvere, cellule di sfaldamento o di quant’altro ostruisca il forellino di sbocco all’esterno. Il primo stadio di questo lento e inesorabile processo infiammatorio è appunto il brufolo, il successivo la pustola, ossia il brufolo infettato (e pieno di pus); se non viene curato con attenzione, c’è il rischio che si formi un nodulo o una cisti, spesso permanenti.
L’eliminazione dei brufoli ha come obiettivo la rimozione di tre aspetti fondamentali: l’infiammazione (la parte rossa), la produzione di sebo (la parte gialla) e la proliferazione delle cellule morte (la parte nera).

Prevenzione
Ecco alcune tecniche da seguire per prevenire alla base il problema:
– Lavare il viso con prodotti delicati, non aggressivi, in modo continuativo, ogni giorno e anche varie volte.
– Applicare sulla pelle del viso impacchi caldi e umidi, preferibilmente la sera prima di coricarsi: contribuisce a spazzare via sostanze oleose e cellule morte.
– Evitare detergenti a base di alcol o di oli, che si limiterebbero a seccare la pelle senza curarla.
– Optare, piuttosto, per detergenti a base di oli essenziali di lavanda oppure di olio dell’albero del tè (te tree), dalle qualità antibatteriche.
– Usare saponi specifici per questo problema, a base di glicerina o sorbitolo.

Se vuoi leggere l’articolo completo,
invia una mail: info@vitaesalute.net

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